Jerry Calà Un’Altra Estate Che VaA quasi 70 anni l’inossidabile Jerry Calà continua imperterrito a portare avanti i suoi ideali: divertimento, figa ed estate.

Il sole, il mare e le vacanze per il comico catanese cresciuto a Verona sono un vero e proprio leit motiv che trascende il concetto di stagione per trasformarsi in un vero e proprio stile di vita.

Passati i gloriosi tempi dei Gatti di Vicolo Miracoli, passati i grandi successi cinematografici e televisivi, oggi Jerry Calà rimane l’icona di una certa comicità italiana e continua allegramente a fare scorribande in lungo e in largo nella penisola (isole comprese) con i suoi spettacoli autocelebrativi tra musica e cabaret: che piaccia o meno la sua comicità rumorosa e non troppo ricercata non ha nulla da dimostrare a nessuno e il pubblico continua a seguirlo, il che non è poco per un signore in età pensionabile.

La sua malcelata passione sin dagli esordi è sempre stata la musica, quindi in un mondo in cui anche la più piccola scoreggina tenta la via del belcanto (o più spesso del trap) anche il nostro Jerry pensa bene di tornare in pista con un brano dal sapore estivo aiutato ancora una volta da Danti e Roofio, cioè i Two Fingerz: i “colpevoli” dietro i successi di Fabio Rovazzi e della sua Ocio, la parodia che pubblicò qualche anno fa in combutta con J-Ax.

Jerry Calà Un'Altra Estate Che Va
Jerry Calà ed è subito festa

Senza troppe sorprese quindi Un’altra estate che va è semplicemente una collezione di suoni qualsiasi di canzoni qualsiasi che tra un paio di stagioni suoneranno dannatamente vecchi, ma la vera tragedia è che il brano non ha uno straccio di melodia né un ritornello un minimo memorizzabile. Insomma una bruttezza infinita.

Il testo praticamente tutto recitato e “autotunato” su rime azzardate è un pasticcio di luoghi comuni (peraltro condivisibilissimi) sulle nuove generazioni che vivono sui social network, qui però il piglio in fondo non è smargiasso ma venato di malinconia. Il solito «si stava meglio quando si stava peggio» trasuda inesorabilmente dal testo inaspettatamente poco spensierato, in cui Jerry se la prende con le abitudini, per lui incomprensibili, dei giovani d’oggi, perché la sua generazione andava al mare per «ciullare» (cit.) mentre negli ultimi tempi sembra più importante farsi dei selfie con i tatuaggi in bella vista a bordo di uno yacht di chissà chi solo per acchiappare like.

Jerry Calà Un'Altra Estate Che Va
«Per quest’anno non cambiare, vengo al mare per ciullare» La celebre scenetta di Jerry Calà nel film Sapore di mare del 1983

Un’altra estate che va non è quindi il classico inno alla spensieratezza delle vacanze ma esprimere una malcelata malinconia per “l’estate della vita”: l’inesorabile scorrere del tempo e la giovinezza che non c’è più. Certo Jerry CalàDanti e Roofio non sono Giacomo Leopardi, Giovanni Pascoli e Giosuè Carducci, quindi il tutto si risolve nel ritornello autocitazionista «E’ una libidine / un’abitudine / l’odore del mare sapore di sale». In fondo poteva andare peggio con una versione reggaeton di Maracaibo.

Un’altra estate che va

Motore azione ciak
Estate due diciotto
mi è arrivata in un botto
le tipe che si fan le stories sugli yacht
in qualche pollo e fan bordello.
Voi volete i cinque stelle a noi bastava anche un ostello
togli il filtro di Instagram il mondo non è così bello
ma un po’ più vero
prima c’era più contatto meno chatto
l’estate è un film che ho già visto
e ogni anno riparte.

Motore azione ciak
se guardo tutto quello che è successo
forse lo capisco solo adesso
è come in quella canzone
na na na
ma è solo un’altra illusione.

E’ una libidine
un’abitudine
l’odore del mare sapore di sale
la solitudine
è solo un’altra estate che va.

Profumo di vacanze e di creme solari
siamo fatti di miliardi di cellule
e milioni di cellulari
che strana la vita
per navigare a noi bastava il mare
a voi servono i giga
giocavamo con il pallone
invece voi giocate con Fifa.

E’ solo un’altra estate che va
siete dei gabbiani azzurri intrappolati su Whatsapp
se guardo tutto quello che è successo
forse lo capisco solo adesso.

E’ una libidine
un’abitudine
l’odore del mare sapore di sale
la solitudine
è solo un’altra estate che va.

Secondo te quelli come me
giocano alle bocce
io invece rimango in giro tutta la noche
e mi sento ancora un leone
quando sto con te
ma è solo un’altra illusione.

E’ una libidine
un’abitudine
l’odore del mare sapore di sale
la solitudine
è solo un’altra estate che va
è solo un’altra estate che va
è solo un’altra estate che va
è solo un’altra estate che va
siete dei gabbiani azzurri intrappolati su Whatsapp.

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