Songs In The Key Of ZNella difficile impresa di definire e raccontare che cosa sia l’outsider music si è cimentato il giornalista e critico musicale Irwin Chusid da sempre, come noi, amante della musica fuori asse che nel 2000 pubblicò il libro Songs In The Key Of Z, ormai entrato nella storia per noi appassionati del diverso e dell’inusuale.

Non poteva essere scelto nessun titolo migliore per definire un insieme frastagliato di generi musicali che hanno come comun denominatore il fatto di non seguire i canoni e le convenzioni armoniche della musica convenzionale, spesso frutto di artisti autodidatti, senza un’educazione formale, se non con seri disturbi della sfera mentale, sempre ai margini se non completamente al di fuori dell’industria discografica: tra i nostri preferiti il vichingo newyorkese Moondog, l’enigmatico Jimmy, lo sconosciuto Leif Andersson, The Legendary Stardust Cowboy, la nostra Maria Sole o le mitiche Shaggs. Insomma un po’ tutti quei dischi e artisti che noi cataloghiamo banalmente come “musica strana”. Musica realizzata per la sola esigenza espressiva senza preconcezioni standardizzate, così che ogni artista rappresenta di fatto un genere a sé stante unico e inimitabile (ma sopratutto indefinibile).

Songs In The Key Of Z spiega il concetto di musica outsider e l’approccio intimo e personalissimo che questi particolari personaggi hanno con la propria arte, tanto da non poter scindere l’opera dal proprio autore e dalla sua storia, assolutamente indispensabile per poterla comprendere (e apprezzare) appieno. Il saggio riporta anche cenni biografici di alcuni dei personaggi più bizzarri che abbiamo mai prodotto musica (altrettanto stramba) su questa terra, divenendo in alcuni casi vere e proprie personalità di culto.

Come indispensabile compendio al libro venne pubblicato lo stesso anno il primo volume della compilation omonima, seguita da una seconda pubblicazione nel 2002 (poi raggruppate in una comoda doppia raccolta nel 2004).

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The Shaggs

Nell’elenco delle storie di questi folli artisti ovviamente non si poteva iniziare senza soffermarsi sulle già citate Shaggs, definite «migliori dei Beatles» da Frank Zappa e molto amate anche da Kurt Cobain; un trio formato dalle sorelle Wiggin che per assecondare la profezia ricevuta dal loro padre da parte di una chiromante che aveva predetto il successo di un gruppo formato dalle sue future figlie le costrinse a registrare un album rock. Ciò che venne fuori è l’ormai leggendario Philosophy Of The World, disco di incredibili brani fuori tempo che negli anni acquistò la fama di avanguardia involontaria.

Non a caso la prima traccia del primo volume della compilation è proprio la title-track Philosophy of the World, che nel suo ritornello (oltre alla batteria pachidermica e fracassona, la voce atona e gli “accordi” sconclusionati) esemplifica al meglio lo spirito e la spontaneità delle tre sorelle e un po’ di tutta la musica outsider.

Oltre alle tre sorelle si raccontano anche casi meno conosciuti come quello di Jack Mundurian, paziente di una clinica per malattie mentali che cantò un medley ininterrotto di 50 minuti composto da 129 diverse canzoni registrato da un inserviente della clinica. Quella registrazione comprendente brani di ogni genere tra cui classici come Over The Rainbow, Singing in the Rain, Quando Quando Quando e Jingle Bells Rock, venne raccolta nell’album Downloading the Repertoire pubblicato sempre nel 2000 ma la compilation di Chusid ha preferito raccogliere un significativo frammento con canzoni tradizionali americane e classici anni ’20.

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Joe Meek

Lodevole senza dubbio l’aver fatto conoscere anche negli states la stramba storia di Joe Meek, rivoluzionario tecnico del suono autodidatta, produttore musicale e compositore. Oltre ad aver scritto centinaia di canzoni di cui molte divennero successi nelle classifiche della natia Inghilterra fu inoltre autore del primo concept album della storia (I Hear a New World). Ovviamente era anche un pazzoide eccentrico che andava in giro per cimiteri durante la notte tentando di registrare forze soprannaturali nonché ossessionato da Buddy Holly, tanto da affermare di poter entrare in contatto con lui.

Joe Meek è ricordato dal grande pubblico per essere stato l’autore di Telstar, brano tra i capostipiti della musica rock strumentale del ‘900, ma nella compilation è stata inserita una registrazione preziosa (e ben diversa dalle produzioni iper-curate di Meek): nientepopodimeno che il demo originale del suo capolavoro più famoso canticchiato da Meek stesso che dopo essersi svegliato nel cuore della notte con una melodia in testa canta disperatamente il ritmo per non dimenticarselo mentre degli altrettanto disperati musicisti cercano di andare a tempo con la sua voce (Meek non sapeva leggere la musica), creando così una registrazione immortale e di rara emozione.

L’attitudine outsider non sfugge neppure agli ambiti della musica più colta e sperimentale, ne è riprova la storia del compositore con un passato da senzatetto Harry Partch, inventore di strumenti musicali ossessionato dalle sperimentazioni con i microtoni o quella di Robert Graettinger, compositore neoclassico appassionato di jazz prematuramente deceduto a trentatre anni, noto per la densità polifonica e la vigorosa atonalità delle sue composizioni che tuttora dividono critici e appassionati.

Da segnalare anche le vicende più bizzarre come le Cherry Sisters, delle quali non vi sono registrazioni ma da quanto possiamo desumere in pratica le pro-zie delle Shaggs. Si tratta di tre sorelle che si esibivano tra la fine dell’800 e inizio del ‘900 in spettacoli talmente atroci da far infuriare il pubblico che prontamente lanciava ortaggi sul palco senza che questo facesse mai demordere le tre. La loro eccentricità data anche dal loro puritanesimo ossessivo e fanatico nonché la loro determinazione in un mondo che le ridicolizzava le hanno trasformate in delle eroine musicali proto-femministe.

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The Cherry Sisters

Oppure Jandek, artista reclusivo dalla vita ascetica che ha realizzato a oggi oltre 80 album di musica totalmente idiosincratica, inquietantissima e personalissima. Oggi la sua identità è stata rivelata, ma il fascino e il mistero continuano ad attorniare la sua figura: in un’intervista recente ha affermato di aver saputo solo nel 1987 che le chitarre per suonare bene dovevano venir accordate, come possiamo sentire nel brano They Told I Was a Fool presente nella compilation.

Doveroso di menzione anche Eilert Pilarm, improbabile imitatore svedese di Elvis Presley dall’accento marcatissimo, un incrocio tra Leone di Lernia e Lorenz che si esibiva cantando su basi pre-registrate; un uomo con una passione divenuta una missione senza che niente e nessuno fosse capace di abbattere la sua euforia trepidante che permea dalla sua versione di Jailhouse Rock presente nel disco.

Troviamo anche diversi nomi più “famosi” del genere: oltre alle già menzionate Shaggs abbiamo il geniale e tenero ragazzo schizoide mai cresciuto Daniel Johnston (e la sua controparte, l’afro-americano schizofrenico Wesley Willis), l’inquietante suonatore di ukulele in falsetto Tiny Tim e il cowboy polistrumentista dissonante The Legendary Stardust Cowboy che diede più di un’idea a David Bowie. Ma anche Florence Foster Jenkins, la peggior cantante d’opera di tutti i tempi, ma ciò non le impedì di ottenere successo, sebbene non come forse avesse sperato.

Inoltre ben cosciente che la sua scelta avrebbe potuto destare possibili critiche l’autore ha deciso di inserire anche nomi inaspettati al limite del maintream come Captain BeefheartSyd Barrett, artista che, come dice Chusid, «Non sempre è stato un outsider» facendo così un parallelo necessario tra l’attrazione per le sperimentazioni dissonanti sempre più frequenti nelle sue registrazioni come possibile diretta conseguenza del suo lento declino psicologico dato dalla schizofrenia e aggravato ulteriormente dall'(ab)uso di droghe allucinogene.

Un capitolo del libro è dedicato anche alle cosiddette Song Poems, dischi prodotti da etichette indipendenti e improvvisate da musicisti anonimi che realizzavano canzoni pop (o almeno quello era l’obiettivo) da testi e poesie mandate dagli autori su commissione, spesso pubblicizzando il curioso servizio su riviste o giornali locali. Ovviamente molti risultati per motivi di metrica e impreparazione musicale suonano assolutamente fuori dalla concezione tradizionale di musica popolare come un equivalente musicale della TV di pubblico accesso. A causa del rinnovato interesse per questi piccoli cimeli bizzarri (nonostante l’usanza delle song poems non è mai definitivamente finita nemmeno oggi negli USA) sono state pubblicate negli ultimi decenni compilation su compilation a tema. Nessuna di queste però aveva mai incluso prima la vergognosa Virgin Child Of The Universe (anno ignoto quanto i loro autori) con versi significativi per farci comprendere quale sia il prodotto medio di questo genere:

As the day comes to an end
the Virgin Child of the Universe
is swept up in her fierce drive of sexual encounters
Orgasmic explosion of love enhances the child
While a floodgate of love circles throughout Saturnate.

Songs In The Key Of Z vol 1Impossibile elencare con dovizia le centinaia di aneddoti presenti tra le pagine di Songs In The Key Of Z che senza dubbio impreziosiscono la musica e la comprensione dei vari artisti. Inutile quindi sottolineare che la lettura del libro e la conoscenza delle vite di questi bizzarri personaggi è assolutamente complementare all’ascolto dei due volumi della serie che in ogni caso riusciranno senza dubbio a catturare l’attenzione di ogni ascoltatore a patto di non avere preconcetti. Ci troviamo di fronte a un compendio di artisti dal’ascolto talvolta difficile, ma sempre divertente quanto educativo.

Senza sorpresa il primo volume è quello più interessante che racchiude oltre agli artisti già menzionati anche l’eccentrico cantantautore gay country-psichedelico Peter Grudzien, il crooner psichedelico Arcesia“Dusty Roads” Row «il peggior clarinettista della storia».  e la guida spirituale del movimento religioso Eckankar Sri Darwin Gross.

Songs In The Key Of Z Vol. 2Il secondo volume si focalizza su materiale ancora più insolito e oscuro, oltre a nomi già noti e artisti terribili ma relativamente nella media (rispetto a quanto abbiamo già ascoltato ovviamente) contiene però diversi highlight degni di nota, in primis Wayne (cognome tuttora ignoto), cantante senzatetto folk-blues (volendo provare a identificare un genere preciso), Bob Vido, folle bohemien hollywoodiano e one man band, Mark Kennis, personalità famosa in Iowa che si candidò prima a governatore dello stato e poi a presidente degli USA nel 1997 con una lunga storia di disturbi psicologici e di droga, e Tangela Triccoli (nota anche col nome di Jet Lady), rinomatissima pilota di aerei senza alcun talento musicale che incise uno sconvolgente album folk nel 1982 come risposta alle discriminazioni sul lavoro in quanto donna, talmente spontaneo e involontariamente dissonante da divenire un album di culto tra gli appassionati di musica psichedelica sebbene non abbia alcun elemento comunemente definibile come tale.

Per la gioia di tutti gli appassionati nel 2017 Irwin Chusid decide di riprendere in mano il progetto ripubblicando le due compilation in formato digitale con qualche brano aggiuntivo, ma soprattutto curando due nuove raccolte per i fan più insaziabili (anche queste esclusivamente in formato digitale).

Pur non essendo mai diventato un best seller Songs In The Key Of Z è un’opera doppiamente importante per aver finalmente ridato dignità a questi artisti spesso misconosciuti, senza deriderli ma anzi riconoscendo il loro valore umano e artistico capace di andare ben oltre quello musicale.

  • Songs In The Key Of Z: The Curious Universe Of Outsider Music (2000 – CD)
    1. The Shaggs – Philosophy Of The World
    2. Daniel Johnston – Walking The Cow
    3. Lucia Pamela – Walking On The Moon
    4. Peter Grudzien – Star Spangled Banner Waving Somewhere
    5. Jack Mudurian – Downloading The Repertoire (Excerpt)
    6. Shooby Taylor – Stout-Hearted Men
    7. B.J. Snowden – In Canada
    8. Eilert Pilarm – Jailhouse Rock
    9. [artista sconosciuto] – Virgin Child Of The Universe
    10. Wesley Willis – Rock N’ Roll McDonald’s
    11. Joe Meek – Telstar (Rough Demo)
    12. Sri Darwin Gross – At The Grass Roots
    13. Congress-Woman Malinda Jackson Parker – Cousin Mosquito #1
    14. Luie Luie – El Touchy
    15. The Legendary Stardust Cowboy – Standing In A Trash Can (Thinking About You)
    16. Captain Beefheart And The Magic Band – Vampire Suite
    17. Arcesia – Butterfly Mind
    18. Jandek – They Told Me I Was A Fool
    19. “Dusty Roads” Rowe – Baby, Your Love’s In Town
    20. Tiny Tim With Miss Sue – True Love
    21. Elvis Don Ringo – The Real Ringo *
    22. K. Lewis – Let’s Go Party *
    23. Jimmy Mitchell – Eres Tu *
    24. Schmuel – Geegalo *
    25. Captain Beefheart & His Magic Band – Vampire Suite *

* bonus track presenti solo nella versione digitale edita nel 2017

  • Songs In The Key Of Z Vol. 2: The Curious Universe Of Outsider Music (2002 – CD)
    1. Shooby Taylor – Lift Ev’ry Voice And Sing
    2. Bingo Gazingo & My Robot Friend – You’re Out Of The Computer
    3. B.J. Snowden – America
    4. Alvin Dahn – You’re Driving Me Mad
    5. Congress-Woman Malinda Jackson Parker – Cousin Mosquito, No. 2
    6. The Space Lady – I Had Too Much To Dream (Last Night)
    7. Luie Luie – Touch Of Light
    8. [artista sconosciuto] – Curly Toes
    9. Eddie Murray – Stepping High Dance
    10. Dick Kent – Five Feet Nine And A Half Inches Tall
    11. Gary Mullis – Recitation About Roy Acuff
    12. Wayne – Deep Bosom Woman
    13. Bob Vido – High Speed
    14. Thoth – The Herma, Scene 5: Recitation/An
    15. Tangela Tricoli – Jet Lady
    16. Buddy Max – The Birthmark Story
    17. Mark Kennis – Heart Of The Heartland
    18. Shodder Grayson – Rapture of the Leaf *
    19. Rossi – Country Song *
    20. Beulah – Santa Claus Kissed Me *
    21. Doris Lujan – You Are My Junkie *
    22. Dana Drake – Niagara Falls *
    23. Kay L. Gale – Fort Worth Texas *
    24. Ron Griffin – Your Love Is Real *
    25. Ann Lever – Crazy *

* bonus track presenti solo nella versione digitale edita nel 2017

  • Songs In The Key Of Z Vol. 3: The Curious Universe Of Outsider Music (2017 – album digitale)
    1. Lucia Pamela – Hap-Hap-Happy Heart
    2. Eddie Murray – Rock and Roll Baby
    3. Neil Dick – The Future is Now
    4. Shooby Taylor, The Human Horn – Indiana
    5. Queenie Montgomery – Lonesome, Lonesome George Jones
    6. Tony Mason-Cox – Hitting the Bottom
    7. Kitty – First Time
    8. Gordon Thomas – Rock & Rolling Dance
    9. Bingo Gazingo with Leo Abrahams – The Cook Who Couldn’t Cook
    10. Bob Vido – Boo-Bah-Bah
    11. Ella Gibson – Because We Care
    12. Buddy Max – Vote for Buddy Max
    13. Polly Feazel – Settle Down
    14. Anton Maiden – Die With Your Boots On
    15. Charles Ives – They Are There! (Third Take)
    16. Florence Foster Jenkins – Adele’s Laughing Song
    17. San D’jinn Din – Rainy Weekend
    18. Sylvia Boshers – Wake Up America
    19. Freddie Martell – The President’s Prayer
    20. Leona Bass – I Want to Marry an Egghead
    21. Paul “Super Apple” – Hi, Dear Mister Master Keith Richards (Intro)
    22. Paul “Super Apple” – Apple Love
    23. Paul “Super Apple” – Love Lives On
    24. Paul “Super Apple” – The Chance
    25. Paul “Super Apple” – Please Call, Keith (Outro)

  • Songs In The Key Of Z Vol. 4: The Curious Universe Of Outsider Music (2017 – album digitale)
    1. Shooby Taylor, The Human Horn – It Gets Better All the Time
    2. Frances Cannon, the Singing Psychic – Star’s Ghost
    3. Abner Jay – I Wanna Job
    4. Eilert Pilarm – In the Ghetto
    5. [artista sconosciuto] – Moon Pilot
    6. Mexia State School Sunshine Singers – Dock of the Bay
    7. Dana Drake – Delightful Company
    8. Gary Strivant – Something
    9. [artista sconosciuto] – Michael Ferrucci
    10. Little Birdie – Why Do People Try & Hurt Little Birdie?
    11. Amanda – Worship Me
    12. Sri Darwin Gross – It Just Is
    13. Ali Mapo & His Girls – I Really Don’t Want to Know
    14. [artista sconosciuto] – Cruise Around the Planets
    15. Omo the Hobo – Hey Fireman, Put Out the Fire
    16. Tom Merlo – Our Flag
    17. Halmark Song-Poem by Alice J. Jackson – Letter to a Christian
    18. Michael O. Sullivan, The Singing Irishman – The Nightclub
    19. Ivo Araujo – Stella by Starlight
    20. Bingo Gazingo – The Garbage Can
    21. Martin Mechanic – Make Our Love Positive
    22. “Dusty Roads” Rowe – Genevieve, Oh My Genevieve
    23. Jack Barrett – I Want a Nurse
    24. J&H Productions – Message to the Label Industry
    25. Ken DeFeudis – New York, New York

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