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Kay Martin And Her Bodyguards – Kay Martin & Her Bodyguards (1958 – LP)

Un bizzarro esperimento pienamente riuscito di un dsico cantato da una ballerina di strip-tease

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Kay Martin & Her Bodyguards 1958L’album che vado a presentare appartiene a una categoria che, soprattutto per le copertine, viene definita comunemente “cheesecake” oltreoceano: questo termine indica donne generalmente seminude o comunque situazioni un po’ osè che danno già una prima idea di che cosa si sta per ascoltare.

Kay Martin è stata una ballerina di strip-tease e modella per riviste come Playboy, nonché cantante, e al suo attivo si contano tre LP ufficiali (successivamente ristampati con copertine differenti) e un 45 giri uscito nei primi ‘60: tra tutti i suoi dischi questo, oltre ad essere il primo, è anche quello più “internazionale”, giacché è composto solo di canzoni, mentre gli altri mischiavano scenette parlate spesso registrate durante i suoi spettacoli a Las Vegas e canzoni a doppio senso.

Siamo nella seconda metà degli anni ’50 e Kay Martin viene affiancata da Jess Hotchkiss e Bill Elliott, due impresari di un locale in cui era solita esibirsi, e da lì parte l’idea per un gruppo musicale, chiamato Kay Martin And Her Bodyguards. Il primo album omonimo esce nel 1958 su Roulette Records e contiene accattivanti riletture di alcuni classici della musica pop americana che imperversava a quel tempo: da qualche parte ho letto che se Les Paul avesse suonato la fisarmonica e Mary Ford avesse fatto la modella in topless, il risultato sarebbe stato vicino a questo.

Indubbiamente il disco è molto ben fatto, suonato egregiamente e indubbiamente accattivante per gli amanti di cere sonorità retro. Tra i brani presenti, notevoli sono le riletture di Swamp Girl di Frankie Laine o The Heel di Eartha Kitt, il classico Johnny Guitar di Peggy Lee e Baby Did You Hear di Dinah Washington: se questo voleva dire produrre un disco di una showgirl di Las Vegas, viva l’America!

Vista la pruriginosità di questi LP, la loro reperibilità era limitata e si acquistavano direttamente nei night club o per corrispondenza, difficilmente li si poteva trovare nei negozi di dischi, a meno che non venissero venduti sottobanco. Assolutamente improponibile pensare che un negoziante potesse vendere un disco della stessa Kay, intitolato I Know What He Wants For Christmas But I Don’t Know How To Wrap It! (1962) con una copertina che non lasciava quasi nulla all’immaginazione, e con titoli quali Hang Your Balls On The XMas Tree o Santa’s Doing The Horizontal Twist.

Nonostante la distribuzione carbonara questi dischi erano suonati da musicisti preparatissimi e non era solo un modo per ascoltare dei testi spinti, ma si poteva godere anche dell’ottima musica che oggi potremmo definire quasi lounge.

Smessi i panni della showgirl, nei tardi anni ’60 la ragazza decise di darsi agli affari, costruendo un hotel che gestisce ancora oggi a Reno, Nevada, opportunamente chiamato Kay Martin Lodge.

Tracklist:
A1. Fever
A2. Blue Moon
A3. Big Mamou
A4. Can’t Help Lovin’ Dat Man
A5. Sentimental Journey
A6. I Ain’t Mad At ‘Chu
B1. The Heel
B2. Summertime
B3. Swamp Girl
B4. I Got It Bad
B5. Johnny Guitar
B6. Baby, Did You Hear

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2 COMMENTI

  1. Qua siamo nel settore di "nicchia" è proprio il caso di dirlo. Questi lavori costituivano di per se una "discografia" a se stante rispetto i lavori discografici mondiali, con buona pace dell'attuale settore "Underground" o "sommerso" che dir si voglia, che pur essendo più schietto e sincero del spietato mercato delle Major che opera e distrugge alla luce del sole, ha comunque un pò di ruggine addosso qualche volta.Ad Maiora!"Stretta è la soglia, larga è la via… dite la vostra che io ho detto la mia"

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