Anton LaVey The Satanic Mass

Anton LaVey – The Satanic Mass (1968 – LP)

Anton LaVey The Satanic MassSiamo onesti: in generale i dischi a sfondo pro-religioso sono assai meno interessanti ed artisticamente rilevanti di quelli anti-dogmatici. Sarà forse la voglia di andare contro le regole prefissate della società o meno, ma fatto sta che molto spesso andare contro certe tematiche pare dare giovamento gli artisti.

E’ poi un dato di fatto che quando la rockstar di turno smette di drogarsi e comincia a pregare Gesù Cristo, nel 99% dei casi, il prodotto che concepirà andrà dal trascurabile all’orrido. Poi guardiamo cosa è diventato il circo del black metal e siamo portati, per un attimo, a confutare la nostra tesi, fino a quando scopriamo che esiste il Christian black metal o unblack metal (di fatto un ossimoro) e ci ricrediamo immediatamente.

Sarà stato il fascino del “lato oscuro” nelle più svariate incarnazioni, sarà stata la noia, sarà stata la curiosità storica, ma un giorno decisi di ascoltare questo The Satanic Mass, l’opera probabilmente più nota di Anton LaVey, il fondatore dalla Chiesa di Satana, la prima associazione religiosa di stampo anticristiano ad entrare a pieno titolo nella cultura popolare, non a caso sul finire dei lisergici anni ’60.

Questo movimento religioso si basa sul concetto dell’uomo come Dio di se stesso, con l’obbiettivo della completa gratificazione fisica e mentale; la figura di Satana viene vista come esempio di padronanza assoluta del sé e del proprio destino.

Tutto molto bello e interessante (forse), ma purtroppo l’ascolto di The Satanic Mass è di una noia mortale: la prima traccia, nonchè title track, è l’unica degna di interese storico essendo, didascalicamente, la registrazione intregrale di una messa satanica celebrata il 13 settembre 1968 a San Francisco; il resto sono letture di testi che verranno pubblicati l’anno successivo nellla Bibbia satanica che, a meno che non siate adeptidi di Anton LaVey, risultano noiosissimi come un programma di Bruno Vespa; a nulla serve l’interpretazione dello stesso LaVey, espressiva come una gettata di cemento grezzo.

Anton LaVey The Satanic Mass
Anton LaVey e la sua ragazza Diane Hegarty

Per i più golosi collezionisti che si sono accaparrati l’immancabile ristampa su CD vi è anche una pessima bonus track dal titolo epico Battle Hymn of the Apocalypse (Hymn of the Satanic Empire) che mischia i versi del nostro Anton LaVey con una base musicale tragicamente dozzinale e pacchiani effetti sonori.

A chi raccomandare quindi questo The Satanic Mass? Solo ai cultori di quel decennio magico e lisergico per inquadrare tutte le sfaccettature della società dell’epoca, magari dopo aver ascoltato il disco di Charles Manson.

Tracce:
01. The Satanic Mass
02. Prologue
03. Book of Satan, Verse I
04. Book of Satan, Verse II
05. Book of Satan, Verse III
06. Book of Satan, Verse IV
07. Book of Satan, Verse V
08. Battle Hymn of the Apocalypse (Hymn of the Satanic Empire) (CD bonus track)

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