Laura Pausini Laura Xmas laura navidedTutti abbiamo un sogno nel cassetto e quello di Laura Pausini era di incidere un disco natalizio. Contenta lei contenti tutti.

Da quanto dice lei stessa ci sono voluti oltre qundici anni di pressioni sulla sua casa discografica per farle pubblicare questo album tanto desiderato e per la cantante italiana oggi più famosa del mondo le cose sono state fatte davvero in grande; per essere sicuri che questa strenna accontenti tutti ma proprio tutti vengono rilasciate ben tre versioni del disco: “Laura Xmas” in inglese per il mercato internazionale, una versione speciale per quello francofono con la versione francese di “White Christmas” (che diventa “Noël Blanc”), e “Laura Navidad” per il pubblico sudamericano e ispanico. Strano che non abbiano pensato al mercato cinese, ma si sa quelli sono un popolo senza Dio.

Cosa avrà quindi combinato l’inarrestabile Laura Pausini? Un disco di pop contemporaneo come Mariah Carey o una cosa più classica alla Michael Bublé? Avrà preso qualche rischio o si sarà buttata sul sicuro?

Basta guardare la copertina per capire che questo “Laura Xmas” è più classico e tradizionale del pandoro alla fine del cenone di Natale: Laura sembra un incrocio tra Cappuccetto Rosso in versione MILF e un elfo vestito per una serata di gala, in un luccichio di neve photoshoppata. Novella fatina natalizia la nostra viene presa per mano da Patrick Williams, uno dei pesi massimi viventi della musica jazz e swing e compositore di una tonnellata di colonne sonore, che l’accompagna delicatamente nelle 12 tracce del disco con la sua big band.

Ecco che dalle primissime note di “It’s Beginning to Look a Lot Like Christmas” veniamo trasportati nel mondo fiabesco di qualche film di Walt Disney e se non avete problemi di glicemia alta la versione vellutata e ricoperta di zucchero a velo di Laura Pausini non è niente male. Purtroppo ci sono altre undici canzoni prima di arrivare alla fine e qui cominciano i problemi, o meglio la noia: “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!”, “Santa Claus Is Coming To Town”, “Jingle Bell Rock” o “Jingle Bells” sono formalmente ineccepibili ma sono anonime come un calzino bianco, nel senso che potrebbero essere versioni swing prese da un qualsiasi disco di Natale, di un qualsiasi cantante, pubblicato negli ultimi 60 anni. Stesso discorso per le ballate “Have Yourself a Merry Little Christmas” e “White Christmas” che sono esercizi di stile fini a sé stessi, davvero ottimi per addormentarsi davanti al camino in una fredda domenica di dicembre.

Laura Pausini Laura Xmas laura navided
Laura Pausini in versione natalizia

La seconda metà dell’album è invece un tragico mix di stili: la solita “Happy Xmas (War Is Over)” (la canzone più odiosa al mondo dopo “We Are The World”) in una versione ad altissimo tasso di melodramma, l’immancabile swing latino di “Feliz Navidad”, il gospel di “Oh Happy Day” vero come la cioccolata di Modica fatta in Cina e infine i canti religiosi “Astro del ciel” e “Adeste Fideles” (stranamente non nella versione inglese) riproposti senza un pizzico di personalità, tanto che ascoltare la versione di Giuni Russo proprio di “Adeste Fideles” fa sembrare la superstar di Faenza una normalissima cantante da coro della domenica.

Non contenti ci siamo sciroppati anche “Laura Navidad” per non farci mancare proprio nulla. Sfortunatamente anche qui siamo rimasti in un certo senso delusi perché solo 4 canzoni vengono “ispanicizzate” e onestamente ascoltare “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!” che diventa “Va a Nevar” fa abbastanza male alle orecchie.

Il vero problema di “Laura Xmas” è che suona palesemente costruito a tavolino per cercare di piacere a tutti, giovani, vecchi, uomini, donne, bambini, cani e gatti, esattamente come il panettone senza canditi. Indubbiamente quel retrogusto da ricerca di marketing è davvero troppo forte per poter apprezzare un prodotto senza inventiva, senza rischi, senza personalità. Se cercate un ottimo sottofondo per la vostra cena di Natale questo fa al caso vostro. Se invece volete un disco natalizio fresco, creativo e che stimoli il cervello comprate a occhi chiusi “A Christmas Cornucopia” di Annie Lennox.

Tracklist di Laura Xmas:
01. It’s Beginning to Look a Lot Like Christmas
02. Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!
03. Santa Claus Is Coming To Town
04. Jingle Bell Rock
05. Have Yourself a Merry Little Christmas
06. Jingle Bells
07. White Christmas*
08. Happy Xmas (War Is Over)
09. Feliz Navidad
10. Adeste Fideles
11. Oh Happy Day
12. Astro Del Ciel

* “Noël Blanc” nella versione per il mercato canadese e francese

Tracklist di Laura Navided:
01. It’s Beginning to Look a Lot Like Christmas
02. Va a Nevar
03. Santa Claus Llegó a la Ciudad
04. Jingle Bell Rock
05. Have Yourself a Merry Little Christmas
06. Jingle Bells
07. Bianca Navidad
08. Happy Xmas (War Is Over)
09. Feliz Navidad
10. Adeste Fideles
11. Oh Happy Day
12. Noche de Paz

8 COMMENTI

  1. Ringrazio questo articolo per avermi fatto ascoltare una bellissima interpretazione di Giuni Russo che non conoscevo. 🙂

  2. Ma di solito le recensioni non analizzano il PERCHÉ un album dovrebbe essere bello o no? Il riassunto di questa è: “L’album è brutto perché sì”. Insomma, la classica recensione da anti.

    • Questa non è una recensione ma un parere.

      Non ho nulla contro la Pausini che mi sta pure simpatica, lei fa la sua musica che io però non compro perchè non mi piace. L’articolo spiega cosa ci piace e cosa non ci piace del disco e di tutta questa operazione natalizia.

  3. Si un album classico e straclassico. Ma piacevole e musicalmente ben fatto e ben cantato. E’ quello che voleva ed è quello che infondo ci si aspetta da Laura Pausini,.
    Per cui in questi termini lo consiglio, è un bel disco.
    PS, mi sono ascoltato anche quello di Annie Lennox e francamente mi fa schifo.
    freddo con la solita interpretazione “di plastica” e mai veramente da anima “soul”, che vuole essere “per forza” diverso nell’espressione vocale calcata fino a diventare fastidiosa e da non evocare niente che riguardi il tema (il natale)

  4. Bravo Vikk, finalmente qualcuno che dice le cose come stanno. Io adoro la Pausini, ma questo album natalizio è uno strazio, perfetto per addormentarsi davanti al camino. Nonostante lo zampino di Patrick Williams è un prodotto confezionato a tavolino, senza anima e purtroppo si sente…
    Ho iniziato a seguire il tuo sito da poco e apprezzo molto le tue recensioni. I miei complimenti e Buon Anno!

  5. Ho provato a sentire fino in fondo ‘Santa Claus Is Coming To Town’ ma non ce l’ho fatta: Laura Pausetta ha swing quanto un panino al formaggio, e la sua versione imbambolata mi ha fatto rimpiangere quella in stile New Orleans R’n’B di Pat Boone- giuro, molto bella: eccola qui https://www.youtube.com/watch?v=XBlMqcvN7rU – e quella strumentale del pianista Paul Bley con due signori alla ritmica che si chiamano Charles Mingus e Art Blakey, mica ceci! Un ultimo dettaglio: ma il mantello rosso che vola sulla copertina fa così per il vento o perché Laura Pausetta si è appena strafogata di fagioli all’occhio?

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