Rebecca Ream ImaginationSentendo il nome Rebecca Ream, sarò sincero, nell’immediato non mi è venuto in mente niente, ancora meno sentendo la sua “Imagination” del 1998.

Basta però una veloce ricerca per incappare in sue ben più conosciute performance pubblicitarie per la Lancia Ypsilon e soprattutto per il Campari Soda. Come ho potuto dimenticare quel sensualissimo «welcome to paradise»? Forse a causa del disgusto che provo per il noto marchio di aperitivi? Non lo sapremo mai.

Rebecca Ream è nata in america, ma il suo successo è tutto italiano, così coe il suo passaporto. Arriva nel Belpaese a quindici anni, con il sogno di diventare modella, e ci riesce pure, ma le sfilate forse non bastano alla giovane losangelina che proprio con “Imagination” cerca di entrare anche nel mondo della musica.

Nello stesso anno tenta di farsi notare anche in televisione, accompagnando uno splendente Walter Nudo alle prime armi nella conduzione dello storico programma di Italia 1 Colpo di fulmine. Poi sappiamo come sono andate le cose.

Il problema di “Imagination” è che si tratta di pura e semplice eurodance di fine anni ’90, quella che impazzava in tutte le discoteche d’Italia e nelle sagre di paese sparata a mille dalle casse degli autoscontri. Un brano senza troppe pretese prodotto dalla coppia Molella – Phil Jay, con una base uguale a tante altre canzoni dell’epoca, talmente uguale che i suoni sono letteralmente fotocopiati da un’altra loro creazione ben più famosa: ricordate “Surrender” dei Soundlovers? Cassa dritta, linee di basso saltellanti e come tocco di classe il suono di una fisarmonica per creare un effetto “nostalgia” e aumentare la sensualità del brano.

Rebecca Ream Imagination
Rebecca Ream

Il vero problema della canzone è proprio Rebecca che sembra essere passata in sala di registrazione per caso tra una pubblicità e una sfilata; la sua vocina un po’ nasale e alquanto incerta non fa affatto una bella figura tanto che l’impresione è quella di un “buona la prima” su un brano che potrebbe funzionare benissimo anche come pezzo solo strumentale o al limite con la parola “imagination” ripetuta qua e là.

La casa discografica (la Nitelite Records, una sottoetichetta della Do It Yourself) aveva grandi piani per la ragazza che però vennero ben presto abbandonati una volta che Colpo di fulmine venne rapidamente chiuso per i pessimi ascolti e che “Imagination” non diventò quel successo riempipista sperato; di Rebecca Ream esistono infatti un altro paio di brani (“Feels Like Gonna Rain” e “Put A Smile On Your Lips”) che potete rintracciare in un raro CD promozionale che preannunciava un intero album che, ovviamente, non vide mai la luce.

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Nasco nel 1984 e da subito, grazie ai vinili di mio padre, la musica orbita attorno alla mia testa. Cresco quindi con i Genesis, Bob Marley, Neil Young, gli America, ma anche con Ruggeri, Dalla e Guccini. A 14 anni acquisto il mio primo basso ed il punk, assieme al crossover, muove ogni mio pensiero. Con gli anni la musica è diventata una vera ossessione, studiavo nuovi strumenti, leggevo articoli e recensioni, e più ne sapevo, più volevo saperne, per arrivare a considerarmi tuttora un ignorante. Ogni genere diventa fondamentale per accrescere la mia conoscenza, portandomi come artista su due progetti ben distinti, il cantautorato e la sperimentazione "noise".

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