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Le 10 migliori theme song del wrestling moderno

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Le 10 migliori theme song del wrestling moderno

La storia del wrestling nel nostro paese si può dividere in tre diversi momenti: prima furono gli anni d’oro, periodo compreso tra la metà degli anni ’80 e i primi anni ’90, in cui la voce del mitico Dan Peterson portò negli schermi di tutti gli italiani le gesta di eroi quali Hulk Hogan, Ultimate Warrior, The Undertaker e altri personaggi molto caricati, quasi delle macchiette, che piacquero come tutte le novità provenienti dall’America reaganiana. Seguirono poi gli anni dell’oblio, dove per scelte di palinsesto il wrestling sparì dalla TV italiana attestandosi come interesse di nicchia per pochi appassionati che, complice l’avvento di internet, si trovavano nei meandri della neonata rete e sulle chat IRC scambiandosi VHS di eventi registrati da reti televisive saudite per rimanere aggiornati sulle gesta dei lottatori d’oltreoceano. Infine gli anni del ritorno, con una copertura totale del wrestling dagli anni 2000 che continua tuttora ed è caratterizzato da commentatori pittoreschi e competenti, come Michele Posa e Luca Franchini, o semplicemente pittoreschi, come nel caso di Ciccio Valenti e Chris Recalcati.

Nel frattempo il wrestling è inevitabilmente cambiato e i personaggi cui eravamo abituati (le cosiddette gimmick) sono totalmente diversi da quelli degli anni ’80 e ’90: al poliziotto, al torero, al pagliaccio bastardo si sono sostituiti personaggi meno caratterizzati e più “cazzuti”, musicalmente legati a temi sonori in linea coi correnti gusti musicali della platea, la cui età media si è nel frattempo alzata. Non era raro quindi, antropologicamente parlando, sentire nel periodo in cui il wrestling ritornò a fare capolino tra gli schermi TV, persone di ogni genere e ceto sociale passare rombando sulle loro macchine a finestrino abbassato pompando nello stereo, chessò, la musica di ingresso di Triple H o intercettare tra le casse del paninaro lurido di Piazza Cinque Giornate a Milano il motivetto “Booyaka 619” di Rey Mysterio… Beh, questa è la classifica delle dieci theme song che meglio simboleggiano, a parere di chi scrive, gli anni del wrestling moderno:

Crank It Up – Big Show

“Weeell it’s the Big Shooow…” queste parole bastano per riportarci alla mente l’entrata della montagna umana, uno dei lottatori più imponenti che abbiano mai calcato i ring dello sport entertainment. Declinato in diverse accezioni, più o meno cupe a seconda dello schieramento del momento, se buono o cattivo, e dalle tonalità vagamente country, il pezzo si pone come uno dei più immediatamente riconoscibili e caratteristici di tutta l’attuale WWE.

Break The Walls Down – Chris Jericho

L’uomo del millennio è solito accompagnare la sua entrata con uno dei cavalli di battaglia della federazione, la mitica “Break the Walls Down”, uno dei pezzi forti dei Fozzy, il gruppo di cui Y2J è voce e leader. Più volte variata nel corso degli anni, per venire incontro ai gusti del momento e alle peculiarità del personaggio, la musica è stata caratterizzata per un certo periodo da un countdown iniziale che la rendeva unica nel suo genere.

S.O.S. – Kofi Kingston

Un tuffo nelle sonorità reggae per il lottatore jamaicano che non si è mai espresso ai massimi livelli nella WWE ma che sicuramente si accompagna al ring con una delle canzoni più riuscite in termini di accostamento al personaggio e più orecchiabili in tema musicale. Non a caso, i cambiamenti che l’hanno caratterizzata nel corso degli anni sono stati minimi. Ricetta vincente non si cambia.

Voices – Randy Orton

Composta e realizzata da Jim Johnston con la collaborazione di Rich Luzzi Rev Theory, la seconda canzone di ingresso di Randy Orton (la prima, “Burn In My Light”, ebbe vita più breve) ha accompagnato con le sue sonorità heavy metal i maggiori successi di uno degli artisti di punta della nuova generazione WWE. Ascoltare l’assolo vocale di Luzzi ci fa subito temere il peggio: probabile RKO in arrivo. E poi sono dolori…

Booyaka 619 – Rey Mysterio

L’entrata del diavolo mascherato, l’atleta dalle dimensioni più gracili ad essere mai diventato campione del mondo della WWE, uno dei preferiti dei fan più piccoli si accompagna sul ring con la ormai mitica “Booyaka 619”, un pezzo cantato dallo stesso lottatore e più volte declinato in generi musicali diversi, dal reggaeton a sonorità più rock-metal, mantenendo comunque inalterato negli anni il sound di base e le lyrics.

Metalingus – Edge

“Metalingus” degli Alter Bridge è obiettivamente una canzone in sé molto bella. La mossa vincente, per sdoganarla nella platea mondiale, è stata quella di affiancarla ad Edge, uno dei fan favourite di inizio millennio, costretto purtroppo al ritiro per un grave infortunio che ne ha minato la possibilità di esibirsi sui ring dello sport entertainment. Ricordiamo però con piacere la sua theme song, una delle più azzeccate se consideriamo la tipologia del personaggio che rappresentava, sempre al limite tra heel (cattivo) e face (buono).

Viva la Raza – Eddie Guerrero

“I lie, I cheat, I steal”: alzi la mano chi, nei primi anni 2000 non ha cantato almeno una volta questo ritornello dopo aver compiuto uno “scherzetto” agli amici. La mitica musica del mitico lottatore messicano, scomparso troppo presto, ne ha caratterizzato perfettamente il personaggio, borderline tra numeri da autentico campione e trucchetti che spesso superavano il confine della legalità. Il fine, del resto, giustifica quasi sempre i mezzi. Almeno nel wrestling. Ciao Eddie, ti ricordiamo sempre con affetto!

The Game – Triple H

Pochi personaggi del wrestling moderno possono essere considerate come icone. Triple H è uno di questi. Sulla cresta dell’onda per più di 20 anni, il canadese è a pieno titolo uno dei lottatori simbolo della WWE. Va da sé che la sua entrata viene automaticamente annoverata come un must e si piazza sul podio della nostra classifica. “The Game” dei Motörhead (R.I.P. Lemmy) ci ha infatti accompagnati nei migliori momenti legati a questo sport-spettacolo… Fino ai giorni nostri.

The Time Is Now – John Cena

“Hate it or love it”, come la Marmite, una famosa salsa inglese che ha fatto di questa frase il suo slogan. Nel caso di John cambiano i pronomi ma la sostanza resta: piaccia o no, Cena è forse il simbolo più efficace del wrestling concepito in chiave moderna. La sua theme song, cantata dal lottatore stesso, è stata più volte sinonimo di titolo mondiale, risultando tra le più pompate anche in ambito “extra wrestling”, complice l’esperimento canoro del buon John, con un album che lo portò persino a Sanremo, dove peraltro si propose come una delle sorprese più liete sia a livello di personaggio che a livello vocale, per darvi un’idea del livello del festival in quel periodo…

No Chance In Hell – Vince McMahon

Big Vince. Lo zio Vince. Mr McMahon. Er Piacione. Chiamatelo come volete: quest’uomo è il guru, il mantra, il grande santone. Quest’uomo è la WWE. Quale compagnia al mondo ha un padrone che sale sul ring e si fa prendere a mazzate dai suoi dipendenti? That’s WWE! Questo è il wrestling. La theme song del buon Vince si piazza diretta al primo posto. Premete il tasto play e chiudete gli occhi: ve lo vederete arrivare col suo passo, forzosamente impettito e smargiasso, pronto a dare regole, a stipulare match, a perpetrare l’ultima inguistzia nei confronti del lottatore senza macchia o l’ultima bastardata al cattivone di turno. Sempre con l’inconfondibile stile, perfettamente ritratto dalle sonorità di “No Chance In Hell”.

Fuori Classifica: Rest in Peace – The Undertaker

Avevo 9 anni e rimasi impressionato quando vidi per la prima volta il becchino salire sul ring. Dan Peterson commentò il tutto con un “mamma mia, questo non mi piace per niente”. Ora di anni ne ho 33. Taker è invecchiato ma nei momenti clou c’è sempre. Insieme a lui, la mitica musica d’ingresso, variazione musicale della marcia funebre di Chopin. Un pezzo che è diventato la storia del wrestling, il più riconoscibile tra tutti quelli dei lottatori della federazione, il più inquietante, il più pauroso. Indubbiamente il migliore di sempre per il personaggio migliore di sempre.

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7 COMMENTI

  1. Personalmente apprezzo l’entrance theme di Christian.
    Oh, mi faceva venire la pelle d’oca, soprattutto nell’ultimo stint.

    • Oggettivamente è vero, però è nato nel New Hampsire da una famiglia franco-canadese, da cui il cognome francese Levesque, quindi può starci l’appunto: è di origini canadesi o, ancora meglio, francesi, nonostante lui non parli la lingua.

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