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Franco Califano – Napoli (1994)

La storia di un uomo che guardando la laguna di Venezia crede di vedere Napoli

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Franco Califano napoli ma io vivo 1994C’è davvero parecchia confusione in questa Napoli, canzone di Franco Califano del 1994.

Il cantautore romano è, da che mondo è mondo, l’emblema di quella Roma gagliarda, un po’ sbruffona, un po’ cafona forse, ma simpatica. E in quali panni si potrebbe mai calare il nostro Califfo? Ma certo! In quelli di un uomo che vive a Venezia. E che per di più sogna di trasferirsi a Napoli! Califano? Forse era a Venezia per girare un film con Tinto Brass… non c’è altra spiegazione.

Forse in preda ai postumi di una serata passata a inquartarsi di spritz il nostro, guardando la laguna di Venezia crede di vedere Napoli:

Guardo Venezia e vedo Napoli
sarà lo stesso mare malinconico
la cornice velata è quella
e la tela sbiadita come giù

Beh, in effetti come non confonderle… Ma sì, alla fine tutti i posti di mare si assomigliano, no?

Ma le parole successive non lasciano adito a dubbio alcuno: il protagonista del brano ha mangiato fegato alla veneziana avariato:

Gondoliere ti prego
accompagnami a Napoli
una gondola giuro
non corre pericoli
se si arriva dal mare
laggiù ti rispettano
dal mare si

Vivo a Venezia e penso a Napoli
più tempo passa e più è così
il mio pensare è un’abitudine
come un male che non mi passa mai
il pensiero consuma la strada per Napoli
e Venezia signora
mi offre i suoi vicoli
ma di più come può
qui non fanno miracoli
come a Napoli
a Napoli…

Grazie Venezia torno a Napoli
ma un pò di me lo lascio qui
e forse affiorano i miei limiti
sono un uomo che torna indietro
sono un uomo che vuol tornare giù
gondoliere verrà un pescatore da Napoli
la sua barca non è bella come una gondola
ma lui arriva dal mare
e tu allora rispettalo, è come te
a Napoli…

A quanto ammonterà la tariffa per andare in gondola da Venezia a Napoli? Non vogliamo saperlo. E se andassi con un canotto mi rispetterebbero lo stesso? Mah… Fatto sta che alla fine Venezia riesce a liberarsi del Califfo. La cittadinanza ringrazia. In cambio del cantante, la cittadina lagunare riceve un pescatore.

Nel frattempo, in un’altra cittadina di mare, questa canzone arrivava ultima nella classifica finale del festival musicale indigeno. Peccato, perché il Califfo aveva pure ancora un po’ di voce a quel tempo.

C’è solo un’ultima domanda: nel verso in cui Franco Califano si rivolge a Venezia dicendo che se ne va ma «un po’ di me lo lascio qui», a che cosa si starà riferendo?

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9 COMMENTI

  1. Al festival si ha una strana idea geografico/geologico/idrografica di Venezia: per Mino Reitano “si muove”, mentre il Califfo ci vede il “Manchester Ship Canal” che sbuca direttamente al Molo Beverello. Che “la cornice velata” sia cataratta? O forse è anch’egli “vittima” della scolarizzazione italica all’epoca delle “cittadine tutte operose e canali tutti navigabili”?

    Nota: Il mio voto al brano è inversamente proporzionale al tariffario in gondola “Ponte di Rialto – Immacolatella” via Ancona-Gallipoli-Crotone-Reggio 🙂

  2. Che il Califfo non entrasse con simpatia nei cuori tenerelli e nelle menti di tanti benpensanti era un cosa risaputa e bisogna accettarla come pure gli stessi detrattori devono accettare l’amore sperticato che tanti “nordisti” hanno avuto e ancora mantengono verso il poeta “libico/campano /romano” …..questi nordisti valgono molto di più di altri nordisti che sbrigativamente si inventano delle tesi niente affatto argute e nemmeno divertenti su un bel brano intriso di poesia. A questi io chiedo ,visto che parlano di Tinto Brass….””quanti grappini (non spritz moderati del Califfo!) ve sete scolati?” (“Sete”,voce del verbo essere)

    • Franco beveva Cubalibre (Rhum e Coca-cola) mentre scriveva le sue poesie, il significato di questo testo non possono capirlo tutti o forse non vogliono capirlo, la nostalgia di un uomo del sud trapiantato al nord non l’hanno vissuta tutti e chi ha scritto la recensione del testo in maniera ironica, ma del tutto superficiale, ha banalizzato il sentimento che c’è dietro (e non mi riferisco al lato B!).

  3. Pensa che io la ascolto tutti i giorni da quando Franco non c’e’ piu’ .
    E mi da’ una grande forza ,quello che c’e’ scritto su questo infame sito mi lascia del tutto indifferente ,non ci hai capito niente

  4. Innanzitutto , oltre al fatto che veniva spesso a Napoli e soprattutto a Capri, i suoi genitori erano di due paesini che sulla carta sarebbero della provincia di Salerno ma che sono poi in realtà molto piu legati a Napoli sia come tradizioni che anche territorialmente….quindi chi ha scritto questo articolo non si è nemmeno preso la briga di scoprire le origini del Maestro….un piccolo andicappato mentale insomma…purtroppo in Italia ce ne sono tanti.

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