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Ciao Ma’… (1988 – film)

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ciao ma film Vasco RossiI fenomeni giovanili variano di generazione in generazione nel modo di manifestarsi o rimangono sempre gli stessi nella sostanza? Ciao Ma’…  potrebbe essere l’occasione buona per pensarci un po’ prima che la sua banalità intrinseca e tanti altri piccoli fattori mettano a dura prova la vostra resistenza e i vostri neuroni.

Presentato alla sua uscita come “Il film di Vasco Rossi” questo musicarello anni ’80 (per la regia dello sconosciuto Giandomenico Curi) tenta di cavalcare il successo del Vasco nazionale non solo santificandolo come unica vera e propria rockstar del nostro paese (per quanto la cosa possa essere condivisa o meno, ma questo forse è un altro discorso), ma anche tentando di sottolineare il suo essere un fenomeno culturale controcorrente molto amato dai giovani, ai loro occhi simbolo del rifiuto per il vecchiume del passato e delle restrizioni degli adulti e della cultura predominante (sebbene fuori tempo massimo dato che Vasco, che all’epoca andava per i 40 anni, aveva successo tra i giovani già da almeno un decennio e non era proprio un fenomeno nuovo uscito dal nulla).

Dico “tenta” proprio perché il film, nonostante si focalizzi principalmente sulla musica di Vasco e sull’influenza esercitata sui suoi ammiratori più giovani, toppa persino nell’essenziale: non solo la rockstar di Zocca non recita spiaccicando nemmeno mezza parola ma per la maggior parte del film appare fugacemente per qualche secondo sullo sfondo in atti del tutti insignificanti, come fosse ripreso da un paparazzo o da un occhio indiscreto piuttosto che da una cinepresa. Da un rapido calcolo sommando tutti i secondi in cui appare (comprese le scene del concerto finale) forse si raggiungono i due minuti sugli 88 di durata complessiva della pellicola.

Inoltre l’intreccio narrativo, scritto a quattro mani da Fiorenzo Senese e Roberto D’Agostino (che, ricordiamo, nello stesso anno aveva anche aiutato Jovanotti a scrivere il suo primo libro), si focalizza esclusivamente sulle vicende di un gruppo di ragazzini romani fan del Blasco durante l’arco di una sola giornata, ovvero quella del grande concerto nella Capitale che celebra l’inizio delle vacanze estive. Nonostante l’aria da commediola giovanile appare evidente che non ci sia non solo una rappresentazione credibile del fan tipo di Vasco Rossi, ma nemmeno degli adolescenti dell’epoca viste le situazioni irreali e i dialoghi ridicoli. Se l’obiettivo comune di tutti i giovani protagonisti è quello di partecipare al concerto del loro idolo, la motivazione non viene quasi mai sottolineata, come se i protagonisti dovessero andarci per forza perché così deve essere, come fosse semplicemente una serata diversa dal solito a cui devi partecipare ad ogni costo senza sapere nemmeno il perché.

I riferimenti a Il Komandante sembrano infatti così incidentali alla trama del film che potrebbe tranquillamente trattarsi del concerto di “Tony Esposito dei Ricchi e Poveri” per il quale uno dei ragazzi lo scambia nel corso del film, e la trama non cambierebbe di una virgola, a sottolineare una sceneggiatura scritta in fretta e furia per realizzare questo lungo pseudo-spot giovanilistico del concerto di Vasco Rossi in occasione del tour di “C’è chi dice no” pubblicato l’anno precedente.

Quindi questa non-escalation delle non-vicende intrecciate degli sbarbati protagonisti si conclude con la tanto attesa sequenza di Vasco Rossi in concerto, un ulteriore sfondo per anticipare l’epilogo come climax di buoni sentimenti.

ciao ma Il film di Vasco Rossi
Vasco Rossi con Lorella Cuccarini e l’amico Red Ronnie

Appurato che l’intero film è un puro pretesto per pubblicizzare il noto cantante assistiamo al fallimento di questo obiettivo in un misto di battutine estremamente derivative, scontate e poco divertenti perlopiù pronunciate dalle voci strane e insopportabili dei protagonisti (forse doppiati, almeno spero!); tra i personaggi stereotipati al massimo spicca una giovanissima Claudia Gerini, qui in un ruolo particolarmente infame e cinico ma con doti recitative di gran lunga superiori a tutto il resto del cast.

L’unica cosa che potrebbe spingere qualcuno a vedere Ciao Ma’… oggi è l’essere dei fan completisti di Vasco Rossi o avere magari una certa nostalgia degli anni ’80, viste le molte zone di Roma ben inquadrate in diverse scene e magari ritrovarsi parzialmente in alcune situazioni vissute dai ragazzi (mia madre ancora mi racconta di quando, nella Brindisi dei primissimi anni ’80, lei e tutte le sue amiche ebbero l’ansia dell’uscita delle proprie pagelle proprio il giorno prima di andare ad un concerto del Blasco, prima che fosse annullato per una sospetta overdose della rockstar dalla vita spericolata).

Ma più probabilmente sono le musiche che contribuiscono a dare un certo fascino nostalgico al tutto proiettandoci esattamente sul finire degli anni ’80 dove alle immancabili canzoni di Vasco si alternano le varie hit dell’epoca (Boy George, Billy Idol, Tina Charles, Beastie Boys, Samantha Fox).

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