Claudia Gerini Sono pazzo di Iris BlondBazzicando tra le commedie nell’archivio di Infinity, la piattaforma streaming di casa Mediaset, ci imbattiamo nell’indimenticato Sono pazzo di Iris Blond, pellicola del 1996 scritta, diretta e interpretata da Carlo Verdone affiancato da un’indimenticabile Claudia Gerini, passata nel giro di qualche anno dalle retrovie di Non è la Rai a nuovo sex symbol di casa nostra grazie al successo di Viaggi di nozze dell’anno precedente.

Se Non è la Rai è stato il primo esempio di gineceo mediatico ideato dalla fervida mente del poliedrico Gianni Boncompagni, è anche vero che la trasmissione è stata il trampolino di lancio nel mondo dello show business per molte delle bimbe zuccherose dalle sgargianti mise colorate che, dilettandosi tra karaoke ante litteram, balletti tarantolati, cruciverboni taroccati e amenità varie, ha letteralmente marchiato a fuoco un’ampia fascia della popolazione del suolo nazionale.

Tutto questo non solo grazie alle coreografie da quinta elementare così tanto care alle miriadi di maschietti che hanno seguito immancabilmente tutte le 847 puntate delle 4 edizioni, ma anche per colpa dell’irrinunciabile discografia, vero e proprio capolavoro kitsch del playback “vedo-non vedo” d’autore o più semplicemente per dirla alla romanesca, dell’iperculismo D.O.C. targato made in Italy.

Tra le tante ex “Boncompagni girls” che ce l’hanno fatta (Ambra Angiolini e l’anti-Ambra Pamela Petrarolo, Alessia Merz, Miriana Trevisan, Antonella Elia e Laura Freddi), il nome di Claudia Gerini spesso non compare perché, per qualche strano motivo, la nostra non era tra le ragazze più in vista all’interno del baby parking della rete Fininvest (nonostante la relazione con lo stesso Gianni Boncompagni di 40 anni più anziano), così anonima che nella sua diluizione all’interno delle 100 golden babies non fece nemmeno da vocalist muta negli album dedicati al carinoso programma pomeridiano (a meno che non vogliamo considerare anche i famigerati all-groove nei quali si perderà tragicamente nel ronzio generale) durando solo il tempo della prima stagione, probabilmente per seguire il sogno di diventare un’attrice.

Claudia Gerini Sono pazzo di Iris Blond
Carlo verdone e Claudia Gerini in una scena di Sono pazzo di Iris Blond

Nonostante ciò, a poco più di un anno dalla chiusura del format “caramelle e cuscinate”, la nostra Claudia si ritrova a girare assieme a Carlo Verdone un ennesimo capitolo della commedia verdoniana dal tipico sapore fanciullesco da sindrome di Peter Pan non completamente superata.

L’idea per Sono pazzo di Iris Blond partì al buon Carletto quando decise di realizzare uno dei suoi classici film da trama scrausa ma allo stesso tempo dai risvolti claustrofobici, in cui la giovane Claudia Gerini, nei panni di Iris Blond, avrebbe dovuto fare da partner allo sfigato Romeo Spera nel tentativo ambizioso di realizzare il loro progetto discografico dal groove techno-dark che li porterà a cercare fortuna per tutto il Belgio.

Claudia Gerini Sono pazzo di Iris BlondFin qui tutto bene, ma se poi ci aggiungete pure la relativa colonna sonora interpretata (quasi) interamente dall’ex diva in sordina della prima edizione di Non è La Rai ed ex Miss Teenager 1985, appena uscita dallo Studio 1 del Centro Palatino di Roma ancora in fase di preparazione delle tecniche di respirazione e del solfeggio di base, siamo davvero al top.

Per qualche motivo a noi ignoto la “ciumachella de San Giovanni” finì per interpretare i brani della colonna sonora, forse per via della forte propensione da parte del regista romano a trovare un’attrice fac-simile della più celebre Vanessa Daou e che vedrà nella nostra Claudia la partner ideale per tale ruolo, sullo schermo così come in sala d’incisione.

Il CD ripropone in 11 tracce l’intero impianto musicale del film, basato prettamente su delle sonorità che come dirà lo stesso Verdone in fase di montaggio «pop-night, techno-night, un po’ Everything But The Girl, Vanessa Daou, diciamo Massive Attack nei loro pezzi più lenti… musica un po’ sperimentale… è un po’ di ambient music con un po’ di sonorità techno che fanno capo a gruppi come i Massive Attack, Vanessa Daou, certe vecchie sonorità di Laurie Anderson, come al rap di Ice-T e a qualche cosa esoterica di David Sylvian» andando così a dimostrare una chiara idea di quello che stava facendo. Più o meno.

Per farla breve, in tutta questa “lucidissima” premeditazione musicale composta da Lele Marchitelli, l’unica cosa di cui siamo davvero sicuri è che abbiamo tra le mani un vero e proprio minestrone acustico ottenuto mescolando scimmiottamenti alle sonorità più in voga dell’epoca con qualche lontano cenno di ambient, il tutto rigorosamente in chiave pop-elettronico che fa sempre molta tendenza.

Non c’è ovviamente bisogno di sottolineare che non siamo nemmeno lontanamente vicini ai livelli della Daou o di Sylvian, ma i pezzi sfornati dalla nostra esordiente allo sbaraglio ci lasciano quantomeno piacevolmente colpiti per l’originalità della proposta, mista alla vivace performance anglofona non certo di lignaggio oxfordiano a tratti incerta, a tratti irritante.

Degne di menzione sono l’electro-jazz femminilmente nevrotico di Nervous (As A Girl Can Be) e le atmosfere di casa Massive Attack riprese nel pop notturno di Like Angels Do. Sul fronte opposto come non citare l’easy-pop Blonder By The Second che oltre a suonare scollegato dal resto del disco sembra più una sigletta televisiva da sit-com di serie B del 1985 e l’inutile rockettino Spider’s Web in cui la nostra sembra davvero un pesce fuor d’acqua.

La vera chicca dell’intero album però è Such a Bad Girl stupendamente interpretata all’interno della pellicola dalla nostra in un cosplay involontario di Carmen Consoli affetta da vampirismo, che in uno splendido abitino in poliestere si esibisce in questa dark melody con Carlo Verdone alias The Freezer alle tastiere.

A chiudere la doppia versione della bella ballata noir Black Hole, il pezzo sicuramente più significativo e d’atmosfera dell’intera raccolta, non a caso ripreso a distanza di 13 anni dalla nostra Claudia nel suo primo album da solista Like Never Before del 2009, e che non a caso verrà impiegato proprio in chiusura del film, mentre accompagnerà in sottofondo l’allontanarsi di un treno che porterà via con sé la bella Iris, lasciando addosso a tutti gli spettatori la classica sensazione che si avverte nell’osservare l’enigmatica scritta «The End?», aprendo così le possibilità ad un sequel a oggi mai realizzato.

In tutto questo lo zampone del poliedrico Carlo Verone è pressoché nullo se non per la chitarra e la voce recitante appena percepibile in sottofondo in Bruxelles Scene, probabilmente solo per veder scritto il suo nome nei credits del CD.

Nonostante i suoni drammaticamente vecchi e nemmeno paragonabili alle produzioni coeve d’oltremanica, nonostante diversi riempitivi qusi fisiologici per una colonna sonora e nonostante la pronuncia inglese imparata guardando Red Ronnie su Videomusic e una estensione vocale da applausometro, Sono pazzo di Iris Blond si rivela un esordio canoro comunque positivo per la bella Claudia Gerini, indubbiamente aiutata dalla presenza dei mentori Lele Marchitelli e Andrea Chimenti che tappano sapientemente tutti i buchi con la loro rinomata esperienza discografica.

Purtroppo il disco omette clamorosamente due canzoni del film a loro modo memorabili: la nuova versione di Un uomo e una valigia di Mino Reitano che compare in un gustosissimo cameo e Bella senza trucco, fantomatico successo di Romeo, aka Romeo Spera aka The Freezer aka Carlo Verdone, cantato al Cantagiro ’72/’73. In fondo avrebbero stonato non poco con il resto del disco.

Nonostante la fama degli interpreti e il successo del film la colonna sonora ebbe una diffusione molto limitata diventando oggi un pezzo da collezione piuttosto costoso consigliato solo se siete fan sfegatati del regista romano o dell’ex signora Tiromancino, per tutti gli altri probabilmente basterà andare su Infinity a rivedere per l’ennesima volta Sono pazzo di Iris Blond.

Vittorio “Vikk” Papa e Alex

Tracklist:
01. Claudia Gerini – Nervous (As a Girl Can Be)
02. Claudia Gerini – Like Angels Do
03. Claudia Gerini – Such a Bad Girl
04. Claudia Gerini – Black Hole
05. Lele Marchitelli – Bruxelles Scene (feat. Carlo Verdona alla voce recitante e chitarra)
06. Claudia Gerini – Blonder By The Second
07. Andrea Chimenti – Black Hole
08. Claudia Gerini – Spider’s Web
09. Lele Marchitelli – Are We Ever (strumentale)
10. Lele Marchitelli – The Brother (strumentale)
11. Claudia Gerini – Like Angels Do (Flying mix)

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