Tutta la verità su Gregorio: amore, musica e morte

“Sì l’estate è la più grande, è la stagione più stupenda, mare e sole che vacanze a ballare a bere e via, na na-na-na-na-na-na-na via”

La sera del 28 febbraio 1997, proprio alla vigilia dell’avvio del programma di sicurezza, di Giuseppe Gregorio (appena ventisettenne) si perdono le tracce. La madre (che ignorava sia i suoi legami con la malavita sia la scelta di pentirsi) telefona al figlio la mattina stessa e Giuseppe sembra tranquillo. La mattina dopo riceve però la telefonata della nuora Angelina che le chiede dove sia finito il marito, aggiungendo che se fosse tornato non l’avrebbe più accolto in famiglia perché se ne era andato senza motivo.

Segue la denuncia ai Carabinieri e inizia il calvario dei famigliari, soprattutto della madre disperata che cerca in tutti i modi di avere informazioni sul figlio misteriosamente svanito nel nulla. Dopo un paio di mesi dalla scomparsa comincia a occuparsene anche il programma Chi l’ha visto? ma la puntata a lui dedicata programmata in aprile dello stesso anno viene annullata per il veto della magistratura dal momento che le indagini erano in pieno svolgimento (da La Stampa del 16 aprile 1997). A inizio 1998 la madre è ospite di Massimo Giletti a I fatti vostri per cercare di ottenere una risposta sulle sorti del proprio figlio visto che nessuno, né i Carabinieri, né la famiglia in Calabria, né i giudici dell’Antimafia, seppero fornire alcuna spiegazione. Nel frattempo i soliti sciacalli non mancarono di telefonare ai genitori facendo credere che il figlio fosse tornato in Calabria dalla famiglia (da La Stampa dell’11 febbraio 1998).

L’epilogo di questa storia avvenne nel gennaio del 1999 alla conclusione di un’operazione antimafia condotta dalla Procura di Reggio Calabria, quando viene confermato che molto probabilmente il nostro Giuseppe rimase vittima della “lupara bianca” proprio a causa della sua scelta di “farsela” con i tutori dell’ordine: attirato in una trappola, venne caricato su un’automobile, portato in un luogo isolato e ucciso, e poi il suo cadavere venne fatto sparire. La cosa più tragica in tutto questo è che Gregorio, proprio alla vigilia della partenza per la località dove avrebbe dovuto riparare sotto falso nome, scelse coscientemente di rimanere a Rosarno per non stare lontano dai figli Arianna (di 7 anni) e il piccolissimo William (di 18 mesi). Probabilmente, nella sua ingenuità, pensava di non essere scoperto o comunque di essere al riparo da vendette del clan essendo entrato a far parte della famiglia, non conoscendo a fondo le regole spietate delle ‘ndrine (da La Stampa del 26 febbraio 1999).

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Nonostante gli sforzi profusi, del nostro Gregorio non si avrà più traccia lasciando genitori, moglie e figli senza neppure una tomba, ma nel frattempo le sue confessioni divengono materiale preziosissimo per la magistratura: Giuseppe Gregorio fu l’unico collaboratore di giustizia che sia stato in grado di svelare il sistema economico e societario della ‘Ndrangheta. Le informazioni fornite sono state fondamentali nell’istruzione del processo per le infiltrazioni mafiose nelle attività del porto di Gioia Tauro portando nel corso degli anni a numerosi arresti tra i clan della zona e soprattutto della cosca Bellocco.

Si chiude dunque qui la storia di Gregorio, la voce più misteriosa della nostra collezione di dischi. Rimane assurda e inspiegabile questa tragica carambola di eventi che si cela dietro a un disco e a un personaggio che ci ha fatto ridere, divertire e al quale abbiamo voluto sempre un po’ bene pur non conoscendolo nemmeno. Ancora più tragico il fatto che quando noi riscoprivamo le sue canzoni apparentemente Gregorio se lo era portato via una maledettissima vita di violenza e malavita da cui aveva tentato invano di fuggire.

Non vogliamo concludere con note tristi bensì con la sua musica solare, genuina e spensierata che tanta gioia ci ha regalato e siamo sicuri che non ci possa essere tributo più accorato e sicero. E mi raccomando: «balla balla che la vita è bella / balla balla libera lo stress».

Ciao Giuseppe.

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  1. Qualche giorno fa mi è venuto in mente un ritornello. Era di una canzone che Giuseppe mi aveva dato alla fine degli anni80 quando, giovanissimo, aveva organizzato un concorso ad Imperia. La stessa canzone la portai poi anche alle selezioni di Castrocaro.
    Conobbi Giuseppe ad un concorso dell’anno prima organizzato nel savonese, Note di Notte, concorso che Giuseppe vinse.
    Visto che quel ritornello non mi abbandonava ho provato a cercare Giuseppe sui social per rimettermi in contatto con lui ma non ho trovato nulla così mi sono rivolto a google e sono atterrato su questa pagina.
    Sono rimasto di sasso dopo aver letto questo racconto.
    Ci siamo frequentati per poco tempo ma era chiara ed evidente la sua passione per la musica e per il canto.
    Non ho parole e sono sinceramente addolorato per quanto è successo.
    Credo comunque che quanto descritto dalle fonti riportate riguardo l’ultimo giorno passato con la famiglia possa essere vero.
    Già lo aveva in mente anni prima e lo aveva anche scritto nella canzone che mi aveva dato dal titolo “Si lo so” (non so se esiste traccia in SIAE).
    “….perchè tu,
    perchè tu sei tutto il orgoglio,
    perciò ti voglio
    per non lasciarti più.”

    Riposa in pace.

  2. Cavoli, ho scoperto solo ora questa storia. Povero Gregorio!
    Vittima della sua ingenuità, forse, o consapevolmente disposto a rischiare la vita piuttosto che scappare lasciando due bambini senza padre (cosa che poi è avvenuta comunque). A suo modo, un eroe.
    E dire che quando l’avete “scoperto” era già scomparso da una decina d’anni!
    Per quanto riguarda la recensione del CD, poi, la sua voce mi pare tutt’altro che “indecente”!

  3. Non spiegate però come siete riusciti ad arrivare a tutte queste informazioni. Che fonti avete trovato?

      1. Sì, scusa, mi sono espresso male. Ero curioso riguardo a come si è svolto tutto il percorso di indagini. Cioè, un bel giorno siete andati su lastampa.it e avete messo “Gregorio” nel motore di ricerca interno? Qual è stato il primo elemento che vi ha fatto capire che quel Giuseppe Gregorio è proprio il nostro Gregorio? Come siete scalati fino a risalire a tutto il resto?

        1. Abbiamo fatto ricerche inbcrociate con il nome dell’interprete, i nomi presenti nel CD e il titolo del disco e poi anche con i risultati parziali che ottenevamo; da qui è saltato fuori poi il nome di Giuseppe Gregorio. inoltre in un vecchio articolo de La Stampa vengono citati il titolo del disco e delle canzoni da un giornalista locale di Imperia che seguì le vicende sin dalla sua sparizione. Per il resto abbiamo incrociato le varie fonti, sistemato le date che a volte non combacivano e messo tutto in ordine.

          1. Ho capito, deve essere stata una bella faticata.
            Ottimo lavoro!!

    1. Bello questo articolo! Ma non bisogna dimenticare di non aggiungere dolore ai famigliari e bisognerebbe accertarsi di quello che si scrive! Grazie

      1. Certo che ci siamo accertati di tutto. Le fonti sono chiaramente indicate e linkate nell’articolo

  4. Ossignore ho sperato fino alla fine in una storia e che ancora ci fosse il mistero di chi è in realtà Gregorio…
    Complimenti per l’articolo e pace all’anima sua, peccato non abbia potuto vedere quanti suoi fan sarebbero saltati fuori.

  5. Cazz che botta.. Ci vorranno anni per riprendermi!! Dopo aver “scoperto” questo mito non pensavo ci fosse dietro una storia così

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