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AA.VV. – A John Waters Christmas (2004, CD)

La bizzarra compilation natalizia curata dal geniale regista americano dell'estetica kitsch di film come Pink Flamingos, Female Trouble e Mondo Trasho.

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John Waters Christmas compilationQuando si pensa a John Waters non tutti assoceranno immediatamente il suo nome al Santo Natale, quanto piuttosto all’estetica kitsch e ai suoi film estremi, disgustosi, blasfemi e sopra le righe come Pink Flamingos, Female Trouble o Mondo Trasho.

Eppure il geniale regista non ha mai nascosto di aver sempre avuto una vera e propria passione ossessiva per le feste natalizie, a tal punto da essere solito spedire centinaia di cartoline fatte a mano ai propri cari, organizzare i preparativi fino al più piccolo dettaglio, vestirsi con i suoi completi sgargianti e curare curiose playlist per le feste e i cenoni.

Nel 1985 pubblicò anche un breve saggio intitolato Why I Love Christmas e ogni anno organizza uno spettacolo un po’ stand up comedy, un po’ monologo autobiografico, un po’ interazione col pubblico, esclusivamente a tema natalizio con cui gira gli Stati Uniti.

Forte di questa sua passione nel 2004 John Waters pubblicò un’interessante compilation che racchiudeva una selezione di alcuni dei suoi brani natalizi. A un primissimo ascolto ci si può sorprendere dell’apparente normalità delle canzoni, ma chi conosce bene Waters e la sua arte sa bene che esistono sempre vie traverse e insospettabili per apparire stravaganti e di cattivo gusto.

I brani di Why I Love Christmas sono piuttosto tradizionali (così come tradizionalista si definisce Waters stesso sulla questione): quasi tutti esclusivamente brani d’epoca di vari generi musicali, ma tutti accomunati dal solo fatto di essere brani natalizi originali e fuori dagli schemi.

Si va così dall’R&B di Fat Daddy, dimenticato e possente re del soul che canta di essere il vero Santa Claus, fino al brano dal gusto hillbilly della piccolissima Rita Faye Wilson (all’epoca di circa dieci anni): Sleigh Bells, Reindeer and Snow. Un altro brano indimenticabile è Little Mary Christmas di Roger Christian (co-autore di diverse canzoni dei primi Beach Boys e molti altri brani surf rock), una tristissima canzone country in spoken word che narra la storia di una bambina senza gambe confinata in un orfanotrofio finché Babbo Natale non la porterà dei genitori.

Proprio i bambini occupano un posto speciale in questa compilation, tanto da cantare in altri due brani, la piccola Akim che si scatena nel soul a tinte reggae di Santa Claus is a Black Man (la versione black power di I Saw Mummy Kissing Santa Claus si potrebbe dire) in cui la giovanissima interprete riferisce al padre di essere rimasta sveglia vedendo che Babbo Natale condivide il suo stesso colore di pelle. E poi Little Cindy, bambina che recita in un’inquietantissima Happy Birthday Jesus (A Child’s Prayer), brano in spoken word che involontariamente sembra rievocare atmosfere American gothic e desolanti più che natalizie nel senso comune del termine.

Tra gli altri brani c’è lo spazio per artisti più marcatamente outsider come il menestrello del falsetto Tiny Tim in quella che forse è la versione più appassionata, innocente e sincera di Rudolph the Red Nosed Reindeer mai sentita.

L’atmosfera di trovarsi davanti a piccole perle archeologiche non viene minimamente spezzata nemmeno da episodi insospettabilmente più recenti, ma dal grande fascino retro: la ballata doo-wop a cappella Christmas Time is Coming (A Street Carol) potrebbe tranquillamente essere un demo degli anni ’50 – inizio’60. Stesso discorso per First Snowfall, il brano strumentale dei Coctails, un pezzo d’atmosfera di nevosa lounge-exotica con un accompagnamento di una sega musicale.

Impossibile trovare un brano superiore a un altro in questa antologia così variegata quando si ascoltano pezzi come l’R&B scatenato di Big Dee Irwin & Little Eva e la supplica del disperatissimo cantante rock’n’roll Jimmy Dooley, Santa! Don’t Pass Me By; due altri brani innocenti che stonano al confronto con la scatenata parodia sbocciata di Rudolph & The Gang nell’unica canzone volgare dell’album Here Comes Fatty Claus che ricorda la coprolalia dei volgarissimi brani natalizi di Matt Rogers soffermandosi maggiormente sugli escrementi che sul sesso.

John Waters Christmas compilation
John Waters

In conclusione l’immancabile brano natalizio degli odiosissimi Chipmunks di cui lo stesso John Waters si è sempre definito grandissimo fan come di tutte le vocine acute in generale (cosa già di per sé evidente ascoltando la compilation)

Dall’ascolto di quest’album in poi sarà difficile non vedere nelle feste più attese dell’anno almeno un pochino dello spirito di John Waters pronto a rallegrarci e a ricordarci che il Natale può riservare moltissimi lati divertenti inaspettati, proprio come piace a noi.

Tracklist:
01. Fat Daddy – Fat Daddy (Is Santa Claus) (1964)
02. Tiny Tim – Rudolph the Red Nosed-Reindeer (1971)
03. Stormy Weather – Christmas Time is Coming (A Street Carol) (1991)
04. Little Cindy – Happy Birthday Jesus (A Child’s Prayer) (1958)
05. Rudolph & Gang – Here Comes Fatty Clause (1982)
06. Roger Christian – Little Mary Christmas (1962)
07. Big Dee Irwin and Little Eva – I Wish You a Merry Christmas (1963)
08. Jimmy Donley – Santa! Don’t Pass Me By (1962)
09. Alvin and The Chipmunks – Sleigh Ride (1981)
10. Rita Faye Wilson – Sleigh Bells, Reindeer and Snow (195?)
11. The Coctails – First Snowfall (1993)
12. Akim & The Teddy Vann Production Company – Santa Claus Is A Black Man (1973)

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