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Nel blu dipinto di blu: le 10 versioni più improbabili di Volare

Come può suonare il classico di Domenico Modugno quando viene reinterpretato in maniera molto personale

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Nel blu dipinto di blu detiene da esattamente 60 anni l’indiscusso scettro di canzone regina della musica italiana e non potrebbe essere diversamente per quel che ha rappresentato in termini musicali (rivoluzionando l’ingessata proposta italica di allora) e di vendite in tutto il mondo.

Un fascino che dal 1958 procede ancora oggi immutato perché, a dispetto del trascorrere degli anni e del passare delle mode, Franco MigliacciDomenico Modugno hanno concepito una canzone dal fascino unico e irripetibile: basta semplicemente guardare lo stesso Modugno interpretarla per essere rapiti dal vento e cominciare a volare.

Come ogni canzone regina che si rispetti ovviamente (ahimé) una miriade di artisti (italiani e non, famosi e sconosciuti) si sono cimentati nel celebre «volareeeee ohh ohh», anche se di regola con risultati ben al di sotto ora delle attese e ora della decenza, perché una cosa è cantare sotto la doccia o sul pullman al ritorno dalla gita con l’ACR e una cosa é farlo in sala di incisione o durante uno spettacolo. Vogliamo dunque offrirvi una carrellata estemporanea delle 10 interpretazioni più improbabili con tanto di premio ad hoc per l’interprete.

10
Premio minotauro: Al Bano Carrisi (1999)

Aggirandoci col nostro filo di Arianna in questo labirinto di orrori, il ruolo di mostro mitologico non può che prevedibilmente essere affidato ad Al Bano Carrisi: l’uomo metà cantante e metà agricoltore. Su questa creatura (parliamo ovviamente di the voice from Cellino San Marco) tutto si è già detto e già ci si è chiesti che cosa scatti nella testa di un cantante che, superati certi traguardi, ritenga suo dovere svillaneggiare qualunque cosa (sacro e profano che sia). L’ascolto della sua versione reggaeggiante a noi tanto cara con acuti annessi e rapper caraibico d’ordinanza può essere introdotta e condotta solo da un mesto silenzio, mentre il nostro se la canta e se la balla in compagnia della scuola di ballo della terza età in qualche masseria del Salento.

9
Premio trenino: Gipsy Kings (1989)

Vera iattura delle serate disco da oltre vent’anni sono i Gipsy Kings, che negli anni ‘80 hanno avuto la “stupenda” trovata di rivisitare in chiave flamenco il brano di Domenico Modugno, tiranneggiando da allora qualsiasi serata perché, inutile starci a girare, da carnevale a Capodanno alle feste di compleanno ha sempre visto tutti ballare e cantare (tendenzialmente col bicchiere in mano, perché da sobri sarebbe impossibile farsi coinvolgere da tanta bruttezza) sulle note della loro canzone.

8
Premio consigli per gli acquisti: Raffaella Carrà (1980)

Con certa sorpresa anche Raffaella Carrà nel 1980, con la scusa della sigla per il programma televisivo Millemilioni, si è cimentata nella sua versione, ovviamente danzereccia, del classico di Modugno. Qui è tutto un tripudio di percussioni, archi groove discomusic, con tanto di corpo di ballo, abiti sgargianti e anche dislocate. Col senno di poi (e il timore di restare a terra), lascia vagamente perplessi l’idea di fondo, dato che la Raffa nazionale interpreta alla lettera il messaggio della canzone: se Modugno volava sospinto dal vento, lei vola in business class con Alitalia in un poderoso spot per la compagnia di bandiera!

7
Premio sciagura: MusicaItalia per l’Etiopia (1985)

A metà anni ’80, di fronte al dramma che si sta consumando in Etiopia, Gran Bretagna e Irlanda con la Band Aid ci regalano Do They Know It’s Christmas? e gli Stati Uniti rispondono l’anno successivo con la storica We Are the World. L’orgoglio italico reagisce come meglio può, sfoderando il supergruppo MusicaItalia per l’Etiopia, megaraccolta di artisti tra cui Giuni Russo, Banco del Mutuo Soccorso, Loredana Bertè, Angelo Branduardi, Lucio Dalla, Vasco Rossi, Gianna Nannini, Milva, Fabrizio De André, Enrico Ruggeri e Patty Pravo (con Domenico Modugno che se ne tiene ben distante) nella più improbabile versione del brano. Quindi, su base da pianolina delle scuole medie, fiato alle trombe e tutti a cantare a squarciagola con un risultato semplicemente delizioso. Paradossalmente, si riuscì poi a fare peggio del peggio con il video che a suo modo merita comunque attenzione per almeno tre motivi: De André, notoriamente schivo, decide di buttarla sul ridere e Branduardi cerca di dare un senso al tutto, mentre Vasco pare in preda a visioni mistiche.

6
Premio sinergia: Ro.Bo.T. (1985)

Nel 1985 Rosanna Fratello, Bobby Solo e Little Tony uniscono le forze per creare il progetto Ro.Bo.T.; una sorta di Cerbero della musica pop italiana che si abbatte sulla storia della canzonetta di casa nostra con una furia cieca. Nel loro primo album decidono di omaggiare il Festival di Sanremo ed è subito pianobar per la bocciofila di Marina di Ginosa. Nella loro versione spicca il gloglottio di Bobby Solo che accompagna la voce felpata di Little Tony, mentre Rosanna Fratello cerca d’impersonare la femme fatale, ma è il ritornelo a tre voci a rendere davvero memorabile la loro versione.

5
Premio ironia: David Bowie (1986)

Il 1986 è un periodo di grandi cambiamenti storici e sociali ma un motivo vero per questa cover non c’è. David Bowie passava un periodo un po’ confuso e incerto su quale direzione musicale intraprendere, quindi per la sonora di Absolute Beginners non si fa troppe domande e accetta di reinterpretare il classico della musica italiana regalandoci una cover simpatica, un po’ jingle pubblicitario, un po’ segreteria telefonica del numero verde con tanto di accento a caso.

4
Premio sottobosco: Io e i Gomma Gommas (2008)

Quando si dice che Nel blu dipinto di blu è una canzone davvero cantata da tutti non si scherza. Un po’ in rappresentanza di tutti gli esponenti dei vari sottoboschi musicali, ecco Io e i Gomma Gommas, una band marchigiana che riarrangia dal 2002 vecchie canzoni italiane in stile punk rock; vi ricorda qualcosa? Sì avete capito bene, sono praticamente la versione italiana dei Me First and the Gimme Gimmes, loro palese fonte d’ispirazione a partire dal nome, un divertente super gruppo punk statunitense nato a metà anni ’90 con un repertorio fatto esclusivamente di cover di brani anni ’60 e ’70. Spesso il gioco funziona, purtroppo per il classico modugnano il risultato non pare esattamente memorabile.

3
Premio fastidio: Gianna Nannini (2011)

La maternità in età molto avanzata ha evidentemente avuto effetti devastanti su Gianna Nannini che, con la scusa di cantare Nel blu dipinto di blu alla sua bambina appena nata, svillaneggia come raramente è capitato il brano di Modugno, qui trasformato inizialmente in una specie di ninna nanna, ma siccome siamo rocker, rapidamente entrano chitarre elettriche e urlacci buttati lì a caso fino a un finale traboccante con tanto di coro e orchestra. Fastidiosa e nulla più.

2
Premio dasvidania tovarish: Maximilian Hikhinashvili (2016)

Eh sì, tutti e proprio tutti han cantato questo brano, anche fuor dai nostri confini. Artisti di fama e altri alla fame, famosi e debuttanti come Maximilian Hikhinashvili, l’insopportabile ragazzetto sovietico che sembra uscito da qualche spettacolone baudesco di un tempo, qui a cantarsela a The Voice Kids Russia del 2016 tutto gasato con pubblico in delirio… che dire…

1
Premio umiltà: Mina (2001)

Dopo ampio girovagare e dopo aver passato in rassegna svariate versioni e poste da parte le varie bruttezze (come non citare le apocalittiche urla de Il volo), ha sorpreso che tra i grandi, ma grandi davvero, ben pochi si siano cimentati in questo brano. Ecco perché quindi merita a suo modo un plauso la versione di Mina, che pure è una che può cantare ed ha cantato qualsiasi cosa, ma è anche l’unica ad aver capito che non era necessario sgolarsi per tutto il ritornello, ma chiudere gli occhi, accennare con fare sognante le strofe iniziali e spiccare il volo… E tacere.

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5 COMMENTI

  1. si ok Mina canta poco…ma umiltà non direi. In quei 90 secondi gli parte la tonsilla sinistra, il vilupendolo e la glottide; roa da chiamare d’urgenza l’intero reparto otorinolaringoiatrico del policlinico Gemelli.

  2. Non so come abbia fatto a sfuggirvi, ma il cosacchetto non canta in russo, ma in spagnolo (anzi, mi pare che riprenda proprio la versione dei Gipsy Kings).

  3. Nooo non avete messo la epica versione italo-giappo-heavy metal suonata dagli Elio e le Storie Tese in Giappone con cantante locale nei primi anni ’90.
    Ho aperto l’articolo sicuro di trovarla nella classifica 🙁

    • In effetti hai ragione. Magari la inseriamo quando troviamo un attimo per aggiornare l’articolo

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