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Il Deboscio – Frangetta (Milano Is Burning) (2007 – CD singolo)

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Il Deboscio Frangetta milano is burningFrangetta”, nota anche come “Milano Is Burning” è un’accozzaglia di luoghi comuni sulla capitale economica italiana che, per chi non conosce la città, può far sorridere, ma basta imbattersi una sera in quei luoghi ed in quella fauna per cominciare a rimpiangere la Milano da bere degli anni ’80 con tutti i suoi difetti, ma con almeno una vitalità culturale invidiabile.

Oggi “Frangetta” è la giusta punizione che ci meritiamo, nata dal degrado moderno che come una peste musicale del XXI secolo ha infestato tutta Italia grazie all’apporto fondamentale di Linus e Radio Deejay.

Grazie al tam tam della rete (bogosfera e MySpace in primis) la canzone è giunta alle orecchie del boss dell’emittente lombarda che ha subito fiutato le potenzialità del pezzo. Com’è ben risaputo una canzone per vendere non deve essere artisticamente valida ed anzi più è idiota, semplice e mentalmente poco stimolante più il successo è assicurato (penso che non ci sia bisogno di produrre esempi). Questa idea giovanilistica, giunta nelle mani giuste, si è trasformata da prodotto della DIY culture a tormentone per le più truzze discoteche estive della penisola.

Ovviamente non sono mancati i cloni, spuntati come funghi vista la semplicità dell’operazione, che hanno “bruciato” tutta Italia da nord a sud isole comprese e le migliori sono state raccolte proprio da Linus & Co. nella compilation “Italy Is Burning”.

La musica, se così può definirsi, è un’ignorante base elettronica, mentre i versi sono declamati attraverso un sintetizzatore vocale con voce femminile; c’è chi dice che è una genialata e chi invece la ritiene una “cagata pazzesca”, sicuramente un altro segno del declino culturale occidentale.

Frangetta
(Milano Is Burning)

Accumulo libri
vado allo spazio Oberdan
vivo all’Isola
vivo sui Navigli
vivo in Buenos Aires
voglio un loft
compro i Taschen
faccio lo Ied
faccio filosofia in statale
faccio lettere
faccio la Naba
facevo Brera
farò i soldi
me ne andrò da Milano
facevo la cameriera
faccio la barista anzi no la barman
faccio la dj
organizzo feste
mi metto gli occhiali grossi
mi tolgo gli occhiali grossi
faccio la grafica
faccio la copy
faccio tante foto in digitale
ho il macintosh
vado alle feste di MTV
che bravo Kounellis
che bravo Alessandro Riva
che bella la mostra sulla street art
gli adesivi
io aderisco
guardami guardami sto appoggiata al muro
bevo solo la birra e il cuba libre
sono una tipa complicata
uuuuuuh se sono complicata
almeno due concerti al mese
quanto mi diverto
vado al Rocket
vado al Plastic
vado al Gasoline
le mie amiche sono troppo delle pazze
sono una indie rocker
sono indigente
ho la frangetta
sono estroversa
sono introversa
non mi piace il cazzo
per carità vai via con quel cazzo
chattiamo su messenger
ti faccio vedere le foto del mio gatto
ti mando una canzone troppo bella
questa sera andiamo al leonkavallo
andiamo in ticinella
minchia che flash
facciamoci una canna
la barella no è da stronzi
non mi interessano i ragazzi con la macchina bella
a me piace il maggiolone
a me piace il furgone della Volkswagen
che bello il salone del mobile
quanta creatività
che bello il Mi-art
basta, Alighiero Boetti ha rotto le palle
mi piacciono le foto di Basilico
sono molto intense
ho Fastweb
mi scarico un film di Antonioni
Fellini, Pasolini, Rossellini, Bolognini
andiamo ai Magazzini
Godard, Truffaut
non mi piace il cinema americano
è troppo commerciale
andiamo alla biennale
i miei genitori non mi capiscono
mio papà mi dice solo porco …
mi spezzo la schiena per farti studiare
studia cretina
io non ho potuto

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11 COMMENTI

  1. Linus è stato folgorato dalle barzellette di Crispina, il sintetizzatore vocale usato da Elio e Rocco Tanica. Dopo aver sentito Milano is Burning deve aver pensato che questa potesse essere un’evoluzione. Invece.. mah…

  2. mi sfugge il senso, io condivido il 100% del testo della canzone e allora son io che porto la nazione al degrado?

  3. Marpo: il problema non sta tanto nel testo che è condivisibilissimo, ma nell’aver trasformato/spacciato questa canzoncina fatta in casa nella next big thing della musica italiana

  4. boh, testo condivisibile… Che ci trova da ridere il pubblico di Radio Deejay che con ogni probabilità non sa neanche chi sia Kounellis o Basilico? I radical chic mantenuti dal papy certo sono da sopprimere, su questo siamo d’accordo, ma bisogna pure vedere DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA (meglio loro di quelli il cui livello culturale non va oltre susanna tamaro, muccino e gioca joeuer). Sia chiaro che non sopporto nè i primi nè i secondi.

  5. Le “frangette” non sono una “sotto-cultura”,nemmeno una “sub-cultura”: sono un “panico”, o un “boom” come direbbero i sociologi Marxisti..
    Mi raccomando… è diverso!

  6. Anonimo: sinceramente non trovo che siano identiche, se vogliamo essere proprio precisini le “frangette” della canzone se la tirano dandosi un tono “impegnato” o “originale” o “alternativo” riempendosi la bocca di “cose culturali” che “fanno fico”, e rivelando invece la loro superficialità e piattezza cascando continuamente, nei loro tentativi di apparire originali, nella banalità e nel luogo comune (i cartoni animati, il maggiolone, il macintosh, il cinema americano troppo commerciale, ecc). Inoltre cercano disperatamente di darsi un’aria da “cioè, io faccio esperienze” o da “cioè, o c’ho una personalità artistica” (faccio filosofia, faccio la grafica, faccio la deejay, sono una indie rocker ecc) quando in realtà sono delle fancazziste che vivono sulle spalle dei genitori. In sintesi sono delle vacue modaiole mantenute che cercano di sembrare “profonde”.
    Invece il “pubblico medio” di radio deejay, ha esigenze molto meno “altolocate”, non ha la pretesa di apparire “colto” o “impegnato” e sguazza allegramente nella sua ignoranza (o sei seriamente convinto che il pubblico di radio deejay disserti nel tempo libero di neorealismo, nouvelle vague eccetera eccetera? Più probabilmente parlano di calcio e del grande fratello), basta ascoltare la selezione musicale e le produzioni della suddetta radio per renderesene conto.
    Saranno sottigliezze, ma è una distinzione che non posso fare a meno di fare.
    Inoltre parlare di sottocultura, sia nel primo che nel secondo caso, mi sembra inappropriato. La sottocultura nasce al di fuori della società e della cultura dominante(per affermare una diversità), questi qui (i primi e i secondi) mi sembrano invece il peggior sottoprodotto, ma perfettamente integrato, della società stessa.

  7. SaintJust direi che condivido quello che dici, le “frangette” non sono una sotto-cultura difatti le ho definite “una specie”

    PS Ricordio a tutti quelli che commentano senza essere registrati che sarebbe carino almeno firmarsi per evitare di parlare con “Anonimi”.

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