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Giacomo Celentano – You And Me (2002, CD singolo)

La micidiale partecipazipone del figlio di Adriano Celentano al Ferstival di Sanremo del 2002, immortalata da un'improbabile bandana e una tragica esecuzione

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giacomo celentano you and meSì, il nome è quello di una nota tariffa Vodafone, ma la canzone non ha mai alimentato alcun dubbio di intrallazzo multinazional-telefonico: sarebbe stata troppo brutta perfino per l’azienda che osò utilizzare un anno prima www.mipiacitu dei Gazosa.

Al Festival del 2002 Giacomo Celentano, 36 anni, faccia pulita, bandana fuori moda e camicia che mamma Claudia Mori aveva dimenticato di stirare, si dimenò come Bingo Bongo con la sciatica, imitando come poteva la voce nasale del padre (ma, a questo punto, non si esclude l’ipotesi che l’imitazione fosse di Peppino Di Capri).

La canzone è profonda come una tazzina da caffè: lui e lei si amano nonostante qualche piccola incomprensione, che poi scopriremo dovuta al fatto che evidentemente Giacomo ha un cellulare di merda che prende poco e quindi non è mai raggiungibile.

Prima l’amore e poi cos’è
Quel sentimento che ci porta via
Tra le risate e tanta nostalgia
Che insegue la realtà
Che poi ci svelerà
Che l’amore è lealtà
You and me… l’amore è fatto così
Can’t you see… ma se lo vuoi anche tu
You and me… will be together well

Ma la vera raffinatezza del brano è l’inserimento di un finto messaggio lasciato alla segreteria telefonica del cellulare, dove la ragazza del cantante gli vomita addosso, rigorosamente in rima, le sue paturnie:

Jack, Jack, è da un’ora che ti chiamo
E vorrei dirti che ti amo
Si posson fare tanti errori
lo sai anche tu che…
sei un po’ fuori
E sono stanca di aspettare
Un tuo gesto, un tuo verso…
Perché adesso devi dire
Se ci sei, o se ti ho perso
Nel mio futuro ci sei tu
Nel presente solo tu
È da un’ora che ti chiamo
Perché nonostante tutto sai… ti amo

Al Festival, per rendere l’esibizione di Celentano Jr. ancora più bella, compariva sul palco la sua fidanzata con cellulare in mano, zainetto Invicta e abiti rubati dal set de I ragazzi della terza C, e con un playback che gridava vendetta, simulava una telefonata al cantante.

Un vero e proprio happening d’avanguardia, naturalmente incompreso dalle giurie popolari che lo scaraventarono all’ultimo posto.

Il giovane interprete (che all’epoca aveva 36 anni… sic!) ci rimase così male che abbandonò il dorato mondo del pop italiano, non prima di essere diventato lo zimbello del Signor Carlo della Gialappa’s Band.

Ora pare si dedichi alla musica religiosa. Da Sanremo a Radio Maria: questo sì che si chiama far carriera!

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5 COMMENTI

  1. Ora è un rincoglionito che vede Cristi e Madonne ovunque.
    Fisicamente bollito, sembra un sessantenne pieno di psicofarmaci. I figli di Celentano hanno provato a vivere come il Daddy ma ne sono usciti con le ossa rotte. Troppo grande l’ombra del molleggiato e troppo scarsi per proporsi come artisti.

  2. Non potrei aggiungere nulla di più a quanto “detto” da Carlo della Gialapaa’s 😀
    ps: quoto Danilo

  3. Che schifo!Penoso! Si fosse chiamato Orazietti o Cuccubeddu non avrebbe cantato nemmeno alla stazione di Sanremo!

    • schifezza di pezzo ci provo anni prima nel 1989 ando male e torno nel 2002 oggi fa canzoni ma no0n e di che si sa la famigliaq celentano non da nulla che la mori che celentano che fa stasera un prg cartooo

  4. E’ ricominciato Sanremo, e la mente ritorna a quella magica serata. Unico, inimitabile, Giacomo Celentano.

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