Adriano Celentano PrisencolinensinainciusolSulle nostre pagine siamo abituati a parlare di assurdità varie, dischi improbabili, canzoni dimenticate da Dio e dagli uomini, quindi cosa si può dire di un vero e proprio classico della musica italiana come “Prisencolinensinainciusol” che non sia stato scritto o detto da altri? Cosa si può aggiungere per raccontare un brano dalla fama spropositata?

Forse niente, ma questo non significa che non si possa farne un’analisi e mettere sotto la lente d’ingrandimento storia e qualità del bizzarro pezzo di Adriano Celentano.

Concepito nel 1972, il brano deve la sua ispirazione a una canzone dello stesso Celentano dal titolo “Quel signore del piano di sopra” contenuto nell’album “I mali del secolo” in cui il testo veniva cantato sia in italiano che in “lingua celentana”, un idioma totalmente inventato e senza senso che foneticamente richiama la pronuncia inglese.

Questo strambo espediente piacque così tanto al cantante che ne approfittò per realizzare un’idea che a quanto pare gli frullava in testa da qualche tempo: creare una canzone con un testo senza alcun significato.

Inizialmente il Molleggiato, mostrando i primi sintomi di complesso messianico che si sarebbero manifestati al mondo una decina d’anni dopo con l’assurdo film Joan Lui, spiegò che dopo tutti i temi sociali trattati ne “I mali del secolo” (l’inquinamento, l’abuso edilizio e la droga – come dimenticare la terrificante “La siringhetta”?) aveva voglia di realizzare un brano che non avesse un vero e proprio senso se non quello di amore universale (tanto che questa divenne la traduzione ufficiale del titolo del brano).

Una risposta all’incomunicabilità dei tempi moderni, una voglia di ribellarsi «alle convenzioni, anche musicali», ma anche un gustoso sberleffo alla moda dell’utilizzo della lingua inglese che ai tempi stava imperversando sempre più.

Tuttavia negli anni a venire Adriano Celentano e il suo ego si allargarono descrivendo “Prisencolinensinainciusol” come uno dei primi esempi di rap mai creato nella storia della musica, tanto da reinciderlo nel 1994 per l’album “Quel punto” (un disco senza capo né coda) con il nome di “Il seme del rap”. Il cantautore, questa volta con un testo in italiano, rivendica la paternità di quel genere musicale con tanto di dissing ante literam contro i giovani rapper italiani definendoli «quattro mocciosi che rompono i coglioni col rap».

Un po’ c’era da capirlo perché per lui quelli erano artisticamente anni bui tra flop cinematografici (Jackpot del 1992) e famigliari: la carriera musicale di Rosalinda iniziata nel 1990 e giè terminata nel giro di un anno, Rosita che ci riprovava maldestramente con la musica nel 1994 con il pessimo FDM aka Faccia Di Merda, senza nemmeno citare il povero Giacomo. Il ruolo di santone televisivo aveva quindi preso il sopravvento sul cantante che vendeva ancora dischi ma solo per via della sua presenza televisiva, mentre dei giovani Articolo 31 spadroneggiavano alla radio con “Ohi Maria” inneggiando all’uso di cannabis. Questi poi gli risposero letteralmente per le rime con il brano “Adriano vacci piano” in un sottofondo di sbadigli collettivi.

Ad ogni modo se è vero che il suo personaggio e le sue “sparate” negli anni hanno lasciato qualche perplessità è altrettanto vero che nel 2009 un celebre blogger canadese di nome Cory Doctorow ne parlò sul suo sito Boing Boing (semplicemente il sesto blog più visitato al mondo) donando al pezzo una nuova ondata di popolarità ed interesse.

Che “Prisencolinensinainciusol” sia un brano nato sotto la stella della bizzarria non è una cosa che traspare solo dal nome: anzitutto la sua struttura originalissima per un brano pop dell’epoca, basata su un semplice ma efficacissimo groove che si ripete in loop per tutta la durata del pezzo (ecco quindi spiegata la sua presunta parentela col rap). Tutto questo però non funzionerebbe se Adriano Clentano non sfoderasse un’interpretazione serissima che non fa trasparire in alcun modo che il testo è un gramelot (o gibberish se vogliamo dirla all’inglese) senza alcun significato, anche perché furbescamente ogni tanto ci piazza un «ol rait» che pare dare un senso a ciò che dice.

Adriano Celentano Prisencolinensinainciusol
La pubblicità di “Prisencolinensinainciusol ” sulla rivista americana Billboard del 10 novembre 1973

Pubblicato nel 1972 il singolo in Italia fu un flop non riuscendo ad entrare neppure in classifica a differenza di ciò che accadde in Belgio, Paesi Bassi, Francia, Germania e persino negli Stati Uniti (nel 1973) e in Gran Bretagna (nel 1974) dove riuscì ad essere tra i 100 singoli più venduti, tanto che il brano veniva passato reglarmente nei club Northern Soul e non è difficile capirne il motivo.

Il successo in patria fu solo rimandato al 1974 quando il cantante ripropose il brano in due trasmissioni teleisive di successo a Formula Due e a Milleluci in compagnia di Raffaella Carrà.

“Prisencolinensinainciusol” comunque lo si voglia vedere e qualunque significato gli si voglia dare rimane e rimarrà un vero e proprio colpo di genio di un artista importante della storia della nostra musica. Discontinuo, forse incoerente ma sempre capace di spiazzare e sorprendere con idee personali e originali. Per questo, tanto di cappello. «Ol rait!»

Prisencolinensinainciusol

Prisencolinensinainciusol
In de col men seivuan
Prisencolinensinainciusol ol rait

Uis de seim cius nau op de seim
Ol uait men in de colobos dai
Trrr – ciak is e maind beghin de col
Bebi stei ye push yo oh

Uis de seim cius nau op de seim
Ol uoit men in de colobos dai
Not s de seim laikiu de promisdin
Iu nau in trabol lovgiai ciu gen

In do camo not cius no bai for lov so
Op op giast cam lau ue cam lov ai
Oping tu stei laik cius go mo men
Iu bicos tue men cold dobrei goris
Oh sandei

Ai ai smai sesler
Eni els so co uil piso ai
In de col men seivuan
Prisencolinensinainciusol ol rait

Ai ai smai senflecs
Eni go for doing peso ai
Prisencolinensinainciusol aol rait

Uel ai sint no ai giv de sint
Laik de cius nobodi oh gud taim lev feis go
Uis de seim et seim cius go no ben
Let de cius end kai for not de gai giast stei

Ai ai smai senflecs
Eni go for doing peso ai
In de col mein seivuan
Prisencolinensinainciusol ol rait

Lu nei si not sicidor
Ah es la bebi la dai big iour

Ai aismai senflecs
Eni go for doing peso ai
In de col mein seivuan
Prisencolinensinainciusol ol rait

Lu nei si not sicodor
Ah es la bebi la dai big iour

1 COMMENTO

  1. Che piaccia o meno, Adriano Celentano è un simbolo dell’Italia nel mondo. Tanto quanto Al Bano & Romina, i Ricchi & Poveri, Toto Cutugno, Eros Ramazzotti e Laura Pausini. Senza Dimenticare Mister Volare, ovviamente! E a chi non va, si metta l’anima in pace! 🙂

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