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Myron Floren – Disco Polka (1977, LP)

Un improbabile esperimento dove la discomusic viene interpretata con la fisarmonica

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Myron Floren Disco PolkaSpesso ci si lamenta della quantità di musica usa e getta partorita negli anni ’80, dimenticandosi delle numerosissime porcate prodotte negli anni ’70, specialmente quando scoppiò la fatale febbre della discomusic che, poco o tanto, contagiò tutti, dai Pink Floyd a Tony Renis, da Rod Stewart a Bobby Solo, dai KISS a Ilona Staller. In fondo i tempi erano cambiati e ognuno doveva aggiornarsi alla nuova moda se voleva vendere.

Qualcuno ci provò con la scusa di apparire ironico, altri presero questa cosa dannatamente sul serio, altri ancora si fecero trascinare dall’entusiasmo della cocaina. Tutto venne così inghiottito dalla mania della disco: rock, musica brasiliana, canzoni popolari ebraiche, carole natalizie, musica classica, tarantella

Tra i tanti generi struprati da questo perverso meccanismo spunta anche Disco Polka, l’ibrido mostruoso che vi mancava, uscito nel 1977, agli albori della disco-mania che esplose con Saturday Night Fever.

L’autore di questa baracconata fu Myron Floren, popolare personaggio televisivo negli Stati Uniti, figlo di immigrati norvegesi che divenne sin da giovanissimo una sorta di Jimi Hendrix della fisarmonica e uno dei volti noti del celebre programma The Lawrence Welk Show dove conduceva l’orchestra col suo inseparabile strumento e un grande sorriso per tutti, al punto da venir ricordato nell’immaginario televisivo americano come «The happy Norwegian».

Nonostante la fisarmonica non fu mai uno strumento popolare nella tradizione americana, men che meno nell’immaginario della musica radiofonica, Myron si gettò con tutto se stesso nell’incisione di Disco Polka, un bizzarro disco in cui il virtuoso si destreggia in improbabili reinterpretazioni di brani standard e interminabili medley in un letale groviglio sonoro tra fisarmonica e clarinetto, uniti ai tipici pomposi fiati e archi delle classiche sonorità disco con un onnipresente sottofondo di basso gorgheggiante e ogni tipo di percussione esistente nella musica pop (e anche qualche synth occasionale visto che ci siamo).

Il risultato è indubbiamente tanto atroce quanto esilarante, seppur alle risate subentra rapidamente noia e fastidio (a meno che non amiate patologicamente il suono della fisarmonica), ma in fondo non possiamo che provare una sorta di sinistra ammirazione per «The happy Norwegian» che concepì e realizzò un’operazione così sfacciata anche per gli standard di un’epoca già spudorata di suo. Senza contare che la fama e la spudoratezza di Myron Floren d’infilare la sua fisarmonica in ogni pertugio musicale ispirò un altro grande fisarmonicista e cantautore comico come “Weird Al” Yankovic.

Tracce:
A1. Clarinet Disco-Polka
A2. Medley: How High The Moon / The World Is Waiting For The Sunrise
A3. The Double Eagle Disco-Polka
A4. Medley: Love Is Blue / Lover’s Concerto
B1. Beer Barrel Polka
B2. Medley: I Want A Girl (Just Like The Girl That Married Dear Old Dad) / Wait Till The Sun Shines, Nellie
B3. Paloma Blanca
B4. The Cotton-Eyed Joe Disco-Polka
B5. Laughing Polka Disco-Style

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2 COMMENTI

  1. Tanto onore e rispetto alla polka! La polka c’era prima di quasi tutti (i generi) oggi, e ci sarà anche dopo. In Germania e Austria il genere Oberkreiner è molto più popolare del ciarpame da discoteca.
    In Italia l’unico gruppo oberkreiner è “Edelweiss”, con la grande cantante Lores. Un gruppo qui sconosciuto e capito niente, anche preso in giro da questo sito. Polka è festa, è gioia, è ballo… polka über alles!!

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