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Gole Ruggenti (1992 – film)

La triste parodia del Festival di Sanremo ad opera di Pier Francesco Pingitore, davvero poco divertente anche per gli estimatori della vis comica più grezza

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Gole Ruggenti 1992 film sanremoSe pensate che il Festival di Sanremo si sia ridotto a un carrozzone ridicolo soltanto da qualche anno a questa parte, vi sbagliate di grosso. Già negli anni Novanta, in tempi non sospetti, la celebre kermesse canora aveva ben poco da dire e se ne era accorto benissimo Pier Francesco Pingitore, regista e autore televisivo noto al grande pubblico per essere l’anima (e il fondatore nel 1965 assieme a Mario Castellacci) del Bagaglino.

Per chi non lo sapesse o fosse troppo giovane (beati voi) per ricordarlo, si tratta di una compagnia teatrale di cabaret romana che divenne nota al grande pubblico a metà anni ’80 grazie agli spettacoli in prima serata di comicità spicciola e sberleffi di personaggi celebri, soprattutto politici: una satira di regime facilona e innocua che tanto piaceva alla direzione della Rai, prima, e a quella delle reti Mediaset poi.

Innumerevoli sono i comici e non che nel corso degli anni hanno fatto parte del Bagaglino sia nelle incarnazioni teatrali che televisive, personaggi del calibro di Pippo Franco, Leo Gullotta, Oreste LionelloMartufello, Bombolo, Gianfranco D’Angelo, Enrico Montesano, Maurizio Mattioli, Maria Grazia Buccella, Laura Troschel, Marisa Laurito, Carmen Russo, Latte & i Suoi Derivati e anche una giovanissima Morgana Giovannetti, tristemente nota come l’interprete della terrificante Il pulcino Pio.

Dopo tale doverosa premessa, nel 1992 Pingitore, tronfio del grande successo dello show  del suo Bagaglino Crème Caramel in prima serata su Rai 1, pensa bene di creare un lungometraggio per trasporre sul grande schermo la popolarità dei “suoi” comici, qui accompagnati da una schiera di giovani promesse come Flavio Insinna, Valeria Marini, Gabriele Cirilli, dal comico-musicista Gianni Giannini e dall’ex Easy Going Russell Russell. La scusa per uno straccio di trama fu il Festival di Sanremo, con tutti i suoi intrallazzi, i giochi di potere e le raccomandazioni, specchio dell’Italia di allora travolta dallo scandalo di Tangentopoli, condendo il tutto con una collezione di discutibili scenette comiche che non fanno ridere.

Pingitore, qui regista e sceneggiatore, voleva probabilmente raccontare la realtà dei fatti, quello che accadeva davvero dietro le quinte del Festival, una specie di versione all’amatriciana della Nouvelle Vague, ma il Nostro non è certo Jean-Luc Godard e la cosa appare più che evidente in questo Gole ruggenti.

Protagonista della pellicola è l’immancabile Pippo Franco, che dei programmi televisivi targati Bagaglino era spesso il conduttore, qui nei panni del presentatore Paolo Galli, a cui è stata affidata la conduzione di un’importante gara canora. Galli è costantemente sotto pressione sia a causa di problemi familiari ma anche lavorativi, tra interferenze politiche, raccomandati, isterie delle vallette, varie ed eventuali. Per mettere alla berlina l’Italietta di quel tempo a mezzo della satira non ci si può improvvisare, difatti Gole ruggenti sembra più un’accozzaglia di episodi e sottotrame senza un vero filo logico e sopra le righe.

Il film sarebbe dovuto stare in piedi grazie alla comicità generalista da prima serata dei protagonisti, già poco divertente, che nella versione cinematografica ha ancora meno resa anche per gli estimatori della vis comica più grezza. Il risultato è abbastanza infame, tant’è che, seppure la pellicola riscosse un certo successo di pubblico, soprattutto con il passaggio televisivo, poi finì velocemente nel dimenticatoio.

Gole Ruggenti 1992 film sanremo
Leo Gullotta e Pippo Franco in una scena del film

Però va menzionata comunque qualche piccola chicca, per i palati più sopraffini; nel film c’è Jo Squillo che presta il volto alla cantante Pat Rubino, che viene squalificata per plagio e, guarda caso, proprio al Festival del 1992 Jo venne squalificata all’ultimo momento perché la sua canzone non era inedita.

I momenti più deliziosi del film rimangono però le esibizioni dei cantanti in gara, una su tutte quella di Freddy Copertone (vero cantante demenziale) che canta Il volo del gabbiano dall’emblematico ritornello «Non ho più penne sul mio culo». Tra i cantanti in gara compare anche un giovane Tony Tammaro, il cantautore demenziale napoletano, che gareggia con la sua hit Patrizia.

Nel cast figura inoltre il giornalista-conduttore Antonello Piroso nel ruolo dei un reporter amante del personaggio interpretato da Pamela Prati, all’epoca prima donna nel programma del Bagaglino su Rai 1. Da ricordare anche forse l’unica battuta divertente di tutto il film recitata da Paolo Galli sui raccomandati, da tenere a mente anche per le future edizioni del Festival: «Una volta a un festival mi hanno mandato un muto. Dissero: che te frega, tanto canta in playback!».

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