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C’era una volta il Festival: il Sanremo d’antan di Mike Bongiorno

Il Re Sole della televisione italiana privata rispolvera le canzoni sanremesi degli anni '50, '60 e '70 in una tremebonda gara fatta di vecchiume e ricordi

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Nel 1989 il potere di Mike Bongiorno in casa Fininvest, l’allora Mediaset, può dirsi compiuto e assoluto e il nostro eroe ne ha ben donde, perché tutto quel che tocca si tramuta in oro: spettatori e sponsor accorrono a Cologno Monzese per omaggiare questo re Sole del Biscione e lui se la gode tra maionesi, grappe e prosciutti, rebus e giri di ruota, benché, sotto sotto, come tutti i sovrani, anziché godere del consenso tributato, si crucci per quel qualcosa che non può avere.

Infatti, da quando è sbarcato sulle TV private, il caro Mike ha azzerato la presenza di mamma RAI nella sua vita e ovviamente nel suo televisore personale (secondo la leggenda, dotandosi di un apparecchio che iniziava i canali da Rete 4 pur di non dover incorrere nello spiacevole disguido di ricordarsi che esistevano anche i canali della televisione di stato), ma il pensiero correva sempre sulla riviera ligure, perché almeno una volta all’anno anche lui era costretto ad inchinarsi a ciò che non solo non era suo o di casa sua, ma che, oltre ad essere targato concorrenza e capitanato da un invincile Pippo Baudo, era stato qualcosa di suo: il Festival di Sanremo!

Aggirandosi ferito per gli immensi studi televisivi di Cologno Monzese, scaturisce al nostro Cesare Augusto l’idea né geniale né originale di farsi il suo festival e così, sull’onda del recente Una rotonda sul mare che nell’estate del 1989 aveva riportato in auge i tormentoni balneari degli anni ’60, Mike rispolvera le canzoni sanremesi degli anni ’50, ’60 e ’70 (anni ’80 ovviamente no, perché lui il Festival ha smesso di guardarlo quando è passato su Canale 5).

C'era una volta il Festival mike bongiorno
Mike Bongiorno negli anni ’80 ai tempi della Fininvest

Ecco quindi servito il tremendo C’era una volta il Festival che, nell’autunno dello stesso 1989 sfracella di ascolti qualunque cosa, come del resto si ripeterà l’anno successivo per la seconda edizione, questa volta assurdamente allargata a tutto quel che non era stato Sanremo, alla faccia del titolo, con enorme mescolanza di generi e orrori di ogni tipo (e un paio di brani degli anni ’80 che paiono schegge impazzite in questa atmosfera d’antan).

Nonostante sia solo una carrellata di vecchiume e ricordi, per non farsi mancare veramente nulla ecco che entrambe le edizioni prevedevano di fatto una gara con tanto di classifica compilata in base alle preferenze espresse dal pubblico in sala e dai lettori di TV Sorrisi e Canzoni, con tanto di premiazione finale (per la cronaca trionfarono nel 1989 Bobby Solo con Una lacrima sul viso, finalista nel 1964 e prima esibizione in playback della storia festivaliera e nel 1990 I Camaleonti con Perché ti amo, originariamente vincitrice di Un disco per l’estate del 1973).

In ogni caso, 1989 e 1990 che dir si voglia, la musica non cambia: in una scenografia tremendamente vecchia (modellata sui festival anni ’70, gli ultimi da lui condotti) che incornicia l’orchestra, il nostro Ramesse televisivo apre di volta in volta il sarcofago, ne tira fuori la mummia d’occorrenza, la spolvera un pochetto e la butta in pasto al mostro, cioè se stesso!

Infatti, non pago, Mike si pone come il boia davanti al condannato a morte che deve infierire sul poveretto senza motivo alcuno e così anche lui si accanisce impietosamente sul cantante di turno facendolo apparire maledettamente più vecchio di quel che è, scodellando qualche aneddoto del tempo che fu (e che ovviamente riguarda lui stesso), fino al calcio nel sedere e avanti il prossimo.

Una sessantina di cantanti in totale nelle due edizioni, tra cui glorie vecchie e vecchissime (tra gli altri Carla Boni, Nilla Pizzi, Mal, Gigliola Cinquetti, Shel Shapiro, Tony Dallara, Antoine, Drupi, Wilma Goich, Orietta Berti, Iva Zanicchi, Little Tony, Don Backy, Jimmy Fontana, Wilma De Angelis, Daniel Sentacruz Ensamble, Umberto Balsamo, Sandro Giacobbe, Dik Dik), alcuni per sopraggiunti limiti anagrafici, altri perché già sapevano di stantio nonostante l’età, chi ancora se la tira e chi la prende per un gioco, chi è contento di esserci di nuovo e chi sotto sotto si trova a disagio perché nutre ancora velleità di successo. Un campionario di varia umanità tra cui abbiamo stilato il nostro speciale podio.

#3: Gigliola Cinquetti – Non ho l’età

Ricordate il celebre detto per cui chi in Conclave entra Papa ne esce cardinale? Tale è la sorte di Gigliola Cinquetti che, all’epoca, non solo contava 42 primavere (quindi non era poi così antica) ed era reduce dal Sanremo vero e proprio di quell’anno (anche se le era andato maluccio), ma al tempo era una che se la giocava, tanto che di lì a poco intraprenderà anche la carriera di presentatrice e di giornalista.

Tuttavia il problema è che qui se la tira davvero atteggiandosi a vincitrice auto-annunciata con Non ho l’età, un brano storico sicuramente, ma anche modesto che se ha fatto la sua fortuna le è anche rimasto appiccicato addosso peggio di un marchio a fuoco. Quel che lascia perplessi è però la versione vagamente sexy, come a dire «mò l’età c’è tutta» che non piace alle giurie, che la spediscono con ignominia a casa (per la cronaca, ancora incazzata, rifiuterà di partecipare all’edizione successiva).

#2: Pupo – Su di noi

Nella grande ammucchiata della seconda edizione si infila anche Pupo, che solo due anni dopo tornerà a chiamarsi Enzo Ghinazzi quando folgorato sulla via di Damasco smetterà di dar la caccia ai cristiani. Qui però siamo nel 1990, due anni prima della conversione, e il nostro, in preda a evidenti stimoli e istinti demoniaci, si scalda e si muove sulle note di Su di noi, suo brano festivaliero del 1980, agitando il fulgido caschetto (stesso parrucchiere di Orietta Berti, con ogni evidenza). Qui per la cronaca si piazza nono, seguiranno gli anni dell’oblio e però chi avrebbe mai pensato che sarebbe sopravvissuto fino ai giorni nostri, addirittura sfiorando la vittoria al Sanremo del 2010?

#1: Annarita Spinaci – Quando dico che ti amo

Annarita Spinaci nel 1967 con Quando dico che ti amo scrittale da Tony Renis mancò la vittoria sanremese per due soli voti. Qui arriva con la faccia beata di quella che si è realizzata altrove, smettendo di cantare quando era evidentemente il momento giusto e quindi evitando di continuare ad aggirarsi come tante sue colleghe: tutto questo si vede, perché è palpabile che qui lei sia arrivata solo per divertirsi. Prende parte alla prima edizione e non passa in finale, ma per noi ha vinto lei!

Sulla scia del successo della trasmissione fioccarono anche delle immancabili compilation (proprio come da tradizione festivaliera, perché Mike Bongiorno non si fa mancare davvero nulla). Anche qui l’approssimazione di tutta questa drammatica “operazione recupero” continua. Nella raccolta omonima del 1989 troviamo solo alcuni brani ascoltati nella trasmissione con assenze eccellenti e sostituzioni alla bene e meglio (Vacanze romane dei Matia Bazar è del 1983).

C'era una volta il Festival compilationPer la seconda edizione della trasmissione le compilation addirittura si sdoppiano perdendo quasi completamente senso: in C’era una volta il Festival 2 e C’era una volta il Festival 90 troviamo solo una manciata di canzoni presenti in gara assieme a qualche brano preso dalla prima edizione e tante canzoni buttate a casaccio raccattate per due soldi chissà dove.

Il successo di C’era una volta il Festival culminò con l’incoronazione di Mike Bongiorno a vice presidente di Canale 5 e alla nascita, qualche anno dopo, del patetico Festival italiano, vera e propria risposta di casa Fininvest al Festival di Sanremo che però ebbe breve durata. Ma questa è un’altra storia.

Giuseppe Sanna e Vittorio “Vikk” Papa 

1989 – C’era una volta il Festival (LP, Five ‎– FM 14206)

A1. Bobby Solo – Una Lacrima Sul Viso
A2. Tony Dallara – Romantica
A3. Anna Identici – Taxi
A4. Nicola Di Bari – Il Cuore È Uno Zingaro
A5. Little Tony – Cuore Matto
A6. Dino – Gli Occhi Miei
A7. Orietta Berti – Io Tu E Le Rose
B1. Wilma Goich – Le Colline Sono In Fiore
B2. Ricchi e Poveri – Che Sarà
B3. Don Backy – L’Immensità
B4. I Camaleonti – Eternità
B5. Iva Zanicchi – Zingara
B6. Shel Shapiro – Bisogna Saper Perdere
B7. Drupi – Vado Via
C1. Antoine – Pietre
C2. Gigliola Cinquetti – Non Ho L’Età
C3. Donatello – Io Mi Fermo Qui
C4. Betty Curtis – Al Di Là
C5. Gianni Pettenati – La Tramontana
C6. Gilda Giuliani – Serena
C7. Mal – Tu Sei Bella Come Sei
D1. Matia Bazar – Vacanze Romane
D2. Nino Ferrer – Il Re D’Inghilterra
D3. Joe Sentieri – È Mezzanotte
D4. Sergio Endrigo – Canzone Per Te
D5. Riccardo Del Turco – Cosa Hai Messo Nel Caffè
D6. Emilio Pericoli – Uno Per Tutte
D7. Quelli Del Festival – Quando, Quando, Quando

1990 – C’era una volta il Festival 2 (LP, Five ‎– FM 13651)

A1. Bobby Solo – Se Piangi, Se Ridi
A2. Marisa Sannia – Casa Bianca
A3. Sandro Giacobbe – Gli Occhi Di Tua Madre
A4. Donatella Milani – Volevo Dirti
A5. Ricki Maiocchi – C’È Chi Spera
A6. Cocki Mazzetti – Giovane, Giovane
A7. Remo Germani – Stasera No, No, No
A8. Paolo Mengoli – Ahi Che Male Che Mi Fai
B1. Nicola Di Bari – La Prima Cosa Bella
B2. Nilla Pizzi – Grazie Dei Fiori
B3. Gene Pitney – Quando Vedrai La Mia Ragazza
B4. Wilson Pickett – Deborah
B5. Paul Anka – Ogni Volta
B6. Gene Pitney – Nessuno Mi Può Giudicare
B7. Wilson Pickett – Un’Avventura
B8. Los Cinco – Volare

1990 – C’era una volta il Festival 90 (LP, Five Record ‎– FM 13679)

A1. Milva – La Filanda
A2. Memo Remigi – Innamorati A Milano
A3. Homo Sapiens – Bella Da Morire
A4. Nuovi Angeli – Un Viaggio In Inghilterra
A5. Orietta Berti – Io Ti Darò Di Più
A6. Umberto Balsamo – Bugiardi Noi
A7. Camaleonti – Perchè Ti Amo
A8. Righeira – Vamos A La Playa
B1. Pupo – Su Di Noi
B2. Nico Di Palo – Davanti Agli Occhi Miei
B3. Tiziana Rivale – Sarà Quel Che Sarà
B4. Sylvie Vartan – Come Un Ragazzo
B5. Bobby Solo – Se Piangi Se Ridi
B6. Dik Dik – Viaggio Di Un Poeta
B7. Gianni Nazzaro – A Modo Mio
B8. Gigliola Cinquetti – Dio Come Ti Amo

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1 COMMENTO

  1. Caro Giuseppe Sanna (autore dll’articolo),io mi chiedo come si possa essere cosi’stupidi e superficiali a fare un articolo del genere:allora,tanto per cominciare,questa trasmissione (assieme alla ”Rotonda sul mare”)era uno dei primi esempi di ”Revival” italiani.In questo caso,prima di essa,nessuna trasmissione aveva preso in considerazione l’idea del viaggio nei ricordi degli italiani attraverso le canzoni del Festival di Sanremo,la piu’importante manifestazione canora che abbiamo.In secundis,la seconda edizione di ”C’era una volta il Festival” fu allargata anche ad altre gare canore (”Canzonissima”,’Il disco per l’estate”etc..)poiche’,come spiegato dallo stesso Mike nella prima puntata della seconda edizione, la parola ”Festival” non si limitava al solo ”Sanremo” ma anche ad altre gare canore che furono vetrine di lancio per delle canzoni che oggi,come oggi,sono degli evergreen e che erano in gara quell’anno…Morale:prima di scrivere caxxate denigratorie come il tuo articolo,sarebbe bene informarsi.

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