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All This and World War II (1976 – film & LP)

Il folle documentario musicale sulla Seconda Guerra Mondiale con le canzoni dei Beatles

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All This and World War II film 1976 beatlesOrmai i Beatles, consolidatisi come fenomeno culturale di massa non possono che essere riletti in ogni salsa e inseriti in un numero di contesti assolutamente astrusi, e proprio parlando di questi non si capirà mai perché nel 1976 uscì nelle sale una cosa come All This and World War II (ma la sua realizzazione era iniziata addirittura già nel 1970, quando la fine del più grande gruppo di sempre era ancora freschissima). Si tratta di una raccolta di canzoni dei Beatles che narrano gli eventi tragici della Seconda Guerra Mondiale su immagini di repertorio di ogni tipo, il tutto prodotto dalla 20th Century Fox che stanziò 1,3 milioni di dollari per la realizzazione della pellicola.

Inizialmente si era pensato di utilizzare i brani originali, ma per mere ragioni economiche si decise di far reinterpretare i classici della band di Liverpool da una pletora di star del rock e del pop dell’epoca, per il mero scopo di raccattare un po’ di soldi anche dalla colonna sonora che venne pubblicata in un doppio album su cui troviamo tra gli altri Elton John al picco della sua popolarità, Ambrosia, Status Quo, Peter Gabriel che aveva appena lasciato i Genesis, Bryan FerryRod Stewart, Keith Moon degli Who, i Bee Gees e Tina Turner. Scelta che, come vedremo, fu azzeccatissima.

L’inusuale formato del documentario musicale venne affidato a Susan Winslow, una produttrice a cui inizialmente venne affidata solo la ricerca degli archivi fotografici e solo successivamente promossa alla regia (successivamente avrà una brillante carriera nel mondo dei documentari). Il risultato fu tanto innovativo quanto bizzarro: come resistere già ad un inizio in cui sulle note di Magical Mystery Tour ci viene mostrata una parata nazista con la folla in delirio per Adolf Hitler che sembra quasi presa pari pari dalle scene di isteria collettiva durante la beatlemania piu acuta immortalata anche nelle celebri sequenze di A Hard Day’s Night? Una sequenza a dir poco esilarante (forse un po’ meno per gli spettatori tedeschi che avevano ancora ben vivo il ricordo del Terzo Reich) ma perché no, anche chiaro segnale di una non banale, pungente e riflessiva ironia.

Umorismo e una parvenza di serietà si susseguono lasciando basito lo spettatore tra brani quali Come TogetherSun King e I Am the Walrus utilizzati in sottofondo per riprese dell’attacco a Pearl Harbor, mentre la controffensiva americana contro i giapponesi viaggia sulle note di una originale e personale versione di Lucy in The Sky with Diamonds cantata da Elton John (già singolo di successo nel 1974 incisa con lo zampino di John Lennon alla chitarra e ai cori). Oltre alla bizzarra spettacolarità della resa di queste sequenze viene da chiedersi se alcuni tra i testi più nonsense dei Beatles siano stati utilizzati proprio su alcune delle sequenze più tabù della storia statunitense per sottolineare l’insensatezza della guerra.

Se tutto questo non bastase le sequenze di guerra vengono intermezzate da estratti di celebri film dell’epoca, che passano da Casablanca alle commedie più leggere (tra cui alcuni estratti degli sketch di Stanlio e Ollio), che danno solo un’aria più straniante e surreale al tutto.

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La sinistra pubblicità della colonna sonora di All This and World War II

Esilaranti anche alcune rappresentazioni dissacranti come quella di Adolf Hitler ripreso durante le vacanze invernali nella sua residenza a Berghoff sulle note di The Fool on the Hill e quella di un annichilito Benito Mussolini prossimo alla fine e della sua caduta sulle note di Nowhere Man mentre si scatena la rivolta popolare contro di lui e i suoi simboli.

Come perfetto contrappunto segue una visione solare e divertente dell’arrivo degli Alleati in Italia su We Can Work It Out eseguita dai Four Seasons (che guardacaso erano una band italoamericana) e Michelle durante l’arrivo degli stessi a Parigi, cantata dal nostro Riccardo Cocciante, proprio lui, che per l’occasione viene ribattezzato “Richard”. impossibile non citare anche l’epica versione di A Day in a Life di Frankie Valli (membro dei già citati Four Seasons) che accompagna lo sbarco in Normandia con un montaggio a dir poco perfetto.

Alcune sequenze sono più riuscite di altre, ma rimane comunque un’opera singolare e curiosa che però non stuzzicò affatto il pubblico, trasformandosi in un colossale flop per la 20th Century Fox che osò produrlo. Un tonfo talmente clamoroso che non solo la pellicola non venne mai distribuita in home video se non recentemente e in maniera molto limitata, ma, caso più unico che raro, la colonna sonora incassò più del film stesso raggiungendo il 48º posto nella classifica americana degli album più venduti, regalando hit di successo a Rod Stewart e agli Amborsia.

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La copertina della colonna sonora

Con gli occhi dello spettatore del XXI secolo e col distacco temporale dagli eventi bellici può essere visto come un perfetto esempio di rappresentazione della cultura popolare e di ironia post-moderna estremamente avanti coi tempi, basti pensare a tutte le parodie su internet che mischiano filmati bellici di repertorio con esilaranti accompagnamenti musicali.

Nel 1976 però le cose erano molto diverse: All This and World War II era una pellicola troppo dissacrante, cinica e irrispettosa per un evento tragico terminato solo 30 anni prima su cui in pochissimi avevano voglia di scherzare. Nonostante il flop immeritato che avrebbe potuto mettere molti produttori e registi in guardia da idee bizzarre e rischiose, solo due anni dopo venne prodotto e distribuito il demenziale (nel senso più offensivo del termine) film musicale Sgt Pepper Lonely Hearts Club Band con protagonisti i Bee Gees e Peter Frampton, probabilmente a causa delle menti obnubilate dalla cocaina.

Tracklist:
A1. Ambrosia – Magical Mystery Tour
A2. Elton John – Lucy In The Sky With Diamonds
A3. Bee Gees – Golden Slumbers/Carry That Weight
A4. Leo Sayer – I Am The Walrus
A5. Bryan Ferry – She’s Leaving Home
A6. Roy Wood – Lovely Rita
A7. Keith Moon – When I’m Sixty-Four
B1. Rod Stewart – Get Back
B2. Leo Sayer – Let It Be
B3. David Essex – Yesterday
B4. Jeff Lynne – With A Little Help From My Friends/Nowhere Man
B5. Lynsey De Paul – Because
B6. Bee Gees – She Came In Through The Bathroom Window
B7. Richard Cocciante – Michelle
C1. The Four Seasons – We Can Work It Out
C2. Helen Reddy – The Fool On The Hill
C3. Frankie Laine – Maxwell’s Silver Hammer
C4. Brothers Johnson – Hey Jude
C5. Roy Wood – Polythene Pam
C6. Bee Gees – Sun King
C7. Status Quo – Getting Better
D1. Leo Sayer – The Long And Winding Road
D2. Henry Gross – Help
D3. Peter Gabriel – Strawberry Fields Forever
D4. Frankie Valli – A Day In The Life
D5. Tina Turner – Come Together
D6. Wil Malone & Lou Reizner – You Never Give Me Your Money
D7. The London Symphony Orchestra – The End

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1 COMMENTO

  1. Sono beatlesiano fino al midollo e da parecchi decenni ma questo film non l’avevo mai sentito. Un’interessante scoperta inattesa.
    L’accostamento per analogie tra vecchie scene e canzoni dei Beatles mi ricorda un filmato in un programma di Enzo Biagi, nel quale le sequenze di un film muto sulla Divina Commedia erano accompagnate da canzoni dei Beatles inerenti, per esempio: Dante andava via da Firenze in esilio e sotto si sentiva “Penny Lane”, la canzone della nostalgia per i luoghi natii; Dante incontrava Beatrice e sotto partiva “She Loves You”; Dante e Virgilio tra le anime prave e si sentiva “Look at all the lonely people” da “Eleanor Rigby”, ecc.

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