Barbara Boncompagni Discografia

Barbara Boncompagni – Discografia

Barbara Boncompagni DiscografiaPer la serie “padri illustri, figli da dimenticare”, quest’oggi tratteremo le imprese discografiche della figlia di uno dei più grandi e discussi autori e registi televisivi della storia italiana: stiamo parlando di Barbara Boncompagni, figlia di Gianni, che nei primissimi anni ’80 ci regalò una manciata di canzoni, tre singoli per la precisione, potenzialmente tormentoni, ma effettivamente poco incisivi.

Niente potè il talento compositivo e arrangiativo di papà Gianni, anche se i pezzi sulla carta erano al pari di una certa produzione filo-Carrà-ista, la voce anonima e per niente pregna di personalità di Barbara asfaltava qualsiasi velleità dei pezzi. Così, dopo il debutto televisivo appena diciassettenne con il padre Gianni nel programma “Drim”, sempre per lo stesso programma l’anno dopo Barbara sforna il primo singolo, “Con i Piedi all’Insù”, pezzo dall’atmosfera scanzonata e televisiva, e con l’andamento di una marcetta. Il poco successo del pezzo è legato esclusivamente a quello della trasmissione.

Barbara Boncompagni DiscografiaNel 1982 Barbara ci riprova, ancora una volta complice il babbo: “Colpo Di Fulmine” è la sigla della trasmissione tv “Tre X Tre”; trattasi di un godibile ma innocuo motivetto synth-pop orchestrato, degno di nota solo per alcune deliranti e indimenticate linee del testo: “vampira trappola d’amore non ci casco più”.

Maggior successo raggiunge la b-side del singolo, “Cuore Matto”, cover del successo di Little Tony arrangiata in chiave electro-pop, ma come dire, è facile vincere il gran premio con una Ferrari! Come se i Vanilla Sky facessero una cover di “My Umbrella” di Rihanna appena sei mesi dopo l’originale. Impensabile!

Barbara Boncompagni DiscografiaMa torniamo alla nostra Barbara: il 1983 è l’anno della svolta: con “Notte e Giorno” la Boncompagni ci propone un’immagine più matura e oserei dire sensuale: testi più malinconici e intimi (per quanto si stia parlando sempre di canzoni da varietà) e parti strumentali ricche di tonalità minori; ciliegina sulla torta la voce della Boncompagni che vuole essere sexy e mugolante ma sembra solo una tossica in overdose di serenase.

Le cose non migliorano in “Sono Matta”, inconcludente mix di concetti tra “Matta-ta” di Patrizia Pellegrino e “Je Sò Pazzo” di Pino Daniele, dalle memorabili liriche: “Sono matta, sono matta, sono matta, e sono fatta così, sono matta, sono matta, sono matta, ma voglio darti una dritta, sappi che son pazza di te, ed è per questo che son matta”.

Negli anni ’90, sempre grazie al padre, Barbara si è riciclata come vocalist per Non è la Rai, e adesso lavora come autrice nella società di produzioni televisive Magnolia S.p.a. di Giorgio Gori.

Che abbia trovato, dopo tanti insuccessi, il lato giusto della televisione su cui stare?