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10 sigle dei cartoni animati da hit parade

Quando le sigle TV per i più piccoli non sfigurerebbero al confronto con le hit della canzone "adulta"

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Il microcosmo delle sigle dei cartoni animati riveste un ruolo indubbiamente importante nel panorama musicale italiano dove queste canzoni si sono ritagliate non solo un posticino nel cuore di qualsiasi appassionato del belcanto, basti pensare alla canonizzazione di Cristina D’Avena ascesa a santa protrettrica dalle sigle TV, ma anche nelle classifiche di vendita, dove le trovavamo a battagliare con i nomi più famosi della musica italiana ed internazionale.

Da generazioni seguiamo le gesta dei nostri eroi anche grazie alle canzoncine che ne accompagnano le avventure. Una galassia che nel corso dei decenni si è evoluta costantemente, ospitando persino artisti “bene” della canzone “adulta. Tra la stragrande maggioranza di sonorità pensate per un pubblico più giovane si annidano perle rare che non sfigurerebbero al confronto con le hit che possiamo ascoltare alla radio. Ecco quindi una breve lista con le dieci sigle di cartoni animati che nulla hanno da invidiare alle produzioni di musica “da grandi”. Buon divertimento e buoni ricordi!

NB: l’anno si riferisce all’uscita in Italia.

10
Curiosando nei Cortili del Cuore – Cristina D’Avena (1998)

Curiosando nei cortili del cuore è un cartone animato che andò in onda a fine anni ’90, caratterizzato da uno stile grafico innovativo, con dettagli curati e pensati per una platea adolescenziale e basato sulle prime relazioni amorose tra alcuni ragazzi di una scuola superiore giapponese. Trasmesso anonimamente nel primo pomeriggio di Italia Uno e quasi dimenticato dai più, si fa ricordare principalmente per la sigla cantata dalla guru Cristina D’Avena, un pezzo romantico accompagnato dalle sonorità calde di un sassofono che, debitamente arrangiato, non sfigurerebbe per nulla a Sanremo. Se poi consideriamo che anni fa uno ha vinto cantando «noi coperti sotto il mare a far l’amore in tutti  i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi», allora forse questa canzone avrebbe persino alte probabilità di classificarsi al primo posto.

9
M.A.S.K. – Noam Kaniel (1986)

M.A.S.K. fu una serie animata americana realizzata con collaborazione giapponese negli anni ’80 sull’onda lunga del successo del format macchine trasformabili già sviluppato dai Transformers. La sigla, eseguita da uno specialista di genere, l’israelo-americano Noam Kaniel, è tuttora ricordata anche oltreoceano: un pezzo dalle sonorità tipiche del rock’n’roll americano di quei tempi. Stile duro e schitarrate elettriche che furono apprezzate anche in terra italica, guadagnandosi una doverosa menzione nella nostra classifica.

8
Tra Cielo e Terra (Street Fighter Victory) – Dhamm (1996)

Una boy band hair metal anni ’90, formata da capelloni che si presentavano sul palco come una parodia involontaria dei Guns N’ Roses e sfoggiavano movenze da gasati: questa, per sommi capi, la descrizione dei Dhamm. Uno dei loro pezzi più riusciti fu però Tra cielo e terra preso dal loro secondo album e utilizzato come sigla del cartone animato Street Fighter Victory, basato sui personaggi dell’omonimo videogioco. Ironia della sorte, se pensiamo alla tipologia di artisti in oggetto. Mettiamola così: una serie in cui perlomeno ci si pestava e non uno Shojo manga anche se, a giudicare dal repertorio del gruppo, anche questa seconda opzione non sarebbe stata fuori luogo.

7
Jayce il Cavaliere dello Spazio – Shuki Levy (1986)

Jayce il cavaliere dello spazio fu l’ennesimo cartone animato americano-giapponese anni ’80 passato in Italia principalmenete sulle reti private. Si tratta della storia di un ragazzo in cerca di suo padre, che combatte per salvare l’universo dall’assalto di mostri metà umani metà zucca o cavolfiore. Detta così, la storia sembrerebbe tutto fuorché interessante. La sigla di Shuki Levy, altro israelo-americano (e forse un giorno i rocker israelo-americani ci spiegheranno cosa li porta a guadagnarsi il pane cantando sigle di cartoni animati) invece è una vera chicca, inserita perfettamente nel filone musicale rock di quel tempo. Un pezzo talmente convincente che in Italia, caso più unico che raro per i tempi, fu lasciato senza adattamento.

6
Jeeg Robot d’Acciaio – Fogus (1979)

Riguardo alla sigla del leggendario Jeeg Robot d’acciaio si è scritto di tutto. Dalle leggende metropolitane (false) che la volevano primissima hit di un allora sconosciuto Piero Pelù (che ne incise una sua versione qualche anno fa) alla fantomatica identità di Fogus (l’interprete originale), al secolo Roberto Fogu, pianista e compositore attivo principalmente nei locali della capitale, purtroppo passato a miglior vita. Ci rimangono la sua voce soul e la sigla del robottone dagli orridi colori giallo e verde, dalle sonorità dannatamente pulp che paiono implorare uno sguardo a Quentin Tarantino.

5
Vultus V – Loriana Lana e Daniele Viri (1983)

Vortice di luce fra le stelle
col suo spirito ribelle sta arrivando Vultus Five.
Brivido che scorre sulla pelle
sensazioni troppo belle può provare Vultus Five.

Alzi la mano chi, a prima vista, penserebbe che questa è la sigla di un cartone animato. Il capolavoro di Loriana Lana, importante paroliera italiana, e Daniele Viri si piazza direttamente nella top five grazie al testo, all’interpretazione a due voci e a una sonorità perfettamente in linea con il panorama dei primi anni ’80. La sigla di Vultus V non avrebbe certamente sfigurato nella programmazione radiofonica di quel tempo.

4
Tough Boy / Love Song – Tom Cat (1987)

Senza nulla togliere alla mitica sigla che faceva «Ken sei tu fantastico guerriero», divenuta ormai storia, nella nostra classifica posizioniamo al numero quattro Tough Boy, la sigla originale della seconda serie del controverso cartone animato giapponese Ken il guerriero. Un concentrato di energia in giappo-inglese che ci riempiva letteralmente di adrenalina, quando invece di studiare guardavamo le avventure di Ken Shiro. Menzione anche per la sigla finale, Love Song, perfetta controparte romantica di J-Pop melodico e sognante, come si addice a ogni canzone d’amore che si rispetti.

3
Give Me Your Love Tonight (City Hunter) – Kiyomi Suzuki (1997)

La premessa di lode doverosa riguarda l’intera serie di colonne sonore del cartone animato City Hunter, un piccolo tesoro musicale. Tra le tante trova spazio nella nostra classifica Give Me Your Love Tonight di Kiyomi Suzuki per il semplice motivo che il brano fu utilizzato durante i primi passaggi televisivi della serie sulle reti private di mezza Italia, ma anche perché l’attacco a distanza di anni mi da ancora i brividi. Un pezzo molto soul con spruzzate electro-boogie-funk la cui bellezza si commenta da sola.

2
Supercar Gattiger – Super Robots (1981)

Per la sigla di Supercar Gattiger troviamo sonorità che scomodano persino il maestro Ennio Morricone, il brano infatti recupera l’incipit del singolo Dance On tratto dalla colonna sonora del film Così come sei del 1978. Vi piace vincere facile, penserete. Ebbene, non è solo il tocco di genio a rendere il pezzo unico. La musica abbinata alle parole di Gloria Martino è passata alla storia come brano godibilissimo, tanto che la canzone è stata campionata negli anni ’90 in un pezzo di musica dance dall’omonimo titolo.

1
Lupin (Lupin III) – Orchestra Castellina-Pasi (1982)

Chiamatemi nostalgico, ma non avrei mai potuto assegnare il primo posto di questa classifica ad altri se non quella che considero LA sigla per eccellenza: il tema de Le nuove avventure di Lupin III (in altre parole la seconda serie che narra le vicende del ladro giapponese più famoso del mondo, cioè quelle con la giacca rossa per intenderci). Intitolato semplicemente Lupin il brano è interpretato dalla voce della sconosciuta Irene Vioni accompagnata dalla gloriosa Orchestra Castellina-Pasi. Il brano, entrato a pieno titolo nell’immaginario musicale e culturale italiano, uscì però dalla penna di due nomi molto noti nella storia della musica italiana: il compositore Franco Micalizzi (noto per le sue colonne sonore come l’indimenticabile Lo chiamavano Trinità… oltre che tanti poliziotteschi anni ’70) e il paroliere Franco Migliacci (autore di “canzoncine” tipo Nel blu dipinto di bluCome te non c’è nessunoUna rotonda sul mareC’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, La bambola solo per citare le più note). Il valzer dal saveur parisienne è caratterizzato da une bella fisarmonica in primo piano che riporta alla mente tanto le atmosfere della Francia del dopoguerra quanto le avventure del geniale e scapestrato ladro, nonché le curve della bella Fujiko. Un vero e proprio capolavoro della musica italiana.

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10 COMMENTI

  1. Ottima classifica davvero, non c’è che dire! Una piccola precisazione e un’aggiunta: il pezzo che campiona la sigla di Gattiger è “Tonite” dei Supercar, per cui ad essere omonimo è il gruppo e non il brano in sé. L’aggiunta: nella top 10 avrei messo anche la sigla italiana di Slayers alias “Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo” (cazzo di titoli chilometrici…), non fosse altro perché è agli esatti antipodi delle classiche sigle UNZ UNZ alla Giorgio Vanni!

  2. E ufo robot? Mazinga? Daitarn III? Daltanius? Mancano queste ed almeno altre 1000 sigle fichissime che chiunque senta comincia a cantarle e a saltare come un forsennato… A questo punto mi chiedo…età dell’autore? Nato sicuramente dopo il 1985…altrimenti non si spiega questa lista miserrima.

    • Forse non è stato colto il senso dell’articolo che non è quello di stilae una classifica delle sigle più belle, bensì quello di individuare alcune delle sigle di cartoni animati che avrebbero potuto funzionare anche come canzoncine pop “adulte” caon testi ed interpreti differenti.

  3. Ma siete un po’ storditi, secondo me, o avete memoria corta, o siete giovani – oppure tutte queste cose messe insieme! 🙂
    Le sigle dei cartoni animati in classifica ci sono andate eccome, ma non queste sigle (quasi tutte molto brutte: che gusti avete?) che avete elencato (tranne la bella Jeeg robot d’acciaio che in classifica ci andò): le sigle di Atlas Ufo Robot, di Heidi, di Capitan Harlock, di Candy Candy, di Mazinga Z e Grande Mazinga, di Remì, il “disco dei Beehive” e altre.
    Studiate un po’ prima di scrivere gli articoli, eh!!!
    Con amicizia ma tirandovi un pochino le orecchie.

    • Lo sappiamo che anche le sigle dei cartoni animati sono andate in classifica ma questo articolo non parla di quello, nè tantomeno vuole essere una classifica delle sigle più belle; quello che abbiamo voluto fare è stilare una classifica (personale ovviamente) di alcune delle sigle di cartoni animati che avrebbero potuto funzionare anche come canzoni pop “adulte” (con testi ed interpreti differenti).

  4. Irene Vioni non era proprio una sconosciuta;per anni è stata la vocalist di Castellina Pasi (e forse la migliore,fino ad oggi).Dopo aver tentato la carriera solista è purtroppo sparita dalle scene (onestamente,il suo aspetto fisico era inversamente proporzionale alle doti canore…)

  5. Anche Galaxy Express 999 dei grandi Oliver Onion merita! Though Boy è un piccolo capolavoro j-rock, la canticchiavo giusto qualche giorno fa

  6. Lupin di Castellina Paesi e’ meritatamente al primo posto. Io avrei messo anche CUORE dei cavalieri del re, ascoltandola hai sempre la sensazione di tornare indietro negli anni ai tempi delle scuole elementari e di immaginarti dentro al cartone animato! Bellissime sigle e ricordi incancellabili!

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