peggiori cover indiane

Le 10 peggiori cover indiane di brani famosi

L’inesplorato mondo del cinema indiano e soprattutto il colorato e folle mondo dei Bollywood movie (il cinema popolare in lingua hindi, una sorta di cinepanettoni al curry, a base di canzoni e annesse coreografie che trasformano qualsiasi trama in assurdo baccanale) non ha mai negato il vizietto di “prendere in prestito” dal mondo occidentale trame, locandine e canzoni. Il tutto viene reinterpretato a uso e consumo del pubblico locale completamente ignaro di tutto questo. Noi ci siamo concentrati sulla musica che in questi film non è affatto mero sottofondo, bensì parte integrante dello svolgimento drammatico; in questo caso i più timidi si limitano magari solo al ritornello, a un inciso o qualche giro di basso o chitarra, quelli più sfacciati prendono di peso tutto il brano e lo fanno loro senza menzionare gli autori originali ovviamente. Oggi grazie a internet possiamo smascherare queste malefatte che però tanto ci piacciono, così in collaborazione con il nostro amico e youtuber Mark The Hammer abbiamo voluto immergerci in questo pozzo nero della musica (roba che le fogne di Calcutta sembrano una spa) per proporvi un concentrato dei peggiori/migliori casi umani di questo coloratissimo e speziatissimo universo: ecco a voi le 10 peggiori cover indiane di brani celebri.

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Dil Le Le Lena (Macarena)

Per movimentare un bel thriller non c’è nulla di meglio di un bel ballo di gruppo. Dil Le Le Lena ricorda da vicino la Macarena, ma non è tutto perché anche alcuni passi di danza sono presi in prestito da quel fetente tormentone del 1993. Per una volta però vi è un’ammissione di colpevolezza: pare che il testo dica all’inizio che si tratta di una copia. Vista la mia scarsa conoscenza della lingua hindi voglio crederci, ma in fondo non cambia nulla perché la Macarena è il brano perfetto da schiaffare in un Bollywood movie (qui siamo nel 1997, ben oltre il periodo di gloria dell’originale) con quelle complesse coreografie sceme su una musichetta irritante.

Koi Yahan Naache Naache (Video Killed The Radio Star)

Nel 1982 la discomusic era morta, sepolta e dimenticata ovunque tranne che in Asia. Disco Dancer fu una pellicola che celebrava il mondo della discoteca in un’assurda competizione mondiale tra ballerini, diventando un instant classic in tutto il continente: India, Turchia, Cina e soprattutto Unione Sovietica. Punto focale del film non erano solo le coreografie coloratissime ed esagerate come al solito, ma anche la musica (la colonna sonora ebbe uguale successo). Tra le canzoni scoviamo per voi una mezza-cover di Video Killed The Radio Star dei Buggels. Mezza nel senso che viene preso in prestito solo il ritornello in un orgia di archi, basso pulsante e sculettamenti.

Jeena Bhi Kya Hai Jeena Teri Ankhon Ke Bina (Billie Jean)

Visto il successo incredibile dell’album Thriller era ovvio che la musica di Michael Jackson arrivasse anche in terra indiana. Il primo esempio è una canzone che ricorda molto da vicino la famosissima Billie Jean che per qualche motivo riprende (male, s’intende) la coreografia di Thriller. Ora, che cosa c’entri quella storiaccia di paternità presunta e negata di cui parla Billie Jean con le atmosfere horror di Thriller non ci è dato sapere, ma chi se ne frega! Questi sono dettagli che non contano in un film come Kasam Paida Karne Wale Ki (vero e proprio successone che divenne la pellicola più vista in India del 1984), in un intreccio di abusi, amore e morte.

Laoon Kahan Se (Hotel California)

Il Bollywood poliziesco Jaane Jigar vide la luce nel 1998 e fu un totale disastro. Non lo vide nessuno, una roba ai livelli di Alex l’ariete.  Perché ricordare questo brutto film allora (ammetto di non averlo visto, ma per una volta mi fido dei giudizi del pubblico)? Presto detto: la sdolcinata ballata Laoon Kahan Se costruita sulla musica di Hotel California, brano simbolo degli Eagles che qui viene massacrato in un duetto a due voci: lui fa il romantico imbracciando con fare da spaccone la chitarra come se stesse trasportando un tronco di palma, poi arriva lei che con voce da unghie sulla lavagna completa questa opera di demolizione controllata.

Tumne Jo Kaha (Barbie Girl)

Nella seconda metà degli anni ’90 gli Aqua e la loro bubblegum dance dominarono TV, radio e discoteche. Praticamente inevitabile che la loro hit Barbie Girl finisse nella colonna sonora dell’ennesimo classico bollywoodiano. Il merito/la colpa è di Laawaris, pellicola del 1999 dalla classica trama a sfondo romantico senza particolari sussulti. Quello che ci fa saltare sulla sedia con l’istinto di strapparci le orecchie è invece la la carrellata di suoni orrendi e fastidiosi di questo brano, al pari della parte cantata che rende particolarmente inappetibile e inballabile la canzone. Se non bastasse, il tutto viene impreziosito nel video dai completini agghiaccianti sfoggiati con naturalezza dai nostri due eroi, tra cui abiti fluorescenti che sono più che sicuro siano stati banditi come armi non convenzionali.

Tum Kya Jaano (Godfather theme)

Magniloquente, drammatica e intensa. La canzone portante de Il padrino composta da Nino Rota dipinge perfettamente il mondo tragico e malfamato di don Vito Corleone. Insomma un’offerta che non si poteva rifiutare per il cinema hindi di sgraffignare il brano e trasformarlo nella solita idiotica ballata romanticona. Questa perla del brutto la possiamo rintracciare nella pellicola Aashiq del 2001 che per fortuna non ebbe molto successo.

Koi Nahin Tere Jaisa (Cotton-Eyed Joe)

Il country folk americano lo associamo immediatamente alla musica indiana, oppure no? In effetti ogni volta che vedo un tizio che suona il banjo mi si aprono davanti agli occhi le rive del Gange. Non ci deve essere altra spiegazione se tra le miliardi di canzoni da cui potevano pescare, qualcuno decise di andare a prendere proprio Cotton-Eyed Joe resa popolare nella versione ballerina dei Rednex (con il titolo di Cotton Eye Joe). Magari qualcuno può pensare che semplicemente non abbiano colto i riferimenti culturali della canzone prendendo semplicemente in prestito la melodia. Falso. Tutto il video gioca con gli stereotipi dei cowboy americani con tanto di line dance reinterpretata al sapore indiano. Disagio e imbarazzo a badilate.

Golimaar (Thriller)

Se non bastasse la versione di Billie Jean ecco che arriva Golimaar, meglio noto al pubblico mondiale come clip virale denominato Indian Thriller. Si tratta del brano di punta del film Donga del 1985; in questo caso non parliamo di un Bollywood movie perché la pellicola non è in hindi ma in lingua telegu. Bazzecole. Golimaar supera la fantasia: il giro di basso di Thriller viene trasformato in una base sintetica incalzante e ossessiva che fa da tappeto alle mosse spastiche di tale Chiranjeevi (l’attore-ballerino) che pare in preda a una crisi epilettica durante una triste recita di Halloween per bambini in qualche villaggio remoto nel Punjab. Tutto è talmente brutto da diventare improvvisamente magnifico.

Tu Woh Tu Hai (il tema de Il buono, il brutto, il cattivo)

Ci può essere mente più mefistofelica di quella che ha pensato di riutilizzare il celebre tema de Il buono, il brutto, il cattivo di Ennio Morricone per farne una canzonetta d’amore? I produttori del film Beqabu del 1996 devono aver pensato diversamente, bontà loro. Onestamente che cosa cazzo c’entri un cowboy in India ancora non me lo sono spiegato, ma se abbiamo chiamato indiani i nativi americani non vedo perché non possa esserci un cowboy scemo che scorrazza nelle campagne del Rajasthan. Terribile sarebbe un complimento. Vile pare più appropriato.

We Love We Love Rocky (We Will Rock You)

Mischiare lingue diverse in una canzone non è mai una buona idea di partenza perché, a meno che non ti capiti una grandissima botta di culo tipo 7 seconds con Youssou N’Dour e Neneh Cherry, la cosa semplicemente non funziona. Se già per la legge dei grandi numeri la sorte non è mai benevola in questi casi, figurarsi se mischiamo inglese e hindi. Ecco che nasce così la più folle cover di We Will Rock You dei Queen; personalmente già trovo insopportabile l’originale, figurarsi quando il testo viene trasformato in un assurdo «We love, we love Rocky» intonato da un coro di fanciulle fastidiose. Sì, parliamo del il celebre Rocky Balboa, anzi no. Nel film Aflatoon del 1997 il Rocky in questione non è il pugile che conosciamo tutti, ma un fetente criminale che però ha il nome, ma soprattutto le fattezze e l’abbigliamento proprio del personaggio inventato da Sylvester Stallone. I casi della vita in un clash culturale mica da ridere.

Queste sono solo alcune alcuni episodi di questa enorme fabbrica di tarocchi musicali; se siete coraggiosi potete trovarne tante altre guardando questa playlist sul nostro canale YouTube divertendovi a scovare i furti piú o meno nascosti.

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