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Bella Ciao: da inno antifascista a tormentone da discoteca

bella ciao remixQualsiasi italiano/a che viva o si rechi all’estero viene putualmente funestato dalla blanda forma di saluto «Ciao bello» o «Ciao bella» martellante; da qui ad alimentare il fuoco del malinteso linguistico il passo è breve anche grazie a qualche criminale del pentagramma che ha pensato bene di partorire un discutibile remix dance dell’inno italiano della Resistenza, Bella ciao.

Da sempre le hit estive (o come piace chiamarle a noi le “canzoni da spiaggia”) in generale sono una perniciosissima piaga estetica e morale, sappiamo bene che sfortunatamente nessuno ne esce indenne, neppure i morti (abbiamo ancora nelle orecchie la terrificante We No Speak Americano, spregevole vilipendio del cadavere Renato Carosone). Durante l’estate appena conclusasi le classifiche di mezza Europa (ma soprattutto quella francese e quella tedesca) sono state dominate senza pietà dall’obbrobrioso remix del noto inno partigiano che funge da cavallo di battaglia della colonna sonora della serie spagnola intitolata La casa de papel che grazie a Netflix è arrivata sino a noi come La casa di carta (o col più didascalico Money Heist per il pubblico anglofono).

Uno dei due responsabili del mefistofelico pasticciaccio è tal El profesor, il protagonista delle vicende televisive nonché la mente che si cela dietro al progetto di escogitare la più grande rapina in banca della storia. La canzone ricorre in diverse puntate perché, a quanto pare, il Nostro vi è particolarmente legato, sia perché gli fu tramandata dal nonno che aveva combattuto contro i fascisti in Italia, sia in quanto simbolo della resistenza in tutte le sue forme. Questo l’avrebbe autorizzato a piegare la nostra Bella ciao a esigenze estetiche e morali discutibili di una banda di rapinatori. In fondo il concetto di resistenza ha diversi livelli d’interpretazione.

Il complice musicale di El profesor è il DJ francese Hugel che ha ideato la base dance cafona di un canto che, per sua stessa ammissione, conosceva sin dall’infanzia, trascorsa nella Francia del Sud tra italiani e corsi. Deduciamo quindi che si tratti probabilmente di un crimine musicale premeditato.

L’incipit del remix è il suono ovattato, distante e quasi soffocato dell’originale su cui canticchia quasi impercettibilmente El Profesor (l’attore Álvaro Morte) con un pruriginoso accento iberico (chi ha avuto la fortuna di guardare la serie ha ben presente il suo «bella zao zao zao»). L’atmosfera sospesa fa presagire il peggio e infatti pochi secondi dopo si sente il battito di mani ignorante incalzato dal pulsante tunz tunz infame. La base immonda è sormontata da «O partigiano» reiterato e giustapposto ad cazzum ad altri versi della canzone estrapolati dal testo originale senza il minimo criterio. Quantomeno il professore e il DJ ci hanno concesso la grazia di non dare ulteriormente adito al proprio estro inespresso aggiungendo strofe inedite. Pochi mesi fa il rapper Rémy, connazionale di DJ Hugel, ha però deciso di interpretare Bella ciao in freestyle rap interamente in francese, stravolgendo in maniera ancora più incisiva l’impalcatura del pezzo, con tanto di mandolini iniziali e riferimenti alla serie televisiva. Insomma abbiamo capito che il 2018 è l’annus horribilis per il celebre canto antifascista.

Nel frattempo il remix dance di DJ Hugel è diventato una delle massime hit estive in territorio francese e teutonico. Ancora una volta non possiamo non ammirare come la Germania vanti una sottocultura diversamente bella venata di disagio che è ben più insidiosa del sandalo col calzino. Si parla addirittura di ohrwurm (letteralmente “verme dell’orecchio”, cioè tormentone), tant’è che è stata persino dichiarata inno estivo ufficiale dell’estate 2018 da fonti autorevoli come la Media Control GfK International, che pubblica le classifiche musicali tedesche ufficiali per conto della Bundesverband Musikindustrie (Associazione Federale dell’Industria Musicale). Qui volano nomi altisonanti, l’orrore estivo ha le spalle ben coperte. L’amministratore delegato Mathias Giloth paragona il successo sbalorditivo di Bella ciao alla piaga biblica di Despacito e riconosce a DJ Hugel il merito di aver reso il contenuto serio più accessibile e ballabile, tanto da evocare un’atmosfera vacanziera. Gulp!

Il remix dance di Bella ciao si colloca in una lunga serie di malintesi musicali cagionati dal rincoglionimento della canicola estiva. Tanto per citare un illustre precedente, si pensi a Vamos a la playa dei Righeira del 1983: il pezzo, diventato un classico estivo travolgente e immortale, è in realtà una canzone di protesta contro l’inquinamento ambientale e rammentava la minaccia incombente del conflitto nucleare ai tempi della Guerra Fredda.

Sentendo e leggendo tutto questo, vorremmo farci seppellire un po’ anche noi lassù in montagna, sotto l’ombra di un bel fior. Fior, fior, fior, fior, fior (ad libitum), fiooooor. Tunz tunz.

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