Elio e la Storie Tese Tutti gli Uomini del DeficienteDa metà anni ’90 fino ai primi anni 2000 la Gialappa’s Band, dopo le trasmissioni della coppia Dandini-Guzzanti, era la cosa più fresca e divertente che popolasse l’etere di casa nostra. Le voci fuori campo di Marco Santin, Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci e il loro fiuto per ciò che piaceva al pubblico li trasformarono in una sorta di invisibili Re Mida della televisione comica: Antonio Albanese, Marco Milano, Aldo Giovanni e Giacomo, Paolo Hendel, Daniele Luttazzi, Ale e Franz, Luciana LitizzettoFabio De Luigi, Maurizio Crozza e Paola Cortellesi sono solo alcuni nomi portati al successo grazie a Mai Dire Gol!, trasmissione che si trasformò rapidamente da satira sportiva a vera e propria fabbrica sforna-comici a suon di tormentoni via via sempre meno legati al mondo del calcio.

Nel 1999 i tre Gialappi tentarono l’impresa impossibile di portare i loro “non personaggi” sul grande schermo. Ma come poteva mai funzionare un film in cui i protagonisti si limitano ad apparire come voci fuori campo? Semplice: non poteva funzionare. Anche rivisto molti anni dopo recuperandolo sulla piattaforma streaming made in Mediaset di InfinityTutti gli uomini del deficiente rimane un concentrato di bruttezza: trama debolissima, regia elementare, recitazione sotto i minimi sindacali e una miriade di personaggi buttati a casaccio nella storia, finendo per sembrare una sequela di scarti di sketch televisivi che non fanno ridere. Un flop che non racimolò neppure quattro miliardi delle vecchie Lire al botteghino.

Senza sorpresa la colonna sonora venne affidata agli amici Elio e le Storie Tese, autori di fiducia delle sigle di Mai Dire Gol!, che solo qualche mese prima avevano pubblicato l’album Craccracriccrecr, non certo traboccante di idee particolarmente fresche e originali, ma con un paio di singoli in rotazione su MTV. La musica di Tutti gli uomini del deficiente invece è solo una scusa per una raccolta di vecchie canzoni rimaste nel cassetto, scarti riciclati e un paio di inediti, il tutto condito da intermezzi strumentali che servono solo ad allungare il minutaggio e ad esercitarci nel premere il tasto “skip”. Nonostante questo il risultato sonoro è comunque molto meglio di quallo visivo, ma in questo caso non signica poi molto.

Direttamente dal bidone del riciclo arrivano Yes I Love You, una delle primissime canzoni degli Elii che apriva i concerti del 1985 che non va oltre il mero valore affettivo, la cover piuttosto inutile di Frank Zappa Tell Me You Love Me registrata in occasione dello Zappa Day del 1998, L’indianata, brano nel quale il testo viene improvvisato ad ogni concerto sul tema della casalinga alcolizzata e che chiaramente funziona assai meglio dal vivo che in studio, la folle e divertente Risate a denti stretti, canzone del 1995 del collaboratore della band MC Costa creata con un programma di sintesi vocale, e Pignoramento che cita un vecchio brano di Claudio Bisio tratto dal suo spettacolo teatrale Tersa Repubblica del 1994, scritto con Rocco Tanica e originariamente cantato con Feiez (di fatto omaggio finale all’amico scomparso l’anno prima).

Puzza di scarto trasuda invece da Ballate bastardi, poco più di un intermezzo troppo lungo interpretato dalla mascotte Mangoni e Hommage à Violette Nozières, cover dei tanto amati Area con il violino di Mauro Pagani; mentre Acido lattico, Palla medica (cantata da Faso) e Supermaison sono invece poco più che dei demo appena abbozzati e registrati bene.

Quello che rimane sono le due canzoni PsichedeliaPresidance che non a caso fanno da fermalibri a questa raccolta disomogenea. Entrambe avrebbero sucuramente impreziosito la raccolta di omaggi calligrafici in Craccracriccrecr con tanto di ospitate d’eccezione: la prima è senza dubbio l’unica cosa davvero i valore del disco con i vocalizzi metafisici di Lucio Dalla mentre la seconda è un duetto con Raffaella Carrà che va ad omaggiare i brani più sbarazzini della showgirl (o showlady vista l’età) come Tanti auguri o Ballo ballo, ma che non va oltre un paio di ascolti.

Elio e la Storie Tese Tutti gli Uomini del Deficiente

Forse per l’indifendibile flop del film e per la scarsa promozione dell’album che ne seguì, forse per la qualità non certo eccelsa dei brani, forse per la critica non certo tenera con Craccracriccrecr, anche la colonna sonora di Tutti gli uomini del deficiente fu rapidamente dimenticata (a parte il brano Psichedelia) come una sorta di Magical Mystery Tour “elico”.

Bastano un paio di canzoni per giustificare l’acquisto? Per i fan che hanno canonizzato gli Elii a feticci intoccabili sicuramente sì. Comunque se volete farvi del male o rivalutare in positivo questo disco potete sempre andare su Infinity a riguardarvi il film.

Tracklist:
01. L’arrivo (intro)
02. Psichedelia (feat. Lucio Dalla)
03. Ballate bastardi (interlude)
04. Yes I Love You
05. Tell Me You Love Me (Frank Zappa cover – live 1998)
06. Il sogno del coiffeur (skit)
07. L’indianata
08. Tonza patonza (interlude)
09. Risate a denti stretti
10. Ranella impazzita (interlude)
11. Furgoni fratricidi (Psichedelia reprise – strumentale)
12. Hommage à Violette Nozières (Area cover – feat. Mauro Pagani)
13. Ci sentiamo in settimana (strumentale)
14. Acido lattico
15. Oh Yes (interlude – feat. Francesca Touré)
16. Palla medica
17. Tegole fratricide (interlude – strumentale)
18. Supermaison
19. Mamma non mamma (skit)
20. Presidance (feat. Raffaella Carrà)
21. Pignoramento (interlude)
22. Maritto ogami (strumentale)

6 COMMENTI

  1. Io sono andato a vederlo al cinema all’epoca, e in effetti rimasi piuttosto perplesso. Molta gente trova il film originale e divertente, ma io non credo che riuscirei a rivederlo. La colonna sonora invece mi sembra buona, è molto “psichedelica” anche se è un pò approssimativa, si sente che gli Elii potevano tranquillamente realizzare un ottimo album strumentale (forse lasciando da parte alcuni testi che già in quel periodo non erano il massimo).

  2. L’Album è fatto in funzione al film e quindi difficilmente giudicabile come vero e proprio album, a mio modesto parere. Il Film per me è una piccola perla, l’ho visto più e più volte e dopo 20 anni non smette mai di divertirmi.

  3. Craccracriccrecr e cicciput sono i punti piu bassi della loro grandiosa discografia, ma questa OST è stupenda, il film anche se stupiderrimo è divertente, cio’ mi basta. Non avrei mai pensato di trovarlo qui su OA33G. E’ la prima delusione che mi date, vedete di non continuare su questa strada, che fino a mo’ siete stati enormi 🙂 Poi, de gustibus eh?

      • yeah, gia’ letto tuttissimo, sono uno sbirciatore folle 😉

        e infatti fino ad ora concordavo su tutto. Ma, ripeto, de gustibus, è solo ma mia opinione, e vale quel che vale (quanto un piede tonnato, direi)

        io lo considero un disco degno, non mi aspettavo di trovarlo tra gli orrori, eheheh

        LECCATA ON/ comunque ne approfitto per ringraziarvi del lavoro svolto, mi avete fatto scoprire cose trashissime e grazie a voi mi son fatto risate a denti larghi ;), spero continuerete ad libidinitum a schiacciare i tasti sulle vostre tastiere glassate
        LECCATA OFF/

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