Tutta la verità su Gregorio: amore, musica e morte

“Io sono un ragazzo uno come tanti, […] uno che come te ha un gran sogno nel cassetto, visto che il mio ambiente mi va un po’ stretto”

Gregorio nasce Giuseppe Gregorio a Imperia nel novembre del 1970, figlio di Anna Giovinazzo e Salvatore Gregorio, in arte Modugno, ben noto in città come medium e abile giocatore di lotto e schedine.

Sin da piccolo i suoi idoli diventano subito Adriano Celentano e Lucio Battisti con il sogno nel cassetto di cantare un giorno al Festival di Sanremo, così comincia a esibirsi già in tenera età partecipando all’Ambrogino d’Oro. Nel 1986, a soli 15 anni, cerca di organizzare a Imperia un festival per giovani talenti sognando di avere Pippo Baudo o Mike Buongiorno come conduttori (da La Stampa dell’1 aprile 1986). Prende parte a diversi eventi locali come Imperia fans nell’estate del 1986 condotta da Zuzzurro e Gaspare e venendo ribattezzato “il cantautore più giovane d’Italia”. Nello stesso anno partecipa anche alla Festa al Parrasio condividendo il palco con un giovane imitatore di nome Fabio Fazio. La determinazione di questo giovane pasticciere con la passione per il canto è encomiabile visto che già nel dicembre 1986 era in programma il suo primo album autoprodotto (una cassetta con otto brani inediti stampata in 600 esemplari distribuiti nei quattro negozi di dischi di Imperia) con tanto di video promotionale da girare al luna park . Sempre nel 1986 partecipa anche alla alla selezione del Festival di Castrocaro con i suoni brani Fermati e Lascia stare ma non viene ammesso alla finale (da La Stampa del 18 dicembre 1986 e del 30 divembre 1986). L’anno successivo, appena sedicenne, arriva secondo al concorso locale Notte di note con le sue canzoni Faccio i conti con la vita e Questo nostro amore (da La Stampa del 16 maggio 1987,  del 7 giugno 1987 e del 2 aprile 1987).

Nel frattempo la vita scorre tranquilla a Imperia tra casa, chiesa, musica e il lavoro in pasticceria non appena terminate le scuole medie. Nel 1987 arriva però la svolta nella sua vita: durante una festa di piazza in cui si stava esibendo in una trasferta in Calabria, Giuseppe conosce Angelina Bellocco, rampolla dell’omonima cosca, una delle più potenti della ‘Ndrangheta calabrese, guidata all’epoca da Umberto Bellocco, capobastone con un curriculum giudiziario grondante di accuse di omicidio, associazione mafiosa, estorsione, traffico d’armi e droga, nonché ideatore con Raffaele Cutolo della Sacra Corona Unita pugliese.

Ciononostante l’amore tra i giovani è forte e nel 1990 convolano a giuste nozze in quel di Rosarno, nei sobborghi di Reggio Calabria, città natale delle moglie e dove si trasferisce per crescere una famiglia e coltivare il sogno di sfondare nel mondo della musica. Una parentela così “intraprendente” però non può non avere effetti collaterali deflagranti e difatti Giuseppe entra, suo malgrado, a pieno titolo nell’organizzazione criminale, cominciando una doppia vita di truffatore (venne coinvolto nella vendita di Rolex fasulli per corrispondenza – da La Stampa del 16 gennaio 1999) e cantante nei fine settimana.

Memorabile quando nel 1990 il nostro viene coinvolto nel piano per sequestrare il patron della Fininvest Silvio Berlusconi (all’epoca solo un ricchissimo imprenditore). Giuseppe con il suocero si reca in provincia di Lecco a prelevare una contessa conoscente del Cavaliere “invitandola” a seguirli in Calabria dove le verrà chiesto di collaborare per poter pianificare il sequestro. La cosa finirà con un nulla di fatto perché, non solo la nobildonna rifiuterà di collaborare, ma probabilmente non arrivò il via libera di Cosa Nostra che controllava Berlusconi attraverso il fido Marcello Dell’Utri (da Abbate L., La nobildonna, il cavaliere e i boss. In Fimmine ribelli. Come le donne salveranno il paese dalla n’drangheta, Rizzoli, 2013).

Tutto questo non può non stridere con la musica solare, romantica e ingenua delle sue canzoni, che immortalano un Giuseppe Gregorio intrappolato in una vita assai differente da quella che avrebbe voluto.

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  1. Qualche giorno fa mi è venuto in mente un ritornello. Era di una canzone che Giuseppe mi aveva dato alla fine degli anni80 quando, giovanissimo, aveva organizzato un concorso ad Imperia. La stessa canzone la portai poi anche alle selezioni di Castrocaro.
    Conobbi Giuseppe ad un concorso dell’anno prima organizzato nel savonese, Note di Notte, concorso che Giuseppe vinse.
    Visto che quel ritornello non mi abbandonava ho provato a cercare Giuseppe sui social per rimettermi in contatto con lui ma non ho trovato nulla così mi sono rivolto a google e sono atterrato su questa pagina.
    Sono rimasto di sasso dopo aver letto questo racconto.
    Ci siamo frequentati per poco tempo ma era chiara ed evidente la sua passione per la musica e per il canto.
    Non ho parole e sono sinceramente addolorato per quanto è successo.
    Credo comunque che quanto descritto dalle fonti riportate riguardo l’ultimo giorno passato con la famiglia possa essere vero.
    Già lo aveva in mente anni prima e lo aveva anche scritto nella canzone che mi aveva dato dal titolo “Si lo so” (non so se esiste traccia in SIAE).
    “….perchè tu,
    perchè tu sei tutto il orgoglio,
    perciò ti voglio
    per non lasciarti più.”

    Riposa in pace.

  2. Cavoli, ho scoperto solo ora questa storia. Povero Gregorio!
    Vittima della sua ingenuità, forse, o consapevolmente disposto a rischiare la vita piuttosto che scappare lasciando due bambini senza padre (cosa che poi è avvenuta comunque). A suo modo, un eroe.
    E dire che quando l’avete “scoperto” era già scomparso da una decina d’anni!
    Per quanto riguarda la recensione del CD, poi, la sua voce mi pare tutt’altro che “indecente”!

  3. Non spiegate però come siete riusciti ad arrivare a tutte queste informazioni. Che fonti avete trovato?

      1. Sì, scusa, mi sono espresso male. Ero curioso riguardo a come si è svolto tutto il percorso di indagini. Cioè, un bel giorno siete andati su lastampa.it e avete messo “Gregorio” nel motore di ricerca interno? Qual è stato il primo elemento che vi ha fatto capire che quel Giuseppe Gregorio è proprio il nostro Gregorio? Come siete scalati fino a risalire a tutto il resto?

        1. Abbiamo fatto ricerche inbcrociate con il nome dell’interprete, i nomi presenti nel CD e il titolo del disco e poi anche con i risultati parziali che ottenevamo; da qui è saltato fuori poi il nome di Giuseppe Gregorio. inoltre in un vecchio articolo de La Stampa vengono citati il titolo del disco e delle canzoni da un giornalista locale di Imperia che seguì le vicende sin dalla sua sparizione. Per il resto abbiamo incrociato le varie fonti, sistemato le date che a volte non combacivano e messo tutto in ordine.

          1. Ho capito, deve essere stata una bella faticata.
            Ottimo lavoro!!

    1. Bello questo articolo! Ma non bisogna dimenticare di non aggiungere dolore ai famigliari e bisognerebbe accertarsi di quello che si scrive! Grazie

      1. Certo che ci siamo accertati di tutto. Le fonti sono chiaramente indicate e linkate nell’articolo

  4. Ossignore ho sperato fino alla fine in una storia e che ancora ci fosse il mistero di chi è in realtà Gregorio…
    Complimenti per l’articolo e pace all’anima sua, peccato non abbia potuto vedere quanti suoi fan sarebbero saltati fuori.

  5. Cazz che botta.. Ci vorranno anni per riprendermi!! Dopo aver “scoperto” questo mito non pensavo ci fosse dietro una storia così

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