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Alexi Lalas – Discografia

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alexi lalas discografia
Alexi Lalas a USA ’94

Nota per il lettore: l’articolo originariamente pubblicato nel giugno 2008 è stato completamente riveduto ed aggiornato nel giugno 2016 per completezza ed accuratezza di informazione.

Panayotis Alexander Lalas detto Alexi nasce a Birmingham, Michigan nel 1970. Trascorre un’infanzia tranquilla in questo sobborgo di Detroit, dove comincia a suonare la chitarra e a 17 anni a dare i primi calci al pallone a scuola: gioca nella squadra dei Cranbrook Kingswood. La passione per il soccer prosegue alla Rutgers University e nel 1991 viene eletto miglior calciatore del college.

Se a 21 anni la carriera di un giocatore professionista è già ampiamente iniziata, Alexi aveva altro per la mente: scrivere canzoni e ascoltare i dischi dei suoi amati Ratt (di cui e un fan sfegatato) anche perché all’epoca il calcio negli Stati Uniti era popolare come poteva essere l’hockey su ghiaccio in Italia, tanto che dal 1984 non esisteva nemmeno più una lega nazionale, ma solo campionati regionali. Insomma un passatempo divertente e niente più.

Nel 1992 partecipa alle Olimpiadi a Barcellona con la nazionale USA incontrando proprio l’Italia nello stesso girone ma non riuscendo neppure a qualificarsi per i quarti di finale. La nazionale americana dei primi anni ’90 era una sorta di armata Brancaleone, tra giocatori impegnati in leghe minori europee e giovani ragazzoni nemmeno semi-professionisti la cui unica esperienza era quella di partite nei tornei universitari. Nonostante tutto questo nel 1994 Alexi Lalas riuscì a rivelarsi al mondo durante i Campionati del Mondo di calcio giocati proprio negli Stati Uniti.

Alexi Lalas Bebeto goal USA 94
Bebeto sfugge a Lalas e segna il goal della vittoria a USA 94

Ricordiamo USA ’94 per le temperature torride durante le partite (per permettere al pubblico europeo di guardare le partite comodamente il pomeriggio e la sera) e soprattutto per la famosa finale con il Brasile persa dall’Italia di Sacchi ai rigori.

In realtà la squadra sudamericana per arrivare alla finale affrontò un’agguerritissima selezione americana che aveva fatto fuori senza troppi problemi la più titolata Colombia di Carlos Valderrama. In quella formazione c’era appunto Alexi Lalas, un ragazzone alto 1,95 m che guidava la difesa e che oltre alle sue discrete doti tecniche si faceva notare per il look più da rockstar che da calciatore: lunghi capelli color carota e un pizzetto caprino. Il mondiale di Lalas fu ottimo, commise solo l’errore di lasciarsi sfuggire Bebeto una volta e questo costò il passaggio ai quarti per il suo team (il Brasile vinse a fatica con uno striminzito 1-0).

alexi lalas discografia
Alexi Lalas nel 1994 nei panni del Generale George Custer

Gli USA erano fuori dalla competizione ma poco importa. Alexi, il trascinatore e il volto della nazionale americana, era diventato una sorta di piccolo eroe nazionale e uno dei volti più riconosciuti del calcio mondiale.

Al termine della competizione, fiutando il potenziale affare mediatico/pubblicitario, l’Acqua Vera lo acquistò per farlo giocare nel Padova di Sandreani, di cui era lo sponsor, neopromosso nella massima serie, tra lo scetticismo generale. Negli anni ’30 altri americani giocarono nel campionato italiano (tali Alfonso Negro e Armando Frigo), ma si trattava di italo-americani, mentre il difensore dalle origini greche può essere considerato il primo vero yankee a metter piede nel calcio italiano.

Alexi Lalas figurina padovaLa Squadra biancoscudata nelle prime giornate di campionato passò di sconfitta in sconfitta dando l’impressione di essere un aggregato troppo improbabile fino a quando a metà Ottobre arrivò il Milan dei supercampioni che venne seccamente sconfitto proprio grazie a un gol di Alexi Lalas (Franco Gabrieli arrotonderà solamente il punteggio), che incredulamente potè celebrare la prima affermazione del Padova in A dopo trent’anni. Da quel momento in poi il difensore, nonostante la sua lentezza (i tifosi gli intonavano “Vecchio scarpone”) diventa un titolare inamovibile e la squadra guadagna una meritata salvezza.

Durante il difficile campionato Alexi viene ricordato per la sua simpatia e schiettezza che ne fecero un personaggio fuori dalle righe nel serissimo mondo del calcio. Dopo una sonora sconfitta del Padova, alla domanda di un giornalista del tipo «come avete preso la sconfitta di oggi?», lui rispose: «ma che mi frega a me; io adesso vado a casa, suono mia chitarra, scopo mia ragazza e va tutto bene», oppure quando in televisione da Aldo Biscardi escalmò: «io pensi che il signor Zeman è un vaffanculi» o ancora quando ospite alla Domenica Sportiva si esibì nella sigla d’apertura con un suo pezzo dicendo alla presentatrice «Ciao bela come stai?».

Forse per il suo temperamento battagliero che sopperiva in parte ai suoi limiti tecnici, forse per la stravaganza del personaggio, fatto sta che un certo Diego Armando Maradona, spettatore di un incontro della Coppa America del 1995, gli chiese addirittura la maglia.

alexi lalas discografia
Alexi Lalas nei Gypsies © Alexi Lalas

Alexi viveva con la sua ragazza Jill nel verde di Abano Terme e ben presto non ci fu pub di Abano o Montegrotto che non vantasse una sua foto nel locale, per lui il calcio professionistico era un divertimento e si permetteva di giocare a pallone per strada coi ragazzi del quartiere e la sera cenava e suonava all’osteria del Limbo. Già, la musica, il nuovo idolo della città patavina aveva già alle spalle due album autoprodotti incisi come frontman e chitarrista dei The Gypsies (“Woodland” e “Jet Lag”) e grazie alla notorietà conquistata sul campo di calcio nel 1995 incise due cover per “For You: A Tribute to Bruce Springsteen”, la buona ballata If I Should Fall Behind e Tougher Than The Rest insieme a Luca Barbarossa (non propriamente un rocker ma forse a lui non lo avevano detto) che lo trascinò anche al Maurizio Costanzo Show. Ma questi furono solo i prodromi del prossimo album che sarebbe arrivato a breve.

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16 COMMENTI

  1. io far from close ce l’ho ed devo dire che non è malaccio… :_) sicuramente ho sentito di peggio da cantanti che a tempo perso fanno i calciatori… non so se mi spiego!!!

    ALex da Ge

  2. “…decise di ritornare a giocare nella Major Soccer League…”

    Più che altro a giocare nella neonata MLS. 😉

    Qualche precisazione calcistica: ha anche il pregio di essere l’unico calciatore yankee ad aver mai giocato nel campionato dell’Ecuador nell’Emelec per un paio di mesi.

    Appese le scarpette al chiodo si è barcamenato nel ruolo di GM con New York, San Jose e Los Angeles (tutt’ora) con risultati a dir poco disastrosi…

  3. Ho avuto la (s)fortuna di suonare con alexi. ero il batterista dei bluebonnets, e gli facemmo da backband per la promozione di far from close (con puntate anche all’allora videomusic, a tmc e da guaitamacchi a tele2). un tipo simpatico, assai umile e molto divertente.
    bello il post.

  4. perché , da un lato, era una sitiuazione divertente; dall’altro, abbiamo faticato molto per un progetto che non era il nostro: in studio, alexi regisrava con i musicisti di ligabue. comunque, alexi era davvero simpatico. un buontempone. a pallone, scarso come pochi, in verità.

  5. Di giocatori ben peggiori ne ho visti, certo la fatica di importarlo dall’America non è stata fatta per le sue imprescindibili doti di atleta.

    Vista la tua disponibilità (a proposito perchè non ti presenti?) magari puoi dirci qualcosa sul lato musicale di Alexi e se sei ancora in contatto con lui (avrei la malsana idea di proporgli un’intervista ma dubito che possa rispondere).

    Grazie

  6. vikk, non ho più nessun contatto con alexi, da allora. né so che fine abbia fatto. non suono più nei bluebonnets da più di un decennio; ora faccio il critico musicale e insegno all’università. ma è stato un momento bellissimo della mia vita. esistono tracce filmate di quel periodo: come ti dicevo, siamo stati a videomusic, da luciano rispoli a tmc e da guaitamacchi a tele+ qualcosa. purtroppo, non ho mai posseduto quelle immagini.

  7. in Italia abbiamo solo calciatori fighetti e pieni di tatuaggi tamarri,ignoranti come capre che a mala pena parlano un italiano corretto…da noi non ci saranno mai giocatori con la passione e la cultura del rock fino a questo punto, portata all’incisione di album… ancora una volta gli USA battono l’Italia… e cmq bravo Alexi, i pezzi sono davvero carini…

  8. non è vero che era scarso a Calcio, nel 94-95 fece un buon campionato, era un discreto calciatore…non mi pareva proprio uno da etichettare come scarso!

  9. Arrivato all’aeroporto con la chitarra in spalle disse: Ah, ma vedo che avete le auto qui in Italia, credevo vi muoveste ancora con l’asino.

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