Nicola Di Bari dammi fuoco light my fire 1970Innumerevoli sono i classici dedicati all’elemento conturbante per eccellenza, il fuoco. Uno dei più celebri è la paradigmatica Light My Fire dei Doors. L’ultimo decennio ci ha anche insegnato che il fuoco e l’invito a darsi alle fiamme possono beatamente stagliarsi nell’immenso sottobosco musicale diversamente bello, come ci ricorda il mai domo Pino Scotto con il suo motto imperituro Datevi fuoco diventato anche un’opera discografica.

C’è una connessione profonda che lega uno dei più grandi successi della band di Jim Morrison e la musica che ci piace di più. Nello spietato e inesorabile susseguirsi di anni, decenni e improvvidi contratti discografici, diversi nomi hanno provato a fare a pezzi Light My Fire e darla in pasto ad un pubblico ignaro. Il tentativo più criminale è certamente quello di un certo Will Young che, per carità, canta bene, ma trasformare l’originale in una canzoncina pop al talent show britannico Pop Idol nel 2002 è da denuncia.

Degna di encomio invece è l’interpretazione di José Feliciano del 1968. Il musicista portoricano crea un’atmosfera più eterea e la incorpora nella struttura del brano con elementi esotici come il flauto, chitarra spagnoleggante e ritmi in stile flamenco.

In tutto questo subentra anche il nostro Nicola Di Bari, che due anni dopo compie un’incredibile doppia acrobazia. Innanzitutto decide di stravolgere il pezzo dei Doors appropriandosi però del sound al sabor iberico e più vellutato creato da José Feliciano. L’impresa funambolica assume anche un carattere linguistico, infatti il paroliere Vito Pallavicini (già autore di testi come Le mille bolle blu di Mina, Insieme a te non ci sto più di Caterina Caselli e Azzurro di Paolo Conte/Adriano Celentano) gli fornisce il testo in italiano. Nicola Di Bari si fida, ossequioso e ligio al dovere esegue il pezzo con la sua voce cavernosa e, non dubitando assolutamente della buona riuscita del lavoro di Pallavicini, include il brano nel suo album omonimo del 1970.

Il risultato è Dammi fuoco, sostanzialmente il masochistico quanto fremente desiderio di bruciare male a causa di un amore fallito. Dalla sublime «funeral pyre» doorsiana si passa al mucchietto di cenere cantato da Nicola Di Bari. L’approccio è sfacciatamente più pessimista rispetto ai versi usciti dalla penna di Jim Morrison e questo è chiaro sin dall’apertura: «Tra noi il fuoco è spento ormai / di questo amore prima o poi / non resterà nient’altro per noi / che cenere e niente di più».

Mentre il flauto sibila, il povero disperato pretendente esorta l’amata a dargli fuoco. Lui è disposto forse a farsi irrorare di benzina e a farsi consumare dalle fiamme pur di compiacerla.

Nicola Di Bari dammi fuoco light my fire 1970

Dalla passione incendiaria e dionisiaca cantata dal Re Lucertola si giunge alla banalità del quotidiano: in Dammi fuoco infatti non vi sono immagini perturbanti di tentazione carnale e peccaminosa; l’amante deluso si limita a supplicare la donna potenzialmente piromane a non cercare l’amore altrove, bensì ad accontentarsi di lui, perché altrimenti sarebbe un amore sciupato. Vito Pallavicini avrebbe potuto anche tagliar corto e far mormorare al nostro antieroe un semplice e sommesso «Che me vòi buttá via?!».

L’epilogo della vicenda, a differenza del vigoroso incendio che consuma impetuosamente gli amanti del testo originale, ce lo immaginiamo come un mesto fuocherello che crepita: lui non batte chiodo, però non smette di sperare che lei lo ami un po’ di più.

Dammi Fuoco (Light My Fire)

Tra noi il fuoco è spento ormai
di questo amore prima o poi
non resterà nient’altro per noi
che cenere e niente di più.

Dammi fuoco e brucerò
dammi amore e t’amerò
fa che bruci ancora per te.

Succede e non si sa perché
che cerchi altrove ciò che hai
che hai già lì vicino a te
succede ed è successo a noi.

Dammi fuoco e brucerò
dammi amore e t’amerò
fa che bruci ancora per te.

Un po’ di buona volontà
indifferenza passerà
che senso c’è a sciupare così
il tempo che l’amore ci da’.

Dammi fuoco e brucerò
dammi amore e t’amerò
fa che bruci ancora per te.

Dammi fuoco e brucerò
dammi amore e t’amerò
io aspetto sempre che tu
tu mi ami un poco di più.

Claudia D'Alessandro
Cresciuta nella profonda provincia lombarda leghista e in seguito trapiantata a Bologna, ora latito da un po' di anni in Germania. L'enorme vantaggio di avere due patrie è quello di poter attingere ad una doppia fonte di "diversamente bello". Non sono molto brava a cucinare, quindi guardo i video degli inedible toys; adoro la musica in quasi tutte le sue forme; scrivo, insegno lingue e contemplo il Disagio.

3 COMMENTI

  1. Insieme a te non ci sto più e Azzurro erano di Paolo Conte/Pallavicini. Caselli e Celentano le hanno cantate solamente.

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