Barbara the Gray WitchTra tutte le streghe della storia che hanno popolato i nostri incubi sin da piccini, una certa Barbara meriterebbe un posto d’onore così come tra queste pagine per via di un album molto particolare.

La strega Barbara, al secolo Barbara Rohers è stata un bizzarro personaggio della controcultura degli anni ’60, pieno periodo di interessamento per le filosofie orientali così come per una riscoperta del folklorismo più fiabesco, spirituale e magico che talvolta trovò sbocchi più propriamente letterari, talvolta anche più religiosi e settari.

Non per niente in quello stesso periodo emerse tra i vari culti e le varie sette di stampo religioso/esoterico anche la Chiesa di Satana guidata da Anton La Vey, bizzarra e carismatica figura che guardacaso incise un album proprio nello stesso anno.

Il leggendario Barbara, The Gray Witch venne stampato nel lomtano 1968 in pochissime copie ed ebbe che una distribuzione poco più che cittadina, ma il suo oscuro e bizzarro fascino lo fecero divenire un oggetto di culto tra tutti i collezionisti dell’insolito.

L’album, composto da ben due dischi, è un vera e propria esposizione della fiosofia di vita religioso/sociale di Barbara in quanto strega autodichiarata con saltuari intermezzi musicali cantati dalla nostra.

Ci viene così spiegato che le presunte vere streghe non sono quelle dei cliché delle fiabe ma persone più comuni di quanto si pensi dotate di una certa sensibilità psichica ed emotiva.

Barbara the Gray Witch

Stando ai discorsi presenti nel disco la maggior parte delle streghe sono persone religiose e non tutte venerano il diavolo o hanno intenzioni nefaste, né tantomeno sono così lascive come si pensa, ma soprattutto sono contro le sostanze stupefacenti. Barbara poi si sofferma sui suoi tentativi di far riconoscere la stregoneria come un culto a tutti gli effetti e ingraziarsi le altre autorità religiose americane, ovviamente assai prevenute sulla questione.

In un momento particolarmente ironico (vouto?) Barbara espone una registrazione di comuni chiacchierate tra streghe che si perdono a parlare gossip a tema stregonesco, chiamate da demoni e rapporti con Lucifero. Seguono vari test per determinare se l’ascoltatore è strega o stregone.

Con il secondo disco l’atmosfera dell’opera cambia radicalmente diventando più inquietante che ingenua ed esponendo in un primo momento le differenze tra stregoneria bianca, nera e grigia, metodi per evocare demoni e istruzioni per eseguire delle buone sedute spiritiche tra amici.

Come per la Commedia di Dante dove la parte più riuscita e che indubbiamente desta sempre più attenzione era l’Inferno, così vale per questo Barbara, The Gray Witch quando si arriva a parlare di magia nera, il tutto mentre in sottofondo vengono eseguiti effetti sonori di musica elettronica che oggi potremmo definire dark ambient e proto-drone. Da questo punto in poi verrà illustrato come mettersi in contatto con le sette locali e come fare per ingraziarsi Satana, praticare rituali e organizzare sabba, da eseguire da soli o con l’uso di ceneri, sperma e teschi (animali se non trovate umani), inoltre verrano esposte testimonianze e frammenti di presunte interviste con persone che hanno avuto occasione di partecipare a questo genere di esperienze con effetti più o meno imprevisti.

Al di là delle varie sezioni didascaliche in spoken word, le parti indubbiamente più affascinanti sono le sezioni musicali, perlopiù canti rituali a cappella o accompagnati da una minima percussione tra un discorso e l’altro: affascinanti e oscure quanto avanti sui tempi, anticipando molta musica che si ispira a sonorità occulte e neo-pagane.

Sicuramente un album più inquietante di come vorrebbe apparire e nel complesso meno ridicolo di come dovrebbe essere.

Ringraziamo l’amico Terry Provance per averci fornito la possibilità di ascoltare per intero questa piccola perla d’atmosfera per scettici e aspiranti streghe.

Tracklist:
A1. Modern Witchcraft
A2. Witchcraft Facts
A3. Witccraft Surprises
A4. Childhood Questions
B1.1. Adult Questions
B1.2. Witchcraft Tests
B1.3. Contacting Spirits
B2.1. Doe-Dee
B2.2. Be Cool
C1. Black Witchcraft
C2.1. Mo-O-Me
C2.2. Black Necessities
C3.1. Demayo-Demio
C3.2. Black Occult
C4. Dome
D1. White Witchcraft
D2.1. Shamoo-ra
D2.2. Gray Witchcraft
D3.1. Witch’s Love Song
D3.2. Gray Rensponsibilities

Domenico Francesco Cirillo
Studente di Antropologia ed amante dell'eccezione, dell'eccentricità e di tutto ciò che possa definirsi fuori dalla norma. Ricercatore, con un occhio occasionale per il macabro, di ogni tipo di stranezza artistica del passato (e non) con il debole per l'arte realizzata da non-artisti, bambini, criminali, malati mentali. Lettore accanito bibliomane/bibliofilo appassionato di b-movies d'epoca, rock'n' roll anni '50, psichedelia, jazz, occultismo e beat generation.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.