Home Liste e Classifiche 10 imbucati illustri al Festival di Sanremo

10 imbucati illustri al Festival di Sanremo

La classifica dei "tiziocaiosempronioepoiunochenonricordo" che puntualmente sbucano sul palco del festival della canzone italiana

-

L’imbucato é quel favoloso animale sociale che con estrema indifferenza e noncuranza troneggia dove meno te lo aspetti: dalle assemblee di condominio ai consigli comunali, dalle cene tra amici ai matrimoni e perché non anche ai funerali o alle comunioni.

Questo “tiziocaiosempronioepoiunochenonricordo” esiste ovviamente anche al Festival di Sanremo, che é pur sempre specchio del nostro Paese: stai guardando il festival, quando ecco che non te lo aspetti e spunta il personaggio di turno di cui avevi perso memoria ed invece… Zacchete!

Tra le decine (di decine) di imbucati che hanno cantato in Riviera, dai tempi del Casinò all’Ariston, ne abbiamo scelto dieci: una piccola selezione, ma significativa

10
Michele Zarrillo – Mani nelle mani (2017)

Quando Carlo Conti dichiaró di esser stato costretto ad alzare il numero di partecipanti da 20 a 22, tutti si chiesero di chi sia la pistola che si trovó puntata alla tempia… Perché 20 in gara erano già troppi e 22 “stroppiano” davvero. Comunque, Michele Zarrillo torna a Sanremo nel 2017 con la pistola nella fondina, ma lo fa in un momento di grande rinnovo del Festival, mentre lui non s’è mai rinnovato neppure nei tempi migliori, figurarsi ora che deve rappresentare semplicemente se stesso: quindi, senza che nessuno ne sentisse il bisogno, canta una sua solita canzone, quindi roba che sa di vecchio, e se ne va, con la certezza che prima o poi riapparirà all’Ariston.

9
Fiordaliso – Accidenti a te (2002)

Quel giorno in conferenza stampa, il nome di Fiordaliso fu accolto da un vero mormorio, tale che Pippo Baudo s’interruppe spiegando che i giornalisti sbagliavano, perché la canzone era davvero bella. In realtà Pippo mentiva spudoratamente, come ha sempre mentito quando parlava delle canzoni dei suoi Festival, e Accidenti a te (che ricorda neanche troppo vagamente Gli uomini non cambiano, a iniziare dagli autori) passa inosservato come la stessa Marina.

8
Adriano Pappalardo – Nessun consiglio (2004)

Nel 2004, causa boicottaggio delle case discografiche che bloccano la partecipazione dei cosiddetti big, quel che viene messo su è un orrendo mostro a più teste, che non è esclusivamente una sezione emergenti perché tra i cantanti si ficca la qualunque, nel trepido tentativo di inanellare una presenza. In questo mucchio multiforme, merita menzione il roccioso Adriano Pappalardo che in tutto questo sgomitare riesce a imbucarsi debuttando al Festival di Sanremo benché antico tra i giovani ed a carriera finita da un pezzo. Sbarcato da una memorabile partecipazione all’Isola dei famosi il Nostro arriva in tuta (ovviamente con spregio alla banalità) e barba incolta a gridare la sua Nessun consiglio, infarcita di robe imbarazzanti da cartone animato come «sSvegliarsi la mattina colazione con i cereali per mantenersi belli snelli in forma non come i maiali». Dopo aver giocato a fare la parodia di se stesso ed essersi sgolato inutilmente saluta tutti e torna nel dimenticatoio.

7
Renato zero – Spalle al muro (1991)

Ma come, Renato Zero, direte voi? Ebbene sì, perché nel 1991, dopo due tentativi andati a vuoto nel 1987 e nel 1989, Renato s’imbuca al Festival di Sanremo con Spalle al muro che poi è passato alla storia, ma all’inizio era una mera curiosità in cartellone e niente più. Sono gli anni bui in cui la stella non splendeva piú come un tempo e lui è palesemente in difficoltà, tanto che all’arrivo in riviera non se lo fila davvero nessuno. Nonostante tutto sarà poi capace di crearsi magistralmente un consenso destinato a trasformarsi in tifo da stadio, plauso della critica e trionfo nel secondo posto, che poi é la vera vittoria del Festival.

6
Grace Jones – Still Life (1991)

A riprova che Renato Zero non avesse alcun peso al Festival di Sanremo del 1991 vi é il fatto che la sua canzone non era stata neppure abbinata con un cantante straniero che, come da regolamento di quell’anno, doveva cantare in altra lingua il brano in gara. Merita quindi la medaglia di imbucata dell’imbucato la mai doma Grace Jones, che arriva all’Ariston esattamente il giorno stesso in cui deve cantare, prova la canzone e va in diretta. Tutto questo traspare dalla sua interpretazione che rende sì fascinosa una versione poco azzeccata, ma con un’esecuzione, per ovvie ragioni, incerta (e peccato che la trovata finale della parrucca sia sprecata dalla regia, ma chissà se è mai stata provata).

5
Mina per Tim (2019)

Nel suo presenzialismo estremo, alla faccia dell’esilio, Mina occupa posto di rilievo anche al Festival di Sanremo, sebbene abbia giurato di non metterci più piede (ma si sä che una lauta sponsorizzazione rende tutti piú docili). Così, di riffa o di raffa, zuppa o panbagnato la tigre s’imbuca all’Ariston puntualmente, sebbene (mai sia) sotto mentite spoglie e non disdegnando la qualunque pur di esserci, come nell’imbarazzante contributo per una nota compagnia telefonica dei tempi più recenti.

4
Manuela Villa de la Squadra Italia – Una vecchia canzone italiana (1994)

Nel grande campionario umano (e non solo) della Squadra Italia, agghiacciante operazione revival del 1994, tutti i componenti possono ben fregiarsi di imbucati a pieno titolo, stante il desiderio che da anni ammanettava ciascuno di loro ai cancelli dell’Ariston, nell’atroce pensiero di tornarci o arrivarci per la prima volta, dato che qualcuno manca da anni, altri da decenni e altri mai ci han messo piede. La povera Manuela Villa, figlia del Reuccio, ci regala quindi una performance unica e degnissima di nota, poichè lei è davvero imbucata tra gli imbucati in virtù unicamente del cognome performante che ben figura, ma se è questo l’unico modo di arrivare al Festival, ben venga pure questa cosa che, per noi, vale se non altro la possibilità di riascoltare una delle canzoni più brutte della storia sanremese.

3
Peppino Gagliardi – L’alba (1993)

Nel 1993, Peppino Gagliardi strepitosamente si riciccia al Festival di Sanremo in maniera del tutto clamorosa, roba che al suo nome metà della sala sala stampa sobbalza dalla sedia chiedendosi chi è e l’altra metà fugge via terrorizzata perché qui più che aria di fessura tira aria di sepoltura. Tant’è, Peppino se ne frega perché ben sa che la sua carriera è finita ai primi anni ’70 e poi il nulla, quindi se la gode a tutto tondo: s’imbuca al Festival e se la gode, l’esibizione è degna di nota non per il brano in sé, quanto per la claque a pagamento che lo omaggia al termine, manco fosse (la) Madonna.

2
Claudio Villa 1982

Non può mancare la figura dell’autombucato, nella nostra passerella, mi sembra ovvio. Claudio Villa manca a Sanremo dal 1970 e nessuno nel 1982 sente ala sua mancanza, ma tanto fa, dice, grida e strepita che alla fine si autoimbuca a tutti gli effetti. La lista dei partecipanti era stata già completata quindi gli venne proposto di concorrere nella sezione che oggi chiameremmo degli emergenti, tutti certi che sarebbe comunque passato in finale. Sembra assurdo, ma così è e Claudio Villa pur di tornare, ben accetta anche questo, nella totale convinzione che mai possa succedere quel che poi accadrà: l’eliminazione! Davanti al fattaccio, con l’esercizio di stile di chi ammette le sconfitte, il nostro diventa un raro caso di imbucato molesto, che minaccia ricorsi in tribunali sulle giurie (sempre opache a Sanremo, ma nell’era di Gianni Ravera ancor di più) e rompe su tutta la linea, fino al calcio nel sedere. In tutto questo passa giustamente in secondo piano la sua canzone, ironicamente intitolata Facciamo la pace, che sembra uscita direttamente dagli anni ’50

1
Flavia Fortunato – Canto per te (1987)

Primo posto meritatissimo alla nostra amata Flavia Fortunato, capace di attraversare un decennio di presenze festivaliere all’insegna dell’imbucamento spietato e misterioso: imbucatasi agli esordi (e passi, ci sta anche, mica sarà la prima), imbucatasi di nuovo tra le nuove proposte (e pure qui nulla da dire, perché c’è gente che è invecchiata tra i giovani), poi l’imbuco tra i campioni senza aver vinto le nuove proposte, imbucatasi ancora e poi ancora e quindi ancora e poi basta, perchè era troppo pure per lei, perché di dischi venduti, in tutta la sua onorata carriera, mai si è parlato. In realtà, ai tempi delle sue presenze, la stampa malignava che ci fosse un qualche sponsor e lei mai ha negato o smentito le amicizie di papà, ma tant’è. Chiudiamo in bellezza con Canto per lei, canzone che lei stessa ha definito la più brutta che ha mai cantato… E se lo dice lei… Con quel sublime coro che si lamenta e queltesto indicibile.

I più letti

Le 20 peggiori canzoni di Sanremo

Il Festival di Sanremo è il regno delle polemiche, dei gossip e dei VIP, ma non dimentichiamoci che alla fine tutto gira intorno alle...

Sanremo 1989: l’apoteosi di una catastrofe annunciata

L'edizione del Festival di Sanremo del 1989 rappresenta in modo perfetto lo zenit di tutto quello che il lettore più fedele di Orrore a...

Bomfunk MC’s – Freestyler (1999 – CD singolo)

I Bomfunk MC's hanno solo due ragioni per venire ricordati ancora oggi: il fatto di essere stati l'unico gruppo hip hop finlandese ad avere...

Festival di Sanremo 1968: quando Louis Armstrong fu interrotto da Pippo Baudo

Il Festival di Sanremo per sua logica è sempre stato distante da ogni tipo di pretese ideali, soprattutto se intese in senso sessantottino piuttosto che retorico (non...

Sanremo 1993: l’ultimo vero inimitabile minestrone festivaliero

E' luogo comune definire il Festival di Sanremo come un minestrone, dove tutto cozza e s'accozza, ma a ben vedere questa essenza si è...

4 COMMENTI

  1. La più imbucata fu lene lovich nol 1982, per poter inserire la sua canzone in inglese fu aggiunto un autore italiano… Che non compare poi nel LP.. Mistero

  2. Secondo me Giorgia Fiorio e Bertin Osborne erano molto più imbucati al festival della canzone italiana di quanto lo fossero molti di questa classifica.
    E per un parallelo con la Squadra Italia e la figlia d’arte: I figli di Bubba, quelli della Valle dei Timbales, si erano messi assieme esclusivamente per partecipare al festival e avevano scritturato anche persone che con la musica non c’entravano nulla. Ricordo che in quella formazione raffazzonata c’era Franz Di Cioccio della Premiata Forneria Marconi, ma il brano non compare nella The best of…

    • I vostri articoli su sanremo sono sempre tra i miei preferiti.Certo,scovare orroroni ed orrorini vari sul palco dell’Ariston è come sparare sulla croce rossa,ma ogni tanto pescate delle perle rare che mi mandano in sollucchero,bravi

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli Recenti

Sanremo 1993: l’ultimo vero inimitabile minestrone festivaliero

E' luogo comune definire il Festival di Sanremo come un minestrone, dove tutto cozza e s'accozza, ma a ben vedere questa essenza si è...

10 imbucati illustri al Festival di Sanremo

L'imbucato é quel favoloso animale sociale che con estrema indifferenza e noncuranza troneggia dove meno te lo aspetti: dalle assemblee di condominio ai consigli...

Plus-Tech Squeeze Box – Cartooom! (2004, CD)

Se in Occidente abbiamo i fanatici di anime, manga e "giapponesate" varie che cercano di rifarsi quanto più possibile ai loro stilemi (chiedere ad...

La crisi tra Stati Uniti e Iran in 10 canzoni

L'inizio del 2020 è stato segnato dall'ennesima crisi politico-diplomatica-economica tra Stati Uniti e Iran, tra nuove preoccupazioni e vecchie tensioni mai sopite. Come sempre,...

SPKX feat. Rino Gattuso – Every Day Malakia (2014)

La popolarità internazionale del calcio e la globalizzazione hanno fatto sì che, sempre più spesso, allenatori di fama si trasferiscano in paesi lontani per...