Home Illustri Sconosciuti Tutta la verità su Gregorio: amore, musica e morte

Tutta la verità su Gregorio: amore, musica e morte

L'incredibile storia di uno dei più grandi misteri della musica italiana

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gregorio insieme a noiLe amicizie importanti paiono non aiutare la carriera canterina che purtroppo non decolla, forse perché il suo stile mal si amalgama con la fortissima tradizione musicale locale, legata alla malavita calabrese fatta di ballate dialettali dedicate a briganti, carcerati e delitti d’onore (come abbiamo avuto modo di approdondire in un articolo dedicato alla musica della ‘Ndrangheta).

Solo nel 1996 arriva il suo album Insieme a noi, pubblicato dalla sconosciuta etichetta Gold (con numero di catalogo 040273) e rigorosamente “bollinato” SIAE. Il disco a questo punto sembra più il regalo di qualche zio ricco e potente per tenere buono il nipote acquisito piuttosto che l’approdo discografico tanto agognato. Non possiamo sapere come venne distribuito ma nel migliore dei casi finì sepolto nei cestoni dei CD economici e qualche copia raggiunse anche il nord Italia.

Dalle pochissime note presenti nel retro di copertina (definirlo booklet sarebbe inappropriato) scopriamo che la foto fu scattata da Francesco “Franco” Carbone (titolare dello studio fotografico tutto’ora in attività a Rosarno) e che la produzione del disco fu opera esclusiva del nostro Gregorio.

Musica, arrangiamento, registrazione e mix sono accreditati a tale Filippo (Pippo) Scordino, che, a meno di un fortuito caso di omonimia, risulta essere correlato alla mala della Piana di Gioia Tauro e prestanome per la famiglia Bellocco (da Ildispaccio.it e CN24TV.it), mentre i testi hanno la firma della moglie Angelina Bellocco, ma sicuramente solo per faccende burocratiche con la SIAE. Non può essere che Gregorio stesso l’autore delle liriche che sono troppo personali e soprattutto da un punto di vista prettamente maschile. Stentiamo a crederlo ma apparentemente c’era anche un manager dietro tutto questo: tale Francesco (Picasso) Italiano di cui però non emergono notizie.

Oltre alla dedica «alla memoria di tutte le persone tragicamente scomparse nell stragi del sabato sera» (che conferma ancora una volta la bontà d’animo del nostro) notiamo qualcosa di agghiacciante, nel senso che fa raggelare il sangue, un ringraziamento in grande in neretto a centro pagina: «Grazie a C.B.». Possiamo solo speculare su chi possa essere questa fantomatica persona che ha spinto Giuseppe Gregorio a ringraziarlo in tal modo (per dire nemmeno madre, padre, moglie o figli vengono menzionati), ma viste le connessioni famigliari siamo portati a pensare che possa essere Carmelo Bellocco, cugino del capobastone e superlatitante Gregorio Bellocco (successore di Umberto arrestato nel 1993) e anch’esso parte attiva nelle faccende di malavita del clan.

Tutta la verità su Gregorio
il retro di copertina del disco

Il suo coinvolgimento nella musica non sarebbe così casuale come si potrebbe pensare, infatti pare che Carmelo prima dell’arresto abbia scritto la canzone Febbraiu contenuta nel CD Penzeri di nù latitanti (Pensieri di un latitante) dedicandola allo zio Gregorio Bellocco, descrivendone le presunte virtù di questo boss, che prima dell’arresto era nella lista dei trenta latitanti più pericolosi d’Italia.

Musica a parte il 1996 è un anno cruciale per Gregorio/Giuseppe: stanco di quella vita criminale che certamente non appartiene a un buono come lui e pioviutagli addosso solo per amore, decide di collaborare con la giustizia. È una scelta sofferta e certamente meditata a lungo che trasuda anche nella canzone Uno dove si schiera chiaramente contro violenza e malavita («andatevene a casa, facciamo senza di voi / l’Italia non è solo mafia e corruzione»).

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11 COMMENTI

  1. Cazz che botta.. Ci vorranno anni per riprendermi!! Dopo aver “scoperto” questo mito non pensavo ci fosse dietro una storia così

  2. Ossignore ho sperato fino alla fine in una storia e che ancora ci fosse il mistero di chi è in realtà Gregorio…
    Complimenti per l’articolo e pace all’anima sua, peccato non abbia potuto vedere quanti suoi fan sarebbero saltati fuori.

  3. Non spiegate però come siete riusciti ad arrivare a tutte queste informazioni. Che fonti avete trovato?

      • Sì, scusa, mi sono espresso male. Ero curioso riguardo a come si è svolto tutto il percorso di indagini. Cioè, un bel giorno siete andati su lastampa.it e avete messo “Gregorio” nel motore di ricerca interno? Qual è stato il primo elemento che vi ha fatto capire che quel Giuseppe Gregorio è proprio il nostro Gregorio? Come siete scalati fino a risalire a tutto il resto?

        • Abbiamo fatto ricerche inbcrociate con il nome dell’interprete, i nomi presenti nel CD e il titolo del disco e poi anche con i risultati parziali che ottenevamo; da qui è saltato fuori poi il nome di Giuseppe Gregorio. inoltre in un vecchio articolo de La Stampa vengono citati il titolo del disco e delle canzoni da un giornalista locale di Imperia che seguì le vicende sin dalla sua sparizione. Per il resto abbiamo incrociato le varie fonti, sistemato le date che a volte non combacivano e messo tutto in ordine.

    • Bello questo articolo! Ma non bisogna dimenticare di non aggiungere dolore ai famigliari e bisognerebbe accertarsi di quello che si scrive! Grazie

      • Certo che ci siamo accertati di tutto. Le fonti sono chiaramente indicate e linkate nell’articolo

  4. Cavoli, ho scoperto solo ora questa storia. Povero Gregorio!
    Vittima della sua ingenuità, forse, o consapevolmente disposto a rischiare la vita piuttosto che scappare lasciando due bambini senza padre (cosa che poi è avvenuta comunque). A suo modo, un eroe.
    E dire che quando l’avete “scoperto” era già scomparso da una decina d’anni!
    Per quanto riguarda la recensione del CD, poi, la sua voce mi pare tutt’altro che “indecente”!

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