Cristina D'Avena Duets Tutti Cantano CristinaSuperati i 50 Cristina D’Avena ha deciso di diventare grande e di cercare di trasformarsi in una cantante di musica per adulti, non più solo la signora delle sigle dei cartoni animati, così dopo ben 35 anni con la RTI Music (già Five Record del gruppo Fininvest/Mediaset), nel 2017 passa alla Warner Music.

Non un semplice cambio di etichetta discografica, ma una svolta nella carriera di Cristina D’Avena, che così non può più sfruttare le sigle che la resero celebre e ricca, o meglio lo potrà fare ma con guadagni infinitamente ridotti visto che dovrà pagare la sua vecchia casa discografica per usare i brani. Considerando che il mondo delle sigle dei nuovi cartoni animati non è minimamente paragonabile a quello degli anni ’80 e ’90, pare chiaro che l’ingaggio di Cristina D’Avena sia stato fatto per lanciarla  tra le voci del pop adulto.

“Duets: Tutti cantano Cristina” è dunque un male necessario per la nuova casa discografica visto che gran parte dei profitti andranno alla RTI Music, una strategia di marketing per far accettare all’opinione pubblica la “nuova” Cristina D’Avena nel mondo musicale che non sia quello dei più piccoli, visto che la crème della musica che vende oggi sgomita per cantare le sigle dei suoi brani più famosi. Il prossimo passo sarà, quindi, quello di un disco  di pop adulto magari trainato da un brano presentato in gara al Festival di Sanremo.

Il successo immediato di questa raccolta di duetti schizzata immediatamente in cima alle classifiche di vendita non è certo sorprendente, visto che la cantante bolognese non riempirà gli stadi ma ha un suo pubblico fedelissimo e trasversale di 30-45enni, che va da Bolzano a Lampedusa.

“Duets: Tutti cantano Cristina” rappresenta il compendio dei suoi ultimi 20 anni di carriera passati tra nostalgia e revival. Dietro una copertina da catologo OVS autunno-inverno una photoshoppatissima Cristina D’Avena cela una lunghissima lista di special guest, che a parte Loredana Bertè tanto special poi non sono, piuttosto vediamo una collezione di figurine da talent show presi da Amici di Maria De Filippi e X Factor con tanto di giudici annessi (Arisa, l’immancabile J-Ax ed Elio). Ora capiamo perché Jovanotti, Laura Pausini, Fiorella Mannoia e Renato Zero, apparentemente contattati per partecipare al progetto, abbiano preferito declinare con eleganza. Curioso notare anche l’assenza dei Gem Boy con cui ha calcato i palchi di tutta Italia negli ultimi 10 anni, ma probabilmente non abbastanza cool o non abbastanza amici per comparire nel suo album, nemmeno in una bonus track.

Cristina D'Avena Duets Tutti Cantano Cristina Loredana Bertè
Cristina D’Avena con Loredana Bertè

Inutile parlare del disco e delle canzoni perché sarebbe come parlare delle tagliatelle al ragù che cucinava la nonna: semplicemente non si possono dare dei voti ai sentimenti. Non perché siamo nostalgicamente attaccatti a queste canzoni, ma semplicemente perché le prime note di “Pollon, Pollon combinaguai” ci riportano volente o nolente a quei lontani pomeriggi quando, dopo i compiti, si guardava Bim Bum Bam sorseggiando il Billy e mangiando pane e Nutella che ci preparava la mamma.

Tolta questa patina da souvenir di una spensierata giovinezza che fu, ci si accorge rapidamente che l’unica cosa salvabile di questi sedici brani è “Occhi di gatto” con una Loredana Bertè magificamente psicotica, peccato solo che il sax sia stato sostituito da bruttissimi suoni di sintetizzatore.

E purtroppo è proprio il nostro amato sassofono la vittima sacrificale di questa forzata chirurgia estetica: “È quasi magia, Johnny!” in accoppiata con i La Rua è abominevole, non solo privata del celeberrimo inciso di sax ma anche castrata da una dinamica totalmente assente, idem per “Siamo fatti così” pessimamente riarrangiato con delle basi MIDI e con Elio che non solo non riesce a scoprire a cosa serve la milza, ma pensa bene di mandare in vacca il tutto con un’interpretazione volutamente sopra le righe e particolarmente fastidiosa.

In questo mare di grigia inutilità spicca come del vomito in piscina la nuova versione rap di “Kiss Me Licia” con Baby K che non ha nessuna giustificazione e nessun motivo di essere. L’unica spiegazione a tutto ciò è che in questo modo gli altri 15 brani sembrano meravigliosi.

Ma in fondo chi se ne frega, in questo no future contemporaneo tra guerre, disoccupazione, disastri ambientali, attentati e iPhone sempre più cari la gente ha bisogno di nutrirsi di rassicurante nostalgia e che cosa c’è di meglio della voce materna di Cristina D’Avena?

Tracklist:
01. Pollon, Pollon combinaguai (feat. J-Ax)
02. Nanà Supergirl (feat. Giusy Ferreri)
03. L’incantevole Creamy (feat. Francesca Michielin)
04. Occhi di gatto (feat. Loredana Bertè)
05. Kiss Me Licia (feat. Baby K)
06. Magica, magica Emi (feat. Arisa)
07. Mila e Shiro due cuori nella pallavolo (feat. Annalisa)
08. Jem (feat. Emma Marrone)
09. I Puffi sanno (feat. Michele Bravi)
10. Siamo fatti così (feat. Elio)
11. E’ quasi magia, Johnny! (feat. La Rua)
12. Una spada per Lady Oscar (feat. Noemi)
13. Che campioni Holly e Benji (feat. Benji & Fede)
14. Sailor Moon (feat. Chiara)
15. Piccoli problemi di cuore (feat. Ermal Meta)
16. All’arrembaggio! (feat. Alessio Bernabei)

9 Commenti

  1. Vi ricordate quando ‘Cuore’ lanciò una cassetta accreditata ad una fantomatica ‘Cristina Da Vena’? Ecco, ora la realtà supera abbondantemente la finzione, ahinoi….

  2. “Curioso notare anche l’assenza dei Gem Boy con cui ha calcato i palchi di tutta Italia negli ultimi 10 anni, ma probabilmente non abbastanza cool o non abbastanza amici per comparire nel suo album,nemmeno in una bonus track”.

    Non sono mai riuscito a capire come possano aver avuto tale successo i Gem Boy. Anch’io mi divertivo a storpiare i testi delle canzoni con contenuti idioti e parolacce. Pero’ avevo 14 anni, poi ho smesso.

    • Probabilmente se ne vergogna pure Cristina D’Avena, ma poi ai suoi concerti non dicono nemmeno le parolacce quindi hanno ancora meno senso, ma alla gente piacciono.

      • Vikk, ho come l’impressione che, su queste pagine, i Gem Boy non verranno mai trattati (e, per quanto mi riguarda, non ne sentirò la mancanza).

  3. Mia nonna era una vecchia comunista anticlericale che non sapeva cucinare.
    I miei ricordi del pranzo di Natale sono che per la fame mi facevo un panino alle 4 di pomeriggio dopo aver spilluzzicato roba dalle vaschette prese alla gastronomia.
    Che grande donna!

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