Stella MonelloGianni Greco è già stato celebrato diverse volte su queste pagine, prima come precursore di Povia quando nel 1981 incise Tommi, un singolo su un omosessuale che si redime (cavalcando il trend “travestitismo” che andava di moda in quegli anni), poi come alfiere del lesbo (o magari del threesome) con la scatenata Donna più donna, per chiudere la sua personale trilogia della sessualità con l’incredibile L’elefante gay eseguita dalla piccola Erika Mannelli all’Ambrogino d’Oro del 1984, trasformando un brano probabilmente nato per pura provocazione in un inno della cultura omosessuale in Italia.

Nel frattempo, mentre lavorava per diverse televisioni e radio locali col soprannome de Il G, il nostro ebbe l’occasione di scrivere in qualità di autore un altro memorabile brano dal titolo Tu mi vai, canzone per una misteriosa cantante dall’emblematico nome di Stella Monello.

A quanto pare, secondo Gianni Greco stesso, Stella Monello non era altro che una collega della radio in cui lavorava, «del tutto stonata» e con «un nome impronunciabile». La canzone diventa quindi l’ulteriore prova del valore compositivo musicale di Greco, che chiude idealmente il cerchio delle tematiche a sfondo sessuale, sfornando un brano pop sbarazzino dal testo curioso e provocatorio con un sottile gioco di parole (chi sarebbe il misterioso Pietro dell’acronimo?) che per qualche motivo a noi ignoto non è mai divenuto un tormentone.

Immaginate un alfabeto erotico, un “lettera per lettera” dai riferimenti a volte incomprensibili, a volte sin troppo comprensibili: «Dove nascono i miei sogni porno made in Italy», «Dove trovi una sgualdrina più carina di così», «Un po’ sadico un po’ porco ma tant’è». Il brano era destinato a divenire un cult tanto da essere usato come sigla per il programma dell’altrettanto leggendario conduttore televisivo partenopeo Gennaro D’Auria Arte Divinatoria.

La canzone ebbe anche una specie di cover francese eseguita dal cantante Valerio ma il brano originale ritornò a far parlare di sé nel nostro paese quando in occasione dell’ipotetico omaggio (o plagio?) che ne fece Renato Zero per la musica del brano Pizza & rock and roll del 1986 contenuto nell’album Soggetti smarriti.

Il lato B, Uomo più me, è un’altra perla che sebbene nel titolo sembri richiamare la già citata Donna più donna è in realtà un brano più dolce e delicato, privo di altrettanta malizia ma pieno anch’esso di giochi di parole e dall’imperdibile testo pazzerello e rocambolesco.

Ancora una volta il nostro amato Gianni Greco non si smentisce come autore pop elegantemente provocatorio e decisamente avanti coi tempi.

Tu Mi Vai

Sono tanto tanto P
ogni volta che ti ho qui
e mi guardi con lo sguardo di chi sa che dirò sì

Sono tanto tanto I
Se ti guardo proprio lì
Dove nascono i miei sogni porno made in Italy

Sono tanto tanto E
Quando fra le mani ho te
E conduco la tua voglia proprio dove piace a me

Sono tanto tanto T
Quando sei sull’orlo di…
Dove trovi una sgualdrina più carina di così

Dammi un R e troverai
Quello che non trovi mai

Dammi subito una O
E il tuo nome griderò

E veramente tu mi vai
Stampigliato sui miei sensi a fuoco stai
Ho capito la tua personalità
Ami esclusivamente chi ti dà
E per questo che mi va

Con te ci sto
Proprio perché non so dirti mai di no
Un po’ sadico un po’ porco ma tant’è
Sei letteralemte tu che fai per me
Non ti mollo sto con te

E tu mi vai…
E tu mi vai…
E tu mi vai…
E tu mi vai…

Sono tanto tanto P
quando suono il flauto in Mi
E ti accordo le tue corde cala il La ma cresce il Si

Sono tanto tanto I
Mentre penso a non so chi
Ma cinguetto sui tuoi fianchi proprio come un colibrì

Sono tanto tanto E
Quando aspiro un po’ cioè
E ti insegno un bocca a bocca non fidarti mai di me

Sono tanto tanto T
Quando conto one two three
Prima della tua partenza verso un mono tres jolie

Dammi una R e proverai
quello che non provi mai

Dammi subito una O
e il tuo nome griderò

E veramente tu mi vai
Stampigliato sui miei sensi a fuoco stai
Ho capito la tua personalità
Ami eslusivamente chi ti dà
E per questo che mi va

Con te ci sto
Proprio perché non so dirti mai di no
Un po’ sadico un po’ porco ma tant’è
Sei letteralemte tu che fai per me
Non ti mollo sto con te

E tu mi vai…
E tu mi vai…
E tu mi vai…
E tu mi vai…

Uomo Più Me

Uomo, da te
Dimmi com’è
Due meno tre
Zero virgola cioé
Non ce la fai
Non vinci mai
Giochi ma poi
Perdi sempre per un “noi”
Ma che fa se nel letto un’altra donna
Non ce l’hai dentro la tua fantasia
Dove va
La tua mano a notte fonda
Cerca in te spazi di follia
E così scatta inaspettatamente in te
In un click la tua voglia di stare con me

Donna da me
Donna perché
Coltivo te
Nel mio orto e nel mio te
Nel cuore stai
Nel letto mai
Anima mia
Metà tu, metà poesia
Scaldo un po’
L’altra piazza del mio orgoglio
Così tu, freddo al tuo non sentirai
Nascerò sul tuo petto quadrifoglio
So che tu non ne hai colti mai
Coglierai fiori e frutti senza limiti
Ma ora dai,
Scriviamoci addosso due “Sì”

Uomo più me
Donna più te
Due più cioé
Zero virgola non è
Ora sei qui
Resta così
Io ti do me
E se prendo, prendo te
Io più te
Tra le pieghe della bocca
Tu più me
Tra ritagli di occhi blu
Su di te
La mia pelle ora albiccocca
Su di me, chi ti ferma più?

E tra noi
Quanto tempo inutile passò,
Ma se vuoi
Con te ne recupero un po’.

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