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Alberto D’Arco – Dai Dai Dai (Dolce Vita) (1987 – 7″)

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Alberto d'arco dai dai dolce vitaRieccoci nuovamente a sguazzare tra i liquami pop anni ’80, i classici dischi “invendibili” che finiscono ad ammuffire nella cantina della nonna o direttamente nell’isola ecologica dietro casa.

Con opportuna pazienza e scientifica ricerca questo humus vinilico ci svela interessanti misfatti di Sig. Nessuno che, seppur musicalmente inetti, si rivelano sociologicamente interessanti, avendo la forza di trascendere il lato puramente musicale per mostrarci uno spaccato dell’epoca che fu più efficacemente di mille parole.

Non stiamo parlando di artisti di successo, cui in fondo perdoniamo anche le più imbarazzanti cadute nel kitsch più fetido (c’è bisogno di fare nomi?), al contrario in questo calderone incontriamo spesso volenterosi incapaci che cercano di imitare le mode dell’epoca per ritagliarsi un’agognata fetta di successo.

Oggi prendiamo la nostra macchina del tempo e ci ritroviamo nella seconda metà degli anni ’80, quando l’italo disco stava inesorabilmente soffocando tra orde di squallide produzioni che giocavano sempre su schemi logori e abusati.

Il misconosciuto Alberto D’Arco (al secolo Alberto Colucci) è uno di questi para-fenomeni, questa volta di base in Germania, che ha la brillante idea di giocare la carta dell’italiano per stranieri. Certo ci avevano già pensato in tanti a impreziosire brani anonimi usando la lingua di Dante, ma qui parliamo di un’intera canzone per giunta nemmeno destinata al Belpaese, puro “made in Italy” economico da esportazione.

Prendiamo una base italo disco anonima con i volumi al massimo e chitarrine rock, e schiaffiamoci sopra un testo scritto con il frasario italiano-tedesco. Un ritornello come “dai dai dai dolce vita tu bellissima / dai dai dai a noi piace la libertà” non potrebbe spiegarsi altrimenti.

Una sorta di omaggio casereccio al nostrano Ryan Paris e alla sua “Dolce vta” o uno spudorato tentativo di italo disco per allocchi?

In tutta onestà dobbiamo dire che se ci immaginiamo sulla nostra Ritmo Cabrio rossa fiammante, con il braccio fuori dal finestrino e il volume al massimo non potremmo sperare in una colonna sonora più azzeccata.

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3 COMMENTI

  1. Questo brano non avrebbe sfigurato come colonna sonora di qualche episodio dell' " Ispettore Derrick " …….Federica.

  2. Non male per uno sconosciuto…vi consiglio di analizzare e commentare anche il lato B del singolo con :STELLAtesto banale ma la musica ha il suo perchè…saluti!!!P.S. siete simpaticissimi con le vostre recensioni 😉

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