demetrio stratos

14 giugno 1979, il concerto omaggio a Demetrio Stratos

Il 13 Giugno del 1979 morì quasi all’improvviso all’età di 34 anni Demetrio Stratos, uno degli artisti più talentuosi e avanguardistici che si ebbero mai nel nostro paese. Nato ad Alessandria d’Egitto nel 1945 da genitori greci, Efstràtios Dimitrìu, si trasferì diciasettenne a Milano per studiare architettura. Dopo l’esperienza con il gruppo beat de I Ribelli, nel 1972, fondò gli Area, uno dei gruppi cardine del progressive italiano e politicamente schieratissimo a sinistra. Nel giro di soli sei anni e cinque album in studio la band marchierá a fuoco la musica italiana, ma nel 1978 Stratos decise di perseguire ricerche artistiche personali basate su sperimentazioni vocali che lo porteranno a girare il mondo e collaborare anche con John Cage.

Colpito poco dopo da una grave forma di anemia aplastica, malattia causata dalla mancata riproduzione delle cellule da parte del sangue, venne ricoverato al Memorial Hospital di New York in attesa di un trapianto di midollo osseo. Per raccogliere fondi per far fronte alle astronimiche spese di degenza (che ad oggi sarebbero pari a circa 10.000 Euro alla settimana), Gianni Sassi della storica etichetta Cramps che lanció gli Area nel 1973, organizzó in un paio di settimane un faraonico concerto all’Arena Civica di Milano; purtroppo le condizioni di salute del cantante precipitarono e Demetrio Stratos morì beffardamente proprio il giorno prima dell’evento a soli 34 anni.

demetrio stratos
Demetrio Stratos in concerto

Il concerto che doveva essere in sostegno al grande artista italo-greco prese cosí una dimensione inaspettamente tragica, diventando una celebrazione alla sua memoria. Nella lista dei musicisti raccolti da Gianni Sassi (tutti esibitisi gratuitamente) c’è un po’ di tutto «Gente che c’entra e gente che non c’entra un cazzo» come commenterá Patrizio Fariselli (tastierista degli Area). Si radunarono sin dal giorno precedente oltre 60.000 spettatori in attesa dell’evento, la maggior parte dei quali non aveva mai sentito parlare né di Demetrio Statos né degli Area, non avevano mai sentito diplofonie e non avevano la benché minima conoscenza della musica d’avanguardia.

Tutti questi vennero attratti solo dai nomi dei cantautori più popolari in scaletta aspettandosi un classico concerto pop-rock. Come se non bastasse l’evento fu il pretesto di molti artisti per mettersi in mostra, adombrando la figura stessa di Demetrio Stratos (persino gli Area vennero reclusi a brevi partecipazioni all’inizio e alla fine dell’evento), mostrando sin da subito su quel palco l’enorme vuoto che aveva appena lasciato nella musica italiana. Cosí ricorda l’evento il chitarrista Paolo Tofani che all’epoca aveva da poco lasciato gli Area: «Molte delle persone che parteciparono a quel concerto non avevano niente a che fare nè con gli Area nè con Demetrio. E’ stato un momento di grande tristezza per il vuoto che aveva lasciato Demetrio e poi c’era la consapevolezza di vedere che c’erano delle persone che usavano quel momento per potere in qualche modo fare il “loro verso”. Io ad esempio sono stato messo in un furgone, in uno studio mobile a registrare. Ero triste e arrabbiato e solo alla fine mi chiamarono sul palco a suonare con gli Area “L’internazionale”.».

I nomi piú noti sono sicuramente quelli di Eugenio Finardi, Francesco Guccini, Angelo Branduardi, Roberto Vecchioni (accompagnato da Ludovico Einaudi alle tastiere) e Antonello Venditti (accolto da un freddo applauso di circostanza del pubblico), mentre la quota “progressiva” viene coperta da P.F.M. (che se la ridono beatemente sul palco), Banco (emozionante l’eterea ed enigmatica versione di Lungo il margine e di E mi vien da pensare) e ovviamente gli Area che eseguono una versione sempre più dissonante de L’internazionale, perfetto commiato all’amico scomparso e alla fine del decennio. Oltre a questi troviamo anche nomi poco ricordati della musica di allora, come Venegoni & Co., il supergruppo Carnascialla con con Tony Esposito, il proto-punk dei Kaos Rock di Luigi Schiavone (appena arrivati sotto l’ala protettrice della Cramps e buttati nella mischia), i pianisti d’avanguardia Adiano Bassi e Italo Lo Vetere.

Nella baraonda generale troviamo anche l’ibrida Tarantella del vibrione di Gaetano Liguori e Tullio De Piscopo, la performance degli Skiantos che non suonarono una sola nota ma si misero a leggere poesie demenziali davanti ad un pubblico attonito e la tristemente famosa esibizione di Giancarlo Cardini, probabilmente l’ospite più interessante ed originale, ricordato tristemente per essere stato sommerso da una valaga di fischi da parte del pubblico durante l’esibizione della sua Solfeggio parlante che, ironia della sorte, sarebbe dovuta essere stata registrata da Demetrio Stratos se non fosse deceduto. Avrebbero dovuto partecipare anche Pino Daniele che chiese di esibirsi ma non gli fu permesso perché all’epoca era ancora uno sconosciuto cantautore napoletano e persino Adriano Celentano che contattó gli organizzatori, ma gli fu risposto un gentile diniego perché era troppo diversa la sua musica rispetto agli altri partecipanti.

1979 concerto omaggio a demetrio stratosNonostante i mezzi di fortuna e le lacune tecniche (molti spettatori non riuscirono a vedere bene il concerto il quale ebbe inoltre non poche difficoltà acustiche a causa del continuo ronzare delle apparecchiature e degli amplificatori) da questo piccolo-grande momento di storia venne registrato un doppio album con risultati mediocri, mentre molto piú interessante è un lungo filmato da parte della RAI rieditato alcuni anni fa dopo decenni di irreperibilità.

Il concerto per Demetrio Stratos fu un’esplicitazione della situazione musicale italia degli anni ’70, una specie di (anti-)Woodstock italiana, specchio della fine di un’epoca fertile, variegata e coraggiosa, una generazione che si trovava ora a fronteggiare la perdita di uno dei suoi artisti più grandi, proiettata inesorabilmente verso un periodo di riflusso e commercializzazione aggressiva, che ha contribuito, tra gli altri fattori, per certi versi alla fine della musica impegnata in Italia, della fine di slanci di utopia sociale e politica e di rinnovamento artistico. Gli autori anonimi del Libro bianco sul pop in Italia avrebbero gongolato a malincuore vedendo quelle dinamiche per cui la storia, questa volta, sembrava quasi dar loro ragione. Pochi eventi in Italia hanno diviso tanto pubblico e critica come questo concerto, tra chi chi lo ricorda come un delizioso canto del cigno e chi come l’inizio della fine che iniziava oramai, nemmeno tanto lentamente, a mostrarsi.

AA.VV. – Il Concerto: Omaggio A Demetrio Stratos (1979, Cramps Records)

Tracce:
A1. Kaos Rock – Basta Basta
A2. Area – Danz(A)nello
A3. Francesco Guccini – Per Un Amico
A4. Eugenio Finardi – Hold On
A5. Roberto Ciotti – Shake It
B1. Venegoni & Co. Coesione
B2. Angelo Branduardi – Il Funerale
B3. Carnascialia – Europa Minor
B4. Adriano Bassi e Italo Lo Vetere – Nero sul Bianco
C1. Antonello Venditti – Bomba O Non Bomba
C2. Skiantos – Ehi Sbarbo, Ehi Buba / Loris ;- Come Faccio A Farmi Fare
C3. Gaetano Liguori e Tullio De Piscopo – Tarantella del Vibrione
D1. Giancarlo Cardini – Novelletta
D2. Giancarlo Cardini – «Cardini» Solfeggio Parlante Per Voce Sola
D3. Roberto Vecchioni – Figlia
D4. Banco del Mutuo Soccorso – E Mi Viene da Pensare
D5. Area – L’Internazionale.

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