Quelli Belli Siamo NoiCon la fine degli anni ’60 il genere cinematografico del musicarello stava iniziando ormai a perdere la propria verve e il grande successo di pubblico di pochi anni prima a causa probabilmente del mutamento inarrestabile e troppo veloce che la musica e la cultura stavano subendo, facendosi sentire anche in Italia in un’esplosione confusa di stimoli di ogni tipo.

Tra questi ultimi fuochi fatui dei film musicali uscì nel 1970 Quelli belli… Siamo noi, che  indubbiamente rimane tra i musicarelli più poveri mai realizzati, ricordato però dagli appassionati per essere stata l’unica prova attoriale di Maurizio, giovane e belloccio cantante beat (già leader del complesso dei New Dada) che da lì a qualche anno sarebbe diventato noto con il nome completo di Maurizio Arcieri, dopo un radicale cambio di look e stile musicale fondando i Chrisma, successivamente ribattezzati Krisma, insieme alla sua compagna Christina Moser, divenendo tra i pionieri del post punk e della new wave in Italia. Una storia che probabilmente ha ispirato il personaggio di Romeo Spera nel film Sono pazzo di Iris Blond.

Quelli belli… Siamo noi venne realizzato col mero pretesto di supportare il lancio della carriera solista di Maurizio dopo alcuni suoi modesti successi. La pellicola si apre infatti con una fugace sequenza del nostro che saluta una ragazza in partenza in aereoporto accompagnato in sottofondo dal suo brano Cinque minuti e poi… scena piazzata lì solo per fare da sottofondo a una canzone che parlava di un addio, dato che nel corso della storia non verrà mai fatta menzione di chi fosse la ragazza e del perché partisse.

In un battibaleno, quello stesso giorno mentre lavora in officina Maurizio si innamorerà della bella Elisabetta, figlia di un barbiere siciliano molto conservatore (il grande Carlo Dapporto) che ovviamente incarnando tutti gli stereotipi del classico meridionale vecchio stile aveva già promesso in sposa la ragazza a un suo conterraneo. Niente paura perché tra i soliti equivoci e piccoli aiuti dagli amici l’amore trionferà anche in questo caso.

C’è da dire che se non fosse per l’ottimo cast di caratteristi e volti noti dell’epoca inaspettatamente finiti nella pellicola, il film potrebbe sembrare senza problemi una produzione semi-amatoriale fatta tra amici tanto la trama è blanda e le situazioni macchiettistiche fino all’auto-parodia. Va bene che stiamo parlando di un musicarello senza pretese e non di cinema d’autore, ma in questo caso l’evidente natura di instant movie realizzato in fretta e furia per supportare il successo di Arcieri affossa il film parecchio sotto la media del genere.

Quelli Belli... Siamo Noi

Seppure Maurizio Arcieri appaia molto a disagio come attore del suo burbero personaggio, fu un male necessario per rendere il film commercialmente appetibile (non a caso questa rimarrà la sua unica prova recitativa in veste di protagonista), mentre ottimi attori come Ugo Fangareggi e Carlo Delle Piane vengono inevitabilmente relegati a ruoli secondari (in questo caso vestendo i panni dei due coinquilini artisti capelloni di Maurizio).

Tra i numerosi rimpietivi, da buona tradizione musicarellara, non potevano mancare gli sketch comici affidati in questo caso addirittura ad un inaspettato Lino Banfi proprietario dell’officina dove lavora Maurizio, nonché una parodia de La ragazza con la pistola di Mario Monicelli quando la cugina sicula mostra le disgrazie del matrimonio combinato nella terra natìa (una Isabella Biagini in gran forma ben prima di precipitare in quel disastro de Il segreto del giaguaro di fianco a Piotta) e infine Ric & Gian i quali riservano le parti più irritanti del film dilungandosi in diverse scenette figlie di umorismo già vecchio negli anni ’70 interpretando la parte di due barbieri contrari ai capelloni per motivi più di lavoro che generazionale («Se al mondo vincessero i capelloni noi barbieri cosa ci stiamo a fare?»).

Nella parte dell’amata di Maurizio la bellissima Orchidea De Santis, sfortunata attrice la cui carriera verrà stroncata appena dieci anni dopo a causa di un grave infortunio sul set di Arrivano i Gatti, il primo film dei Gatti del Vicolo Miracoli diretto da Carlo Vanzina, la prova che le sventure non vengono mai da sole.

Quelli Belli… Siamo Noi

Chicca delle chicche, mentre Maurizio scopre del fidanzamento e futuro matrimonio combinato dai genitori di Elisabetta, distrutto dal dispiacere rimorchia una giovanissima e super sexy Loredana Bertè con un irriconoscibile caschetto biondo che di lì a poco deciderà di trasformarsi da ballerina nei club beat a cantante dando alle stampe un folgorante album di debutto. Una volta intuito di aver trovato una persona ancora più disagiata di lui, il buon Maurizio la scarica rapidamente lasciandola ballare nel leggendario club Titan, locale di ritrovo degli artisti della musica beat romana dell’epoca.

Senza sopresa il film fu un insuccesso commerciale non portando affatto linfa e pubblicità per la carriera di Maurizio Arcieri che continuò con qualche occasionale singolo e un album in odor di progressive rock nel 1973 (l’ingiustamente poco ricordato Trasparenze) senza ottenere mai il vero successo. Ne approfittò quindi per fuggirsene a Londra a lavare i suoi panni (musicali) nel Tamigi, buttare via la chitarra e comprarsi sintetizzatori e drum machine dando vita nel 1976 ai Chrisma/Krisma ed entrando così nella storia della musica alternativa italiana come pioniere della musica elettronica di casa nostra.

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