claudio bisio paté d'animo

Paté d’animo, il disco cult di Claudio Bisio in combutta con Rocco Tanica

claudio bisio paté d'animo Se Claudio Bisio ha raggiunto fama nazional-popolare e ricchezza grazie a show televisivi in prima serata, non possiamo dimenticare i suoi ruoli nei film del primo Gabriele Salvatores e la sua carriera come cantante, breve ma di successo.Nonostante abbia avuto un disco primo in classifica nel 1991 oggi in pochi si ricordano di questo album uscito per Hukapan Records, la stessa casa discografica degli amici Elio e le Storie Tese, e proprio dal gruppo milanese dobbiamo iniziare.

Il buon Claudio proviene infatti dallo stesso humus culturale della band di Belisari e Conforti e dopo una gustosissima apparizione proprio sul disco di debutto degli Elii interpretando un fantomatico giornalista, in combutta con il tastierista Rocco Tanica (co-autore di tutti i brani) realizza il suo primo ed unico album.

Non sorprende quindi di trovare gli Elio e le Storie Tese quasi al completo, con Elio, Cesareo e Feiez (qui nelle vesti di Paolo Panigada feat. Fogliame) come come ingegnere del suono, e come ciliegina sulla torta la brava Angela Finocchiaro.

Il disco é un uncinetto di basi elettroniche e continui campionamenti (da Gino Paoli ai Faith No More), cantato quasi interamente in una specie di rap improbabile, con aperture melodiche che non a caso devono molto al “simpatico complessino”. Grazie alla demenzialità a ruota libera del duo Bisio – Tanica il disco è diventato oggetto di culto per i fan di Elio & co., forse perchè non venne più ristamapato, piuttosto che per il peso specifico del disco.

R-1196053-1295023142.jpegSe si trattasse di uno spettacolo di cabaret il giudizio sarebbe differente, ma dovendolo giudicare come un prodotto musicale le cose cambiano. Le buone canzoni ci sono, ma si contano sulle dita di una mano (“Sapore di Pinne”, “Rapput” e la migliore del lotto “Germano, i Sellini e Sua Madre”), il resto suona troppo fine a se stesso, più cabarettistico che musicale: in poche parole si sente che Claudio Bisio nasce come attore e non come musicista.

Nonostante tutto “Rapput” vende oltre ogni più rosea aspettativa, toccando quota 60.000 copie e piazzandosi al numero uno della classifica dei 45 giri più venduti, rimanendo nelle charts per ben 4 mesi e guadagnandosi il premio come tomentone dell’estate 1991.

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