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José Altafini – La Rosa (1968 – 7″)

Anche il centravanti brasiliano tentò la via della canzone con una fetentissima canzoncina

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José Altafini La RosaQuando parliamo di Brasile cosa ci viene in mente? Spiagge lunghissime, belle ragazze dal culo anti gravità, il carnevale, il calcio e la musica, e proprio di queste ultime due cose andiamo a parlare oggi.

Da che mondo e mondo, salvo rare eccezioni (Alexi Lalas?) calcio e musica non vanno molto d’accordo e questo dischetto ovviamente non fa eccezione, nonostante il protagonista sia un talento dal sangue carioca.

Correva l’anno 1968 e Josè Altafini di professione centravanti del Napoli, per qualche oscura ragione viene scritturato dalla Ariston come cantante. Ufficialmente si trattava di hobby perchè all’epoca la Lega Nazionale Calcio aveva il controllo assoluto su ogni attività che i calciatori professionisti volevano esplicare, dentro e fuori dal campo.

Se Gianni Rivera e Giacinto Facchetti ebbero il permesso di svolgere attività nel campo assicurativo, al povero José fu negato il permesso di dedicarsi alla musica leggera tanto che quando fu invitato da Pippo Baudo a cantare in TV dovette mestamente accontentarsi di far ascoltare il vinile. Tenero.

Onestamente non credo che le restrizioni della Lega abbiano influito sulla prematura fine della carriera artistica del simpatico Josè Altafini, semplicemente la sua canzone La rosa è bruttina forte. Scritta dal misconosciuto produttore Claudio Mattone, il brano è un mix di bossa nova (e ti pareva) ed easy listening musicalmente assolutamente piacevole se inserito magari in qualche commedia italiana del periodo, ma il vero dramma è il testo: uno scarto di avanspettacolo di una banalità disarmante, roba da far sembrare Ob-La-Di, Ob-La-Da il non pus ultra della poetica del secondo ‘900:

La Rosa
che ho donato l’altra sera alla mia sposa,
rubata nel giardino del vicino.
Oh rosa, che bella rosa.Ma ecco il dramma
è finita sul cappello della mamma
messa proprio acconto a una mimosa.
Oh rosa, povera rosa.Per chi non lo sapesse
la rosa più odorosa
non può fare a meno
di essere spinosa.

La spina
è già entrata nella testa di mammina
le ha fatto un buco grosso fino all’osso
io rido a più non posso.

Per il bene di tutti e senza alcun rimpianto un esperimento di marketing fallito sul nascere.

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5 COMMENTI

  1. Merda! Questo è essenziale perchè – a parte il testo – la melodia è veramente molto raffinata considerato l'anno di pubblicazione.Sembra insomma un brano architettato dagli stessi autori che curarono all'epoca le produzioni italiane di Chico Buarque.Dobbiamo assolutamente approfondire!JJ JOAO

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