Betty Page Private Girl Spicy MusicEccoci giunti al terzo e per fortuna ultimo capitolo della serie antologica di library music che celebra l’icona pop di Bettie Page (puntualmente chiamata Betty in copertina), nonché una delle serie forse più superflue di sempre visto che ovviamente la famosa pin up non c’entra nulla né per interpretazione né per le musiche.

Dopo aver affrontato il tema del burlesque e dell’exotica in questo terzo volume non sapendo più che pesci pigliare la si butta su un generico “spicy music” che non si capisce bene dove vorrebbe andare a parare. Ancor peggio delle raccolte precedenti qui l’assenza di una minima coesione ta i vari brani risulta drammatica per l’ascolto che rimbalza a caso tra (sotto)generi e atmosfere completamente slegate tra loro.

In Betty Page: Private Girl – Spicy Music il peggio lo si tocca con brani come Apollo, Da Paris a Liverpool e Kit For Kats che suonano come sigle televisive settantiane più che dei decenni precedenti stonando con il genere lounge/easy listening del resto dei brani. Ci sono i soliti brani big band, tra i migliori ovviamente ad opera del solito Roger Roger (ebbene sì, anche i nomi all’interno del terzo volume rimangono sempre gli stessi vista forse anche la loro inquantificabile mole di composizioni) quali Big Band Riff e Big Band Bounce o brani come Uncle Fred di Malcolm Lockyer e The Big Fight di Jack Dorsey sulla stessa scia.

Per motivi incomprensibili compaiono anche canzoni dalle atmosfere esotiche come l’orientale Lotus GirlSparkling Bass o la francese Javance che avrebbero avuto più senso nel marasma pseudo-exotica del volume precedente Jungle Girl – Exotique Music.

Gli unici momenti piacevoli di questa raccolta sono brani come Sandwich Bar (di Frank Barcley) e The Leatherman (di John Cacavas) musica da sottofondo con innesti persino surf rock e brani accattivanti come l’organ jazz di Blue Beating (di Johnny Scott, non a caso uno dei migliori e più prolifici compositori inglesi di musiche utilizzate per colonne sonore di B-Movie e serie TV come l’originale Doctor Who degli anni ’60, My Name Is Earl, American Horror Story e sopratutto il Monty Python Flying Circus).

Ma arriviamo alla vera parte interessante del disco, l’inserto con le immacabili foto erotiche di Bettie Page, unico motivo di pregio e di esistenza di questa serie. Anche in questo caso la selezione non appare né particolarmente interessante nè particolarmente curata, ma solo una generica raccolta di scatti. Insomma una perfetta “sòla” per spillare qualche soldo ai fan dell’iconica modella americana.

Tracklist:
A1. Martin Taylor & Jean Pierre Fabien – Gramercy Swing
A2. Mel Young – On The Beat
A3. Pete Thomas – Apollo
A4. Roger Roger – Lotus Girl
A5. Roger Roger – Big Band Riff
A6. Van Doren – Low Down And Mean
A7. Frank Barcley – Sandwich Bar
A8. Malcolm Lockyer – Uncle Fred
A9. Roger Roger – Big Band Bounce
A10. Johnny Scott – Blue Beating
A11. Pete Thomas – Coolstuff
B1. Malcolm Lockyer – Sparkling Brass
B2. Jack Arel – De Paris A Liverpool
B3. Nino Nardini – Trouser Suit
B4. Henri Betti – Javache
B5. Mel Young – Goofy Guitar
B6. Van Doren – Kit For Kats
B7. Sam Fonteyn – Drama Links (D)
B8. Pete Thomas – Mood Blue
B9. Jack Dorsey – The Big Fight
B10. John Barry – Smokey Blues
B11. Sam Fonteyn – With Jazz In Mind
B12. John Cacavas – The Leatherman
B13. Roger Webb – Swing Song

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.