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Ronald And Donald – Couac Couac/Pussycat (1974, 7″)

Uno scherzo terrificante che dimostra come il rapporto tra l'uomo e il pollame è ben più profondo di quello che si potrebbe pensare.

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Ronald and Donald Couac CouacNonostante siano tanti i cantanti “cani” che si sono avvicendati dietro a un microfono, quando si mettono in mezzo animali veri (cani, pappagalli) o campionati (gatti, cani, rane…) il risultato sarà sempre altamente atroce per le orecchie degli esseri umani, sebbene prodotti del genere siano sempre esistiti e temiamo non finiranno mai davvero di venir prodotti.

Uno dei primissimi esempi (nonché tra i peggiori) di voce animale è questa a dir poco terribile Couac Couac (o Kwek Kwek in alcune edizioni), canzone prodotta dal mefitico progetto Ronald & Donald, pseudonimo paperesco dietro cui si nasconde il fisarmonicista belga Eddy Govert famoso nel giro degli strumenti areofoni a tastiera del nord Europa ed evidentemente in vena di divertirsi alle nostre spalle.

Onestamente ignoriamo la popolarità di certe sonorità o perché qualcuno trovasse davvero divertente questa roba, inaccettabile persino come musica per bambini, ma nel 1974 questo Couac Couac divenne una specie di tormentone in territori fiamminghi, propagandosi poi come la peste in Francia, Germania, Spagna e Portogallo, arrivando sino in Italia e sbarcando addirittura in Canada, Australia e persino in Mozambico (!), come se in Africa non avessero già i loro problemi.

Ugualmente delirante anche il lato B che, nonostante sia intitolato Pussycat, è sempre interpretato dalla coppia di paperi più fastidiosi del pentagramma, non lasciando letteralmente scampo ai poveri genitori che accidentalmente regalarono questo 45 giri ai loro bambini.

Il successo di questa terrificante marcetta ornitologia aprì le porte, consapevolmente o meno, alla successiva popolarità di altri terribili brani interpretati da volatili come Disco Duck e tutto quel filone di brani di papere, galli e galline tra cui ricordiamo Disco pollo, Kirie Kirio dei Black Blood trasformata in Chì chì chì cò cò cò da Pippo Franco, New Bibi-Hendl dello “jodelysta” giapponese Takeo Ischi, El gallinero di Ramirez, Ciapa la geleina di Betobahia e ovviamente The Birdie Song dei The Tweets meglio nota come Il ballo del qua qua che tanta fortuna portò a Romina Power)

Quelo che possiamo dedurre è che il rapporto tra l’uomo e il pollame è ben più profondo di quello che si potrebbe pensare.

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3 COMMENTI

  1. Il mio nuovo disco preferito… subito dopo l’immortale Saltapicchio… non vi ringrazierò mai abbastanza per avermelo fatto conoscrere.

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