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Livia Satriano – Gli altri ottanta. Racconti dalla galassia post-punk italiana (2014, libro)

Ammaliante, divertente e malinconico, perfetto per capire come i suoni, le influenze e lo stile di quei generi nati nell'Inghilterra da poco funestata dal punk, vennero percepiti ed assimilati anche nel nostro paese.

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Livia Satriano Gli altri ottanta Racconti dalla galassia post-punk italianaGli altri ottanta. Racconti della galassia post-punk italiana è un libro che andrebbe consigliato a due precise categorie di persone: a chi di quella scena italiana vuole saperne di più e a tutti coloro che credono che gli anni ’80 siano stati solamente un enorme buco nero della nostra società, attraverso un vertiginoso crollo dei valori, lasciando il posto alla superficialità, a un ottimismo eccessivo, al culto del divertimento sfrenato, alla cultura yuppie e al mito della carriera, alla musica totalmente commerciale fatta di dance e synth-pop (che però ha prodotto anche delle grandissime cose).

Sì, gli anni’80 sono stati anche questo, ma non solo. Anzi, proprio a causa di queste realtà si svilupparono in campo artistico, specialmente musicale, soluzioni alternative, diversi punti di vista, altri modi di pensare, che raggruppassero sotto la loro bandiera tutti coloro che di quel mondo fatto di apparenza e luci scintillanti non volevano farne parte.

Il punto di partenza di questa diversità ci aveva già pensato il punk nella seconda metà degli anni ’70 ad innescarlo, tuttavia in Italia arrivò in modo strano, attraverso nozioni confuse e spesso folcloristiche. Andò meglio invece con altri generi a loro modo figli del punk: il dark (che nel resto del mondo va sotto il nome di goth rock), il post punk e la new wave. Questi ultimi due vengono spesso confusi tra di loro ma hanno una caratteristica che li distingue l’uno dall’altro: il primo è dedito alla sperimentazione sonora, mentre il secondo ha sonorità prettamente più commerciali.

Gli altri ottanta. non è il classico saggio, ma una raccolta di racconti, un viaggio lungo quegli anni, quell’ambiente e quei generi traboccanti di novità e creatività attraverso gli occhi di 14 protagonisti della scena musicale di allora, di cui alcuni ancora in attività.

Litfiba e Diaframma anni 80
I Litfiba e i Diaframma negli anni ’80

Tutte le testimonianze trasudano interesse e scorrono veloci nella lettura, vuoi per la fluidità dei racconti e vuoi perché narrano di un mondo musicale così ricco di aneddoti da restarne ammaliati. In più, ognuno degli interpellati è un nome degno di nota nella storia della musica alternativa italiana, chi più chi meno: si passa da Johnny Grieco (ex cantante dei Dirty Actions) al compianto ed indimenticabile Freak Antoni (a cui viene dedicato il libro), da Andrea Chimenti (ex frontman dei Moda, gruppo cult della scena fiorentina negli anni ’80), a Christina Moser che, assieme allo scomparso Maurizio Arcieri, era la seconda metà del duo Krisma e tanti altri, in un crogiolo di nomi e volti che toccano più realtà possibili, dalla Bologna di Giorgio Lavagna (ex voce dei Gaznevada) alla Firenze di Marcello Michelotti (voce e tastierista dei Neon) passando per la Pordenone di Phabio Zigante (tra i fondatori del movimento chiamato Great Complotto) e via dicendo.

Tra tutti spiccano in particolare tre bellissime testimonianze che appartengono all’ex chitarrista di CCCP Fedeli Alla Linea e CSI Massimo Zamboni, al chitarrista dei Diaframma Federico Fiumani e a Fausto “Faust’O” Rossi, uno dei personaggi più eclettici e particolari della nostra scena rock e cantautoriale alternativa.

CCCP fedeli alla linea
I CCCP Fedeli Alla Linea

Gli altri ottanta. Racconti della galassia post-punk italiana è quindi un libro ammaliante, divertente in certi punti e malinconico in altri, perfetto per capire una realtà tutta locale, dove i suoni, le influenze e lo stile di quei generi nati nell’Inghilterra da poco funestata dal punk, vennero percepiti ed assimilati anche nel nostro paese a nostro modo. E se è vero che in diversi casi le influenze non permettevano la realizzazione di prodotti con una loro caratterizzazione specifica ma si rifacevano, a volte anche troppo sfacciatamente, ad una storia ed a sonorità che, in fin dei conti, non ci apparteneva… beh, pazienza. Avremmo perso grandi capolavori che hanno costellato il panorama del rock alternativo italiano e che continuano ancora, a distanza di trent’anni, ad essere influenti.

Provare per credere.

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