Nico LaOnda Calboni

Esiste una canzone di Natale dedicata al Geometra Calboni

Nico LaOnda CalboniAvreste mai detto che la più bella canzone di Natale uscita quest’anno si sarebbe intitolata Calboni, come il mitologico Geometra della saga dei film di Fantozzi?

Siamo alle soglie del 2020 e tutto è possibile, anche recuperare le atmosfere del primo Vacanze di Natale, aggiungere una spruzzata di Last Christmas e condire con un testo ironico-nostalgico che parte dalle vicissitudini del Geometra interpretato da Giuseppe Anatrelli per raccontare di quanto in effetti faccia schifo essere innamorati e non corrisposti sotto Natale, anche se sei figo e vincente come Calboni.

Il risultato è uno dei brani natalizi più gradevoli e azzeccati che ci sia capitato di sentire negli ultimi 10 anni. Come sapete è molto difficile scrivere un inedito natalizio che si regga in piedi senza diventare una macchietta, specialmente in Italia che storicamente non è una nazione abituata alla cultura della musica di Natale.

geometra calboni fantozzi Il Geometra Calboni (a destra) assieme al Ragionier Filini

Nico LaOnda del resto è un italiano trapiantato da lungo tempo a New York, quindi due o tre tricks deve averli imparati se è riuscito a mischiare la street cred statunitense con il songwriting italiano. Ce ne fossero di canzoni natalizie come questa, magari a Natale litigheremmo di meno.

Calboni

A Courmayeur io ci sono cresciuto
In Val d’Aosta sono stato svezzato
La fortuna mi ha baciato
e non ho fatto il soldato

A Cortina sono il benvenuto
Fanno a gara per ospitarmi
Quanti record ho battuto
Tagliavo solo traguardi

E volo sulla neve, nostalgia
Di una vita che non è più mia

E dentro muoio quando sento le campane
Gli alberi di natale i regali da te
E anche se provo a dimenticare
Come una slavina porto tutto con me

Andrea dai! fammi il solito
Di marca oppure vomito
Dai prendiamo la funivia
Per evitare chi scia

Ma era proprio a natale quando ti vedevo
Pensavo a mollare tutto e ritornare da te

E dentro muoio quando sento le campane
Gli alberi di natale i regali da te
E anche se provo a dimenticare
Come una slavina porto tutto con me

E dentro muoio quando sento le campane
Gli alberi di natale i regali da te
E anche se provo a dimenticare
Come una slavina porto tutto con me

E dentro muoio quando sento le campane
Le canzoni stonate le mattine alle tre
Quest’anno voglio ricominciare
Da me e da te

E dentro muoio quando sento le campane
Le canzoni stonate le mattine da te
Quest’anno voglio ricominciare
Da me e da tre

  1. Ma cosa c’entra con l’indie? Nico LaOnda è probabilmente l’unico musicista italiano a fare qualcosa di diverso. Non lo dico tanto per dire io sono quello che l’ha prodotto: mi chiamo Luca Di Cataldo ho girato il mondo con i miei progetti e con Nico ci siamo conosciuti al SXSW (Austin) tanto per dirne una. Mica siamo fichi ma tanto non ve sta mai bene un c***o. Sull essere indie (che significa independent) però hai ragione. Non ci ha dato mai una lira nessuno e non abbiamo una label. Chiamate indie il mainstream e confondete ogni cosa. Viene voglia di tornare all’inglese tanto l’italiano non lo capite

    1. Il punto è che negli ultimi tempi chiunque si è messo a usare dei synth, solo perchè su Noisey qualcuno se n’è uscito con con il termine “itpop” e cazzate del genere, sperando così di fare successo. Io amo molto la musica elettronica e, lo ammetto, ogni volta che sento qualcuno usare i synth in quel modo quasi me li fanno odiare. Non metto in dubbio la vostra onestà artistica, però proprio perchè c’è questa confusione fra indie e pop io reagisco così, di certo la colpa non è la vostra ma di chi vuole fare della musica solo una stupida moda.

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