Sheila & Kiki Spalmami la crema
Sheila & Kiki

Sheila & Kiki, le casalinghe della musica italiana

Sheila & Kiki Spalmami la cremaLa lotta all’ultimo sangue per accaparrarsi la palla di tormentone estivo ormai non si gioca solamente nei piani alti delle major discografiche, ma ci provano anche le produzioni indipendenti sfruttando la carta degli artisti sconosciuti.

Oggi vi presentiamo Sheila & Kiki, che si propongono come due cameriere di un locale sulla Costa Adriatica con dei nomi da barboncino.

Chiaramente con la musica hanno poco o nulla a che spartire, se non una malcelata passione per il canto. Insomma il solito hobby che tale sarebbe dovuto rimanere.

Le loro note biografiche sono scarse ma accattivanti quanto potrebbe essere una chiaccherata con Miss Italia.

Sheila: ama gli animali, canta sempre quando fa la doccia, in auto è veloce ma prudente. Il suo portafortuna è un orsetto di peluche che si chiama “Gnagno”.

Kiki: agile e scattante, è una brava ballerina. Va pazza per il gelato alla menta. Il suo portafortuna è un tatuaggio nascosto. Molto nascosto.

Sheila & Kiki Spalmami la crema
Sheila & Kiki

Per qualche strana ragione che facciamo fatica a comprendere Sheila & Kiki sono finite in sala d’incisione con Gil Ventura a registrare un brano scritto e prodotto da Giovanni Caviezel, noto autore di musiche per bambini, che può vantare nel suo curriculum vitae un brano come La cacca.

Il risultato è Spalmami la crema, canzone chiaramente estiva e senza pretese ma, sarà per il piglio finto naïf, sarà per il ritornello da cervello spento, sarà per le vocine un po’ insignificanti e po’ stonate, sarà per la continua lotta con la metrica o per quell’insopportabile immaginario da casalinghe sempre giovani, all’ascolto è poco più di un pasticcio inclassificabile.

Una canzone che finisce per essere troppo stupida per gli adulti e troppo noiosa per i bambini, salvata mediaticamente solo dai ragazzi del Trio Medusa nel loro programma su Radio Deejay, probabilmente rimasti incantati da: «Ici bicicum pirici, acia acia cus burracia, dune vide ma te spaca, bum bum ari iuri va ca tu…»

Sheila & Kiki Slacciami il GrembiulePotrebbe bastare così, ma una seconda chance la si dà a tutti, quindi chi siamo noi per non concederla anche a Sheila & Kiki?

Le due ex (?) cameriere ritornano un anno dopo, anche se non esattamente sul luogo del delitto; sì perché le nostre, deluse dal fidanzato doppiogiochista, hanno abbandonato spiaggia e ombrellone per rifugiarsi in cucina, ma non esattamente come due classiche casalinghe di Voghera.

Se è pur vero che Sheila & Kiki dicono di essere alle prese con sfoglia e ragù non dobbiamo lasciarci ingannare: l’ambientazione familiare serve solo come chiave per aprire la porta della lussuria e precisamente dell’immaginario lesbo-erotico.

Quel loro insistente «slacciami il grembiule e poi… slacciami il grembiule e poi… slacciami il grembiule dai, altrimenti sono guai» non è un grido di tardo femminismo spicciolo per emanciparsi dai lavori domestici, né è rivolto al maschione di turno per incitarlo a prenderle sul tavolo della cucina, bensì una specie di richiamo di sirene stonate per incitare l’altra a farsi più audace e spogliarla.

A confermare la nostra chiave di lettura troviamo ammiccamenti e doppi sensi delicati e innocenti come il loro immancabile smalto rosso fuoco.

Il video poi è il non plus ultra dell’immaginario lesbo/bisex del maschio medio: due fanciulle piacenti in abiti succinti che iniziano a giocare con il cibo, per poi far finta di litigare e finire ricoperte di crema e panna, in perfetto sploshing-style (un tipo di feticismo che consiste nel ricoprire il proprio partner di cibo). Il video si ferma qui, ma a buon intenditore è facile immaginare come potrà mai proseguire.

Ah, la musica! Quasi un accidente, e potremo finirla qui, ma non lo facciamo perché ci piace infierire. Se “Spalmami la crema” era essenzialmente una canzoncina imbarazzante anche per il più infimo complesso da sagra dei ciccioli, questa Slacciami il grembiule riesce ad andare addirittura oltre; tutto merito di Giovanni Caviezel (autore di musica e testo) che riesce a partorire una delle più brutte linee melodiche del secondo dopoguerra, ingiustificabile anche per una recita di terza elementare.

A dare manforte a questo scempio ci sono Sheila & Kiki, probabilmente bravissime professioniste dietro il bancone di un bar a spillare birra e preparare piadine, ma che che come cantanti sono credibili meno di Mike Jordan come giocatore di baseball. Roba da leccarsi letteralmente le orecchie.

Sheila & Kiki feat. Gil Ventura Fa CaldoMa le avventure del duo più ruspante della Riviera Romagnola non finiscono qui. Svestiti i panni di vamp da spiaggia Sheila & Kiki tornano a indossare quelli evidentemente più confortevoli di casalinghe pin-up già viste da Slacciami il grembiule in poi. promettendo battaglia nella folta gara ad accaparrarsi il titolo di tormentone dell’estate 2016.

il singolo Fa caldo cita una nota pubblicità di thè freddo mettendo subito in chiaro il contenuto del brano.

Anche questa volta le due adorabili MILF ci accolgono in mise provocanti: vestiti rosa con maniche a sbuffo, guanti fino ai gomiti, grembiuli bianchi, cuffiette in testa e immancabili trampoloni fiorati ai piedi che farebbero la gioia dei feticisti di mezzo mondo. In queste vesti, le due morettine tutto pepe e ciccioli si lagnano della calura estiva che caratterizza il globo intero: Kingston, Hong Kong, New York, Tokyo, Mosca, Formentera e probabilmente Sant’Arcangelo di Romagna vista la portata locale del pezzo.

Una strofa in cui vengono elencati svariati lavori a mo’ di mansionario CGIL, rappata in stile sigla di Willy il Principe di Bel Air con l’aggravante di essere palesemente fuori tempo e con un’espressività pari a quella di una foca monaca. Un inquietante aleggiare di sonorità bambinesche miste ad ammiccamenti sessuali regalatici dalla penna di Giovanni Caviezel che ben sappiamo essere il burattinaio del dinamico duo.

Un ritornello a due voci in cui prevale un acuto femminile che vorrebbe imitare In alto mare di Loredana Bertè ma al massimo si avvicina allo stridore di una mamma isterica in spiaggia a Pinarella di Cervia e, dulcis in fundo, il contributo musicale della buon’anima di Gil Ventura, noto e compianto sassofonista, che qui interpreta il ruolo di “ma chi me l’ha fatto fare”.

Ma che caldo fa!
E’ un marchio arroventato,
E’ un’estate a perdifiato!
Ma che caldo fa!
Respiro tutto il pezzo,
un’estate a tutto sesso.

Ad accompagnare il brano un video a metà tra una produzione amatoriale un po’ osé e un casereccio slide show da fotoreportage nostrano, in cui le due housemaid sexy vengono immortalate nell’atto di fare le pulizie all’interno di un appartamento dal tristissimo pavimento in marmo beige come solo negli anni ’80 poteva andare di moda.

Pur apprezzando le pose conturbanti non possiamo non esimerci dal notare come Sheila & Kiki appaiano sicuramente più caste rispetto ai fasti del passato, segno forse questo di una maturità artistica ormai raggiunta, ma che lascia all’intero videoclip un’aura “tristanzuola” da “vorrei ma non posso”.

La cosa più triste, forse, è che questa Fa caldo, nata col proposito di divenire un tormentone da spiaggia, di estate non evochi proprio nulla: sarà per l’ambientazione casalinga, per le sonorità infantili, per gli abiti troppo castigati (suvvia, in un pezzo da spiaggia vogliamo vedere perlomeno gente in costume!) o per i continui – troppi – rimandi alla sfera professionale.

La canzone è  talmente banale da non risultare memorabile neppure per gli amanti del brutto, troppo moscia per passare nelle discoteche e troppo anonima anche come sigla di qualche programma televisivo di una TV locale. Una riprova sono le nemmeno 1000 visualizzazioni in più di un anno dalla pubblicazione, anche a dispetto dell’oggettiva attrattività delle due morettine romagnole: in tempi in cui l’edonismo sulla rete viaggia a velocità maggiore di quella della luce questo è di sicuro un dato rimarcabile.

A completamento dei tre singoli che vi abbiamo qui raccontato, Sheila & Kiki hanno pubblicato tra il 2009 e il 2016 ben 4 dischi, una raccolta e 9 singoli, tutti purtroppo impossibili da salvare, ad eccezione dell’ultima uscita Agrigento che ha un sound e un arrangiamento talmente sghembi da rendere il brano irresistibilmente bello, un vero esempio di outsider music americana, ma in Italia. Per questo motivo abbiamo deciso di inserire Agrigento nel podcast Nascostify, le perle nascoste della musica italiana su Spotify, che potete ascoltare qui.

Rimaniamo tuttavia fiduciosi in un ritorno di Sheila e Kiki: di sicuro un posto nel cuore degli orrori per loro sarà sempre disponibile!