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Greta Campbell – Banana (1977 – 7″)

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Greta Campbell BananaOggi parliamo di uno di quei dischi usciti letteralmente dal nulla e senza i quali non ci capacitiamo come abbiamo potuto vivere finora. Questo microsolco è un piccolo mistero: ignoriamo chi possa essere Greta Campbell, ignoriamo chi possano essere Palmieri, Nicolosi, Giunta, Miraglia, ovvero i quattro moschettieri del pentagramma autori di questo brano e soprattutto ignoriamo il motivo per cui l’Atlantic a fine anni ’70 ha pubblicato questo 45 giri.

Poco importa perché una copertina che ci regala una bella ragazza di colore (Greta Campbell?) avvinghiata a una banana gigante non ha bisogno di domande. Le risposte le conosciamo già e non potrebbero essere altrimenti.

Ecco che con un effetto sorpresa pari a zero questa ennesima canzone intitolata “Banana” ci fa precipitare nel solito ginepraio di doppi sensi “velati”, al pari di brani come “Sbucciami” o “Gelato al Cioccolato” per rimanere in territorio malgiogliesco, che, come se non bastasse, sono puntualmente sottolineati da gemiti e sospiri di libidinoso piacere. Quasi una orgasmo song alla macedonia.

Non possiamo certo dire che il testo brilli per fantasia, anche se da un certo punto di vista risulta quasi affascinante se pensiamo a quello che i quattro autori sono riusciti a mettere in bocca a Greta Campbell (…ops!), ovvero frasi a effetto (per chi?) come “que buena la banana”, “che bella settimana”, “la bocca si scatena”, “stasera sono in vena” e un’orgasmica ripetizione della parola “banana”, ovviamente. Il ritornello è quasi inintelligibile, ma bastano le parole chiave: “larga larga”, “Africa”, “si fa ricurva”. Vabbhè!

Capolavori del nulla, non trovate?

Banana

Banana banana banana banana banana banana banana banana
Que buena la banana
Banana banana banana banana banana banana banana banana
Che bella settimana
Banana banana banana banana banana banana banana banana
La bocca si scatena
Banana banana banana banana banana banana banana banana
Stasera sono in vena

La pulpa di banana
es una mappadana
que buena la banana
que buena
Finanche in Valsugana
si usa la banana
que buena

E lisa lisa
E larga larga
Se usa in Africa come targa
E lisa lisa
E larga larga
Si fa ricurva gialla gialla

Banana banana banana banana banana banana banana banana
Que buena la banana
Banana banana banana banana banana banana banana banana
Che strana settimana
Banana banana banana banana banana banana banana banana
Nessuno si avvelena
Banana banana banana banana banana banana banana banana
La macchina è quasi piena

Chi non ha la banana
Che dente non ci smena
Que buena la banana
que buena
è dulce e muchos buena
Sospira la balena
Que buena la banana
que buena

E lisa lisa
E larga larga
Se usa in Africa come targa
E lisa lisa
E larga larga
Si fa ricurva gialla gialla

Banana banana banana banana banana banana banana banana
Que buena la banana
Banana banana banana banana banana banana banana banana
Che bella settimana
Banana banana banana banana banana banana banana banana
La bocca si scatena
Banana banana banana banana banana banana banana banana
Stasera sono in vena

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3 COMMENTI

  1. Ma la vera enorme perla, che denuncia tutto l'internazionalismo degli autori, è il verso "finanche in Valsugana se usa la banana!"

  2. Dal sito https://www.la-palmierama.it è possibile scaricare testo, spartito e base MIDI di questa e altre meraviglie del maestro Pasquale Palmieri (il paroliere nonché editore). Questo è a ogni modo il link diretto: https://www.la-palmierama.it/home/index.php?option=com_weblinks&view=weblink&id=349:banana&catid=74:samba&Itemid=113

    Pare che la signorina non dica “es una mappadana” ma “è summo en Vall Padana” (anche se io sento “es una Vall Padana”). Poi, il verso “la pancia è quasi piena” (che ha anche una sua logica ed è un settenario come gli altri) è inspiegabilmente sostituito con “la macchina è quasi piena” (ne fa contrabbando?).
    Purtroppo il testo scaricabile si ferma qui.
    Ma secondo me non canta (ascoltate con attenzione) “sospira la balena” bensì “sospira Maddalena”.
    Incomprensibile anche per me il verso che segue “chi non ha la banana”: io comunque sento qualcosa come “credete a me Jazmena”.

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