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Katia e Giacomo Celentano – Inevitabilmente Noi (2009 – CD)

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Giacomo Celentano Inevitabilmente NoiEssere un figlio d’arte non è cosa semplice, soprattutto se tuo padre è uno dei personaggi più noti dello show business degli ultimi 50 anni: cantante, autore, discografico, attore, presentatore e predicatore televisivo.

A rendere il tutto ancora più complicato c’è il fatto che anche la mamma non sia la classica casalinga di Voghera, ma negli anni si è data parecchio da fare tra musica, cinema e televisione. Papà Adriano e mamma Claudia le hanno provate tutte a far sfondare i loro amati figlioli ma non solo nessuno è riuscito a raggiungere una notorietà minimamente paragonabile alla “coppia più bella del mondo”, piuttosto hanno continuato a vivere di luce riflessa, per via o per colpa di quel cognome ingombrante. Venendo da una famiglia di cantanti la strada più ovvia per Rosita, Rosalinda e Giacomo era sicuramente la musica, il problema è che nessuno dei tre ha ereditato carisma, presenza scenica, voce, né tantomeno intonazione, non dico del padre, ma nemmeno della madre.

Se la “piccola” Rosalinda dopo una pallida apparizione a Sanremo 1990 con “L’Età dell’Oro” ci ha rinunciato quasi subito, giusto il tempo di un altro inutile singolo (“Quanti Treni”) l’anno successivo e di un disco auto-intitolato, Rosita, la più grande dei tre, dopo il flop del primo singolo “Dal Tuo Sguardo In Poi”, scrittole da un allora sconosciuto Marco Masini (che i più attenti sentiranno miagolare in sottofondo), si decide a gettare la spugna solo dopo averci regalato quel capolavoro incompreso degli anni ’90 sotto la sigla di “F.D.M.”.

Giacomo dal canto suo, dopo un funambolico flop con l’album “Dentro il Bosco” del 1989 (prodotto da Mario Lavezzi e per il quale l’etichetta di famiglia non ha letteralmente mosso un dito per la promozione), aveva attaccato la chitarra al chiodo. Solo parecchi anni dopo decide di tornare sui suoi passi, dapprima nel 1996 scrivendo “Vento d’Estate” per papà Adriano, cui aveva fatto seguito tre anni dopo il singolo a sfondo cattolico “L’Eterno Messaggio” presentato al festival religioso di Sanremo (ebbene sì, esiste) e distribuito solo alle emittenti radiofoniche cattoliche.

Nel 2001 il nostro tenta il ritorno sui palcoscenici del pop più tradizionale con il singolo “Tra Noi”, che però non riesce a invertire le sorti di eterno sfigato di casa Celentano che puntualmente vengono confermate l’anno successivo quando a 36 anni suonati decide di partecipare a Sanremo vestito da quindicenne sfigato (con tanto di bandana), sbiascicando una imbarazzante “You and Me” (per tacere della sua ragazza che appare fugacemente sul palco vestita come Cristina D’Avena in “Love Me Licia”).

Per qualche inspiegabile ragione Giacomo ci riprova per la terza volta nel 2009 in compagnia della moglie Katia Guccione, con un disco nuovo di zecca intitolato programmaticamente “Inevitabilmente Noi” e anche questa volta con il totale disinteresse della famiglia.

I figli saranno anche “pezzi ‘e core”, ma come dar loro torto? Tralasciando il becero cattolicesimo da papa boys di cui sono impregnati i testi, il disco è indifendibile. Tutto è raffazzonato come nella peggiore delle autoproduzioni: copertina insignificante fatta letteralmente con il caro vecchio Paint, suoni da Canta Tu, ma soprattutto la voce sgraziata di Giacomo, dotata di invidiabile timbrica da scatolone vuoto.

L’ascolto di questa fastidiosa porcheria di pop parrocchiale, buona forse per la hit parade di Radio Maria, è letteralmente da sangue alle orecchie. L’estiva “Domani Non Lo So” (che diavolo significa “spiagge bagnate / notti asciugate”?) o “Maria”, inno alla Madonna con un agghiacciante ritornello “Ma-aria / Ma-aria / Ma-aaa-aria” sono il fiore all’occhiello di questa robaccia.

Altri brani degni di menzione sono la nuova versione del singolo “L’Eterno Messaggio” (ce n’era davvero bisogno?), la ritmata “Non Mi Va” nella quale Giacomo si lancia in vocalizzi spericolati su una base dal groove improbabile e il duetto “Quanto Amore C’è” che fa l’occhiolino ai Jalisse.

In tutto questo l’unica che fa una bella figura è Katia, che non sarà una cantante ma quantomeno è intonata. A pensarci un attimo chiunque avrebbe fatto un figurone cantando con Giacomo, anche il giardiniere di casa Celentano.

Che Dio li benedica.

Tracklist:
01. Domani Non Lo So
02. Inevitabilmente Noi
03. L’Eterno Messaggio
04. Le Orme Della Vita
05. Maria
06. Non Mi Va
07. L’Amore Che Provo Per Te
08. Quanto Amore C’è
09. Un’Azzurrissima Vertigine
10. Opera

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6 COMMENTI

  1. Quella notte che a Sanremo cantò il buon Giacomino io ascoltavo Radio2 con il commento della Gialappa's band….per tutto il proseguo della serata bastava pronunciare "Celentano" perché il signor Carlo scoppiasse a sghignazzare continuamente,con "preoccupazione" degl iascoltatori e dei suoi colleghi MArco e Giorgio, più De Luigi e la Cortellesi…ragazzi,una notte mitica, con un commento ancor più che memorabile che ancora mi vanto d'aver registrato su cassetta e d'aver ritrovato in mp3 :))Pippo

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