Che cosa fa un artista quando una delle sue canzoni più celebri compie 40 anni? Se si chiama Patty Pravo, probabilmente una discutibile nuova versione della quale, come spesso accade, non si sentiva assolutamente il bisogno.

Il brano in questione è “La Bambola”, uscito nel 1968, che all’epoca contribuì al successo della ventenne Patty, al secolo Nicoletta Strambelli, facendola assurgere all’olimpo delle star del pop-rock di casa nostra.

Scritta dal magico trio Migliacci-Zambrini-Cini, già autori di tanti brani di successo, tra cui le indimenticabili “In Ginocchio Da Te” e “Nel Blu Dipinto Di Blu”, solo per citarne alcune, la canzone racconta della rivalsa di una fanciulla stanca di essere trattata come un oggetto dal proprio uomo. Sulla sempre ottima Wikipedia apprendiamo che prima di essere intonata dalla Nostra, “La Bambola” fu rifiutata da personaggi come Gianni Morandi (e come dargli torto? Non penso che un uomo sarebbe stato molto credibile a cantare “Tu mi fai girar / Tu mi fai girar / come fossi una bambola”) e Gigliola Cinquetti, segno che forse non tutti erano troppo convinti del suo potenziale.

Tornando a noi, la nuova versione del pezzo nacque quasi per gioco durante il tour di Patty del 2008, presumibilmente quando la provava con i suoi turnisti ma poi le piacque così tanto da decidere di inciderla proprio per il suo quarantesimo genetliaco. Si scelse però di non includerlo in nessun album, ma solo di distribuirlo alle radio come e alla stampa specializzata.

Rispetto all’originale, qui l’arrangiamento appare piuttosto ardito, incredibilmente a metà tra la musica da balera e il rock’n’roll un po’ datato. Seppure la forma sia cambiata, la sostanza rimane però la stessa e la canzone bene o male funziona.

In realtà, la cosa più terribile di questa riedizione è il video, in cui la zia Patty per oscuri motivi decise di omaggiare Amy Winehouse travestendosi da lei, con cofana di capelli di ordinanza, tatuaggi simili ai trasferelli che uscivano dalle patatine negli anni ’90 e make up marcato. Ma il coup de theatre del clip è quando, mentre la cantante e il suo gruppo si esibiscono, vengono improvvisamente attorniati da una sorta di bambole gonfiabili le cui gommose bocche aperte lasciano subito di stucco lo spettatore. Poi, per fortuna, si fa per dire, tutto si conclude con una satanica risata della cantante.

Tuttavia, non disperiamo. Tra due anni compirà quarant’anni “Pensiero Stupendo”, altro grande successo della signora Strambelli, chissà che non ci riproponga un’altra interessante versione.

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