Bestia che discografia! La carriera musicale dimenticata di Massimo Boldi

Il secondo e ultimo album e le colonne sonore

Massimo Boldi Si Presenta Bene LP

Nel 1985 entra negli “anta”, gira I pompieri con Neri Parenti e dà alle stampe il suo secondo e ultimo LP: Si presenta bene. Il disco già dalla grafica tiene fede al nome, infatti la copertina consiste in una parte del “Gioco dell’oca di Massimo Boldi” che viene anche allegato al disco (l’album verrà successivamente anche ristampato con quel titolo). Per quanto riguarda il contenuto dell’LP ritroviamo due canzoni già edite, Non lo sapessi ma lo so e Oh! Oh! Oh! (…Va bene!) qui con il titolo di Che peperino, e poi il solito mix di pezzi inediti e monologhi.

Passata la sbornia da new wave musicalmente si ritorna in territori più familiari; il pezzo più innovativo da questo punto di vista è sicuramente Freak frook che su una base elettronica sciorina un testo che mischia inglese e dialetto milanese. Dialetto che ritorna in La me vegia Milan, che si apre con un dialogo fra Boldi e il Naviglio e prosegue citando appunto i luoghi di una città che nel 1985 non esisteva più: tra cabaret, case di ringhiera e treni il testo ricorda la scena di Eccezzziunale…veramente in cui lo stesso Boldi si prodiga in un elogio di Milano prima di calarsi i pantaloni e sporgere il culo fuori dal finestrino per chiedere informazioni a una signora in bicicletta.

Nel resto dei pezzi trovano spazio le immancabili reminescenze jannacciane e cochierenatiane (l’italiano stentato di Kukkato che richiama alla mente quello di Ho soffrito per te), tormentoni (il «bestia che dolore» urlato in Bestia che figura), un mago che legge l’oroscopo con un macchiettistico accento napoletano e immagini surreali che restano il suo marchio di fabbrica (angeli con la faccia a forma di calzone, ragni con la canottiera e galline, intese come donne, che fanno le uova nel bidè). Il disco nel complesso, come da titolo, si presenta bene e lascia un po’ di amaro in bocca pensare che sia stato l’ultimo. Ma gli impegni televisivi e soprattutto cinematografici sono sempre più fitti e lasciano a Boldi poco tempo per dedicarsi a quello che da questo momento diventerà soltanto un passatempo, anche se qualche sparuta uscita ancora se la concederà.

Il 1986 come si diceva è un anno molto intenso in cui il Cipollino gira ben cinque film: Il tenente dei Carabinieri di Maurizio Ponzi, Yuppies – I giovani di successo di Carlo Vanzina, Yuppies 2 di Enrico Oldoini, Scuola di ladri di Neri Parenti e Grandi Magazzini di Castellano e Pipolo. Ed è proprio nella colonna sonora di quest’ultimo, composta da Detto Mariano, che trova spazio una brevissima performace canora del nostro.

Il testo, che viene cantato da tutti i protagonisti del film sui titoli di coda, sinceramente non è niente di che; giusto un elenco di cose che si possono acquistare ai grandi magazzini, senza nessun guizzo degno di nota. Detto Mariano ha fatto decisamente di meglio e proprio per questo lo si perdona. A livello extra-musicale vale la pena ricordare una curiosità: l’addetto alla sorveglianza interpretato da Boldi si chiama Corrado Minozzi, esattamente come il personaggio di Corrado Monteforte in Scuola di ladri.

Anche la sua canzone successiva, del 1988, fa parte di una colonna sonora. Per la precisione di quella di Mia moglie è una bestia di Castellano e Pipolo, film che in lavorazione si chiamava Gelato di donna. Lo score del film è opera di Bruno Zambrini ma come nel caso precedente anche qui il testo, stavolta cantanto interamente da Massimo Boldi, lascia il tempo che trova. Rimane giusto quel «bestia» che riporta alla mente il suo celebre tormentone. Il film però non è affatto male e il Cipollino regala un’ottima interpretazione. Notevolissima anche la frase di lancio: «Il film che supera le 130 risate orarie. Con una moglie così forte ci vuole il Boldi-building».

Per te Armenia, gli anni ’90 e gli ultimi singoli

Arriviamo così al 1989 in cui gira Fratelli d’Italia, film a episodi diretto da Neri Parenti. Ma l’89 è anche l’anno in cui prende parte a un progetto tanto nobile nelle intenzioni quanto imbarazzante nella realizzazione: Per te Armenia, brano a sostegno delle popolazione colpita dal devastante terremoto del 7 dicembre 1988. Padrino della manifestazione è Charles Aznavour, parigino di nascita ma armeno di origine, che chiama a raccolta un nutrito gruppo di cantanti e personaggi famosi per incidere la canzone. Oltre a Massimo Boldi vale la pena ricordare Alessandra Mussolini, Sabrina Salerno (che la definirà «una canzone orecchiabile che si impara in fretta»), Nilla Pizzi, Pino D’Angiò, Scialpi, Milva, Ricky Gianco, Enzo Janacci, Lorella Cuccarini, Mia Martini e Cristiano Malgioglio. Il pezzo, inutile dirlo, è l’ennesimo supplizio che un popolo già devastato e in ginocchio non meritava di subire. Come se non bastasse sul lato b del singolo Vittorio Gassman recita un testo sui massacri storici subiti dagli armeni scritto da Andrea Lo Vecchio e Charles Aznavour. Il 45 giri l’hanno ascoltato in pochi, ma per quei pochi è sicuramente indimenticabile, e non nel senso buono.

E arriviamo così al 1990, anno degli ultimi due singoli ufficiali di Massimo Boldi. Infatti, oltre a girare Vacanze di Natale ‘90 di Enrico Oldoini, incide 61626…scemo e Te-ò insieme a Teo Teocoli. Il primo in realtà non è un pezzo nuovo ma al ristampa del 45 Scemo di otto anni prima cambiandone il titolo ripetendo quanto già fatto con la canzone di Faust’o; aggiunge 61626 a Scemo e ottiene un titolo che altro non è che un altro suo tormentone.

boldi-teocoli te-o Una Rotonda sul Mare 2

Il secondo 45 giri invece, era la sigla di Una rotonda sul mare 2. Scritto da Patrick Djivas, Gatto Panceri e Franz Di Cioccio (che con Teo Teocoli condivide l’inizio di carriera: I Quelli, gruppo in cui militavano entrambi, dopo l’abbandono di Teocoli e alcuni cambi di formazione diventeranno la Premiata Forneria Marconi. Il pezzo suona come un motivetto estivo moderno per l’epoca che nel testo gioca a citare tormentoni del passato come Legata ad un granello di sabbia di Nico Fidenco e Sapore di mare di Gino Paoli per creare un effetto nostalgia che era proprio il tema della trasmissione.

Ora, se è vero che i due appena citati sono gli ultimi brani usciti a suo nome, restano ancora due uscite successive al 1990 che lo vedono coinvolto. La prima è una stupenda raccolta pubblicata nel 1995, Gli italiani cantano i Beatles. Il disco ci riporta agli anni ’60 mettendo in fila una serie di versioni italiane di pezzi dei Fab Four. In mezzo a nomi come Gianni Morandi (Una che dice di sì/Here, There And Everywhere), Patty Pravo (La tua voce/And I Love Her) e I Camaleonti (Se ritornerai/Norwegian Wood) spuntano anche gli Shampoo (N’omme ‘e niente/Nowhere Man), i Powerillusi (Lato B/Let It Be) e i misteriosi Soliti Ignoti che si cimentano con una cover di With a Little Help From My Friends. che diventa Un piccolo aiuto dagli amici. Il gruppo si rivela essere l’ennesimo nome dietro al quale si cela una collaborazione di cui si è già parlato: la voce, infatti, è quella di Ricky Gianco mentre alla batteria c’è ovviamente Massimo Boldi.

La sua ultima apparizione non rende certo onore alla sua carriera. Nel 2005, a 60 anni, lo troviamo nel disco dei Ragazzi di Scampia con cui esegue uno stantìo omaggio a Renato Carosone in compagnia di Eugenio Gragnaniello, Eugenio Bennato, Gigi Finizio ed Enzo de Caro.

L’avventura musicale di Massimo Boldi si ferma qui, come da anni si è fermata quella di cabarettista. Resiste invece quella cinematografica, decisamente più remunerativa. E proprio nel film della reunion con Christian De Sica girato nel 2018 Amici come prima, a un certo punto dice «quand’ero più giovane, molto più giovane, facevo il batterista. Avevo un gruppo musicale, Los Coco Locos. Abbiamo suonato al Tropicana de Cuba. E anche alla Capannina di Locate Triulzi». Una frase apparentemente buttata lì un po’ a caso, ma che in realtà racchiude il ricordo di una carriera accantonata ma mai dimenticata.

Album

  • 1980 – Scatolette (Dischi Ricordi, SMRL 6273, LP)
    • A1. Canto Schiacciato (1a Parte)
    • A2. Fa Niente (feat. Enzo Jannacci)
    • A3. Canto Schiacciato (2a Parte)
    • A4. Oi Mari
    • A5. Il Mobiliere
    • B1. Cabaret
    • B2. Scatolette
    • B3. Cuore
    • B4. Zombi
    • B5. Come Prima
    • B6. Questo Quadro
    • B7. Discoteca
    • B8. Elda
  • 1985 – Si presenta bene (CGD, 20464, LP – ristampato anche con copertina diversa ed il titolo “Il gioco dell’oca di Massimo Boldi”)
    • A1. Cineround
    • A2. Non Lo Sapessi Ma Lo So
    • A3. Chierichetto Di Chiasso
    • A4. Dai, Dai Part. 1
    • A5. Vergogna Delle Vergogne
    • A6. Bestia Che Figura
    • A7. Kukkato
    • B1. La Me’ Vegia Milan
    • B2. Dai, Dai Part. II
    • B3. Freak Frook
    • B4. Che Peperino
    • B5. Mago Di Napoli
    • B6. Si Presenta Bene

Singoli

  • 1977 – Sei repellente Elisa/Mangiato le mele (Ultima Spiaggia, ZBS 7042, 7″)
  • 1979 – Tamburino pendulino/Zan zan le belle rane (RCA Italiana, PB 6330, 7″)
  • 1980 – Scatolette/Oi Mari’ (Dischi Ricordi, SRL 10932, 7″)
  • 1982 – Scemo/Scemo (strumentale) (Dischi Ricordi, SRL 10963, 7″)
  • 1984 – Oh! Oh! Oh! (…va bene!)/Oh! Oh! Oh! (Che peperino rap) (CGD, 10566, 7″ – rielaborazioni del brano omonimo di Fausto Rossi del 1979).
  • 1990 – 63626… scemo/63626… scemo (strumentale) (Dischi Ricordi, SRL 11098, 7″)
  • 1990 – Te-O/Te-O (Five Record, FM 13268, 7″ – con Teo Teocoli

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  1. Qualche piccola precisazione (senza nulla togliere ad un articolo fantastico)

    Nel 1960 Teocoli e Boldi cercarono effettivamente di fondare un gruppo, ma desistettero perché l’unico chitarrista disponibile era effettivamente Fabio Boldi (allora 11enne, in quanto nato nel 1949)

    Nella prima formazione dei Gentlemen (già Atlas) oltre a Massimo alla batteria c’erano
    Renato Vignocchi alla chitarra e Giorgio Fazzini al basso (entrambi diverranno componenti dei New Dada), Carlafranca Lovati al piano e ancora Fabio Boldi oramai 15enne come turnista alle chitarre

    Negli anni del Tricheco, Caterina Caselli si esibiva col complesso de Gli Amici (prodotti dalla CGD) con la seguente formazione: alla chitarra Alete Corbelli, alla batteria Sergio Flori, alla tastiera Ivo Callegari e al basso Mario Montagnani. La Caselli pare fosse giunta al Tricheco grazie al supporto di suo cugino Rino Annovi (poi prete presso il Duomo di Modena dal 1968 al 2011).

    L’uomo che presentò De Sica a Boldi era Enrico Rovelli, allora impresario di Celentano e fondatore all’Alcatraz di Milano.

    L’album di Jannacci contenente “Senza i danè” è “O vivere o ridere” datato 1976.

  2. Mi fa ridere il riferimento a Carlo Verdone “meno bravo” di Boldi alla batteria…Boldi fa pena ma si crede bravo, Verdone almeno ammette i tanti limiti!

    1. A me fa ridere ma anche penzare tantissimo questo commento.
      Davvero stai argomentando (piccato) che Massimo Boldi sia peggio di Carlo Versone alla batteria??? Ma come fai a saperlo?
      A meno che tu non sia Verdone stesso colpito nell’orgoglio e con un moto d’ira da cosa lo stabilisci?? 🙂

      E a livello di fiati secondo te chi é il migliore,Boldi o Verdone? E al piano?

    2. Sentendo l’imitazione della batteria con la bocca in Oh! Oh! Oh! (…Va bene!), nessuno mi convincerà che non sia l’ispirazione del celeberrimo brano Disco Band degli Scotch (brano uscito, guarda caso, l’anno successivo). Comunque un plauso a Massimo Boldi che, in coppia con Teocoli, mi faceva sbellicare dalle risate al mitico Drive In (i miei preferiti insieme allo stralunato Francesco Salvi). Peccato che a partire dagli anni ’90 si sia “fossilizzato” nell’interpretare pressoche’ solo cinepanettoni uno più imbarazzante dell’altro…
      (anche se in fondo gli si vuol bene lo stesso)

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