Gloria Piedimonte Ping Pong SpaceGloria Piedimonte ancora oggi viene ricordata come la ragazza-simbolo della sigla di Discoring che si esibiva sulle note di Guapa dei Bus Connection, scelta di persona dal suo mentore Gianni Boncompagni alla fine degli anni Settanta.

La nostra Gloria fino a quel momento si era distinta come ballerina e sopratutto attrice in numerose pellicole di genere che vanno da poliziotteschi quali …A tutte le auto della polizia… (del 1975, dove recita insieme a una giovane Ilona Staller) e Liberi, armati e pericolosi (1976), violenti film sleazy quali Come cani arrabbiati (1976) e I violenti di Roma bene (1976) passando per film erotici molto controversi come Vizi privati, pubbliche virtù (anch’esso del 1976, ancora insieme a Ilona) fino ad approdare addirittura ai naziexpoitation con La svastica nel ventre (1977). Nonostante questo passato un po’ peccaminoso riuscì comunque a divenire una delle icone più popolari della televisione italiana dell’epoca.

Dopo il successo con Discoring la sua immagine divenne ricorrente nelle TV degli italiani così come su moltissime riviste, di conseguenza non poteva mancare anche un singolo registrato nel tenativo di lanciare Gloria nel mondo della musica come artista oltre che ballerina.

Nel 1978 uscì infatti il suo primo memorabile singolo Ping Pong Space per la gloriosa etichetta Durium. Tra gli autori scopriamo Cesare De Natale (già collaboratore di Nada, Patty Pravo, Nicola Di Bari, Rita Pavone e dei fratelli De Angelis) e Lino Corsetti (qui anche nelle vesti di arrangiatore), lo stesso che solo un paio d’anni prima curò le musiche dell’orgasmo concept Storia della prima volta di Andrea e Nicole e che pochi anni dopo scriverà la demenziale A chi la dò stasera per Nadia Cassini.

La musica quasi inevitabilmente, vista l’epoca, strizzava l’occhio alla moda della discomusic ma con un tocco vagamente futuristico come il titolo lascia suggerire, richiamando in maniera piuttosto ingombrante il classico della moog music Pop Corn degli Hot Butter, mentre il testo invece è puro riempitivo in cui il ping pong altro non è se non una metafora erotica accompagnata da una breve parte cantanta in un inglese stentato ma assolutamente irresistibile.

Let’s play ping pong!

Come and take me with you
Come we’ll fly together
I just want to love you
I want you forever.

Ping Pong Space la ritroviamo nei titoli di testa de Il Commissario Verrazzano dello stesso anno, poliziottesco oscillante tra il noir e la commedia con Luc Merenda e la stessa Gloria Piedimente in una fugace apparizione in cui interpreta la sua canzone in un numero da night club come quelli che usava realmente eseguire prima della fama. Nel film è presente anche una stuzzicante versione strumentale inserita poi nel lato B del singolo.

gloria piedimonteCome il duro mondo della televisione ci ha spesso insegnato il vero successo di Gloria dura solo un altro anno per poi concludersi di fatto nel 1979 con il sonoro flop al botteghino di Baila guapa, film costruito esclusivamente sull’icona dalla quale ormai la soubrette non riusciva più a staccarsi e che segnò la fine della sua carriera nel cinema.

La carriera musicale proseguì tra alti (pochi – il singolo Uno sempre del 1978 ottenne buon successo in mercati periferici come Grecia e Portogallo) e bassi (tanti) fatti di incisioni per minuscole etichette indipendenti e brani rimasti inediti.

Nel frattempo sparisce dalla televisione per dedicarsi a fotoromanzi, servizi fotografici erotici (Playboy e Blitz) e pornografici (Le Ore) per poi tornare come presentatrice di spettacoli di intrattenimento per feste in piazza.

Ping Pong Space!

Wow, fantastic!
Let’s play ping pong!

Come and take me with you
Come we’ll fly together
I just want to love you
I want you forever.

You, you’ll be my robot
You star of the stars
No, don’t stop the game now
We, till the end

Come and take mw with you
Come we’ll fly together
I just want to love you
I want you forever

2 COMMENTI

  1. “La svastica nel ventre” è un film che mi ricorda la prima volta che restai a casa da solo per un paio di giorni senza i genitori, intorno ai 16 anni.
    Era trasmesso su un canale Fininvest tipo alle 2 o alle 3 di notte, e lo affrontai con una dose di 4 salti in padella conditi da qualche birra. Che pacchia. Il film mi deluse, mi aspettavo chissà cosa…

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