Home VIP Canterini Ruud Gullit - Discografia

Ruud Gullit – Discografia

Un calciatore canterino contro l'apartheid in Sudafrica

-

Ruud Gullit DiscografiaA cavallo tra gli anni ’80 e ’90 Ruud Gullit è stato una vera e propria icona del calcio e non solo. Giocatore dalle doti atletiche strepitose, vincitore di un Pallone d’Oro e di una caterva di premi con l’A.C. Milan, ma soprattutto dotato di una simpatia immediata e di un’immagine subito riconoscibile per via dei lunghi dreadlock e di un bel paio di baffi che seppure fuori tempo massimo, nel mondo del pallone avevano non pochi estimatori.

In aggiunta a tutto questo il “tulipano nero” può bullarsi di essere stato uno dei pochi calciatori capace di fare goal anche nella hit parade all’apice della sua fama con il singolo South Africa.

Parlare di “discografia” è probabilmente eccessivo, giacché il nostro ha pubblicato solamente un 45 giri e successivamente si è limitato a fare il prezzemolino con ospitate qua e là.

Il primo amplesso con la musa Euterpe avvenne nel lontano 1984 quando faceva parte del Feyenoord e pubblicò il suo primo e unico 7’’ Not The Dancing Kind, un reggae piuttosto anonimo che ebbe un tiepido successo solo nelle classifiche olandesi.

Il lato B ci regala Free Me, sorta di reggae sintetizzato ricoperto da una coltre di percussioni elettroniche di dubbio gusto che servono probabilmente a distogliere l’attenzione dell’ascoltatore dalla pessima voce dell’interprete. Ad essere cattivi potremmo definirlo l’anello di congiunzione tra Bob Marley e i Milli Vanilli.

Ruud Gullit DiscografiaNel 1986, il passaggio al PSV Eindhoven gli regala maggiore fama internazionale e lo vediamo, o meglio ascoltiamo, nell’operazione benefica Football Stars, che raccoglie una ventina di noti calciatori dell’epoca che hanno la malaugurata idea di incidere una canzone pseudo-natalizia a scopo benefico: il risultato è Alleluia, perla di ricercata bruttezza.

Il 1987 è l’anno della consacrazione di Ruud che vince il Pallone d’Oro dedicandolo a Nelson Mandela, all’epoca un semplice galeotto di colore perlopiù sconosciuto alla massa, così come il tragico problema dell’apartheid in Sudafrica.

Ruud gullit discografia
Ruud Gullit con i Revelation Time nel 1987 (copyright: Sound and Vision)

La dedica fece piuttosto scalpore e per cercare di continuare a muovere le coscienze collettive a favore della scarcerazione del leader nero arrivò il singolo South Africa inciso in combutta con i suoi amici Revelation Time, combo reggae olandese piuttosto trascurabile che l’anno prima dedicò al calciatore il brano Captain Dread, sorta di inno rasta-calcistico in levare.

South Africa fa il botto, si fa per dire, arrivando alla terza posizione nella hit parade dei Paesi Bassi e ottenendo un discreto airplay un po’ ovunque nel vecchio continente. Il brano non è nulla di trascendentale, ma è riuscì a ritagliarsi un piccolo spazio nella storia della musica pop(olare), tanto che ancora oggi è facile imbattersi in questa canzone in qualche compilation reggae a prezzo scontato.

Ruud Gullit DiscografiaL‘ultimo vagito del Ruud Gullit canterino lo si può ascoltare nel successivo 45 giri a sfondo benefico questa volta made in Italy. Ruud ci ricasca e si lascia coinvolgere nel progetto The Champions di cui oggi pare si siano perse le tracce.

Il brano No More, altra ballatona corale stracciapalle, è intonata da un coro di bambini accompagnato da noti personaggi del mondo dello sport tra cui, oltre al campione olandese, Roberto Baggio, Paolo Maldini, Franco Baresi, Carlo Ancelotti, i fratelli Abbagnale, Francesco Moser, Patrizio Oliva e tanti altri. Il coro è guidato dal compianto Ivan Graziani che fa quello che può per salvare la situazione. Pur nella bruttezza del brano i novelli cantanti sono assai meno “cani” dei loro colleghi di qualche anno prima, riuscendo a non stonare per tutta la durata del brano. The Champions – Football Stars 1–0.

Oggi sarebbe l’ennesima celebrità che si interessa ai problemi del terzo mondo perché va tanto di moda, ma allora non era certo la norma, soprattutto puntare il dito su un tema niente affatto popolare come l’apartheid, assai scomodo per le democrazie occidentali; le stesse che oggi omaggiano Nelson Mandela come eroico combattente per la libertà, forse per farsi perdonare il fatto di non aver mosso un dito durante i suoi 27 anni di prigionia, quando una delle poche voci fuori dal coro era un ragazzone olandese di colore con le treccine.

Discografia

  • 1984 – Ruud Gullit – Not The Dancing Kind/Free Me 7’’
  • 1984 – Ruud Gullit – Not The Dancing Kind (Dub Version)/Free Me (Instrumental Version)/Not The Dancing Kind (Single Version) 12’’
  • 1986 – Football Stars – Alleluia/Alleluia (Instrumental Version) 7’’
  • 1988 – Revelation Time feat. Ruud Gullit – South Africa/South Africa (Dub Version) 7”
  • 1988 – Revelation Time feat. Ruud Gullit – South Africa/South Africa (Single Version)/South Africa (Instrumental Version) 12” e CD
  • 1988 – The Champions – No More/No More (Strumentale) 7’’

I più letti di oggi

5 COMMENTI

  1. Se devo dire la verità, quando il "Ruud" godeva della sua più alta popolarità, il successo maggiore lo ebbero quei celebri cappellini con le treccine che cercavano di emulare la folta chioma del calciatore/cantante (?) del Milan. Ma pur avendo cambiato il suo barbitonsore personale, con il suo nuovo look stile N-synch o meglio Marco Carta, rimane sempre il grande professionista che è sempre stato. Il suo lato canterino all'epoca però mi era sfuggito e devo ringraziare Vikk per aver reso più agevole il raccattaggio di 45 giri "riempitivi" per tutte le discoteche dei cultori del trash più sconosciuto. Ad maiora!

  2. Comunque il pezzo con i revelation time è di ottima fattura, ed è ancora suonato negli ambienti Dub e Roots Reggae.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli Recenti

SEGUICI SU INSTAGRAM @ORROREA33GIRI