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The Conet Project: Recordings Of Shortwave Numbers Stations (1997 – CD)

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The Conet ProjectUn progetto a metà strada tra la musica ed il mistero. Non parliamo di idee strampalate, di teorie bizzarre o della solita paranoia complottista che negli ultimi anni, complice internet, ha reso il mondo degli appassionati di genere un coacervo di imbecilli. Parliamo invece di qualcosa che in effetti esiste, e su questo ci sono pochi dubbi. Difficile invece spiegarne origine certa e funzionalità, così come i messaggi in esse contenute.

Parliamo delle numbers station, emittenti radiofoniche clandestine ed enigmatiche, che trasmettono ad intervalli irregolari su frequenze ad onde corte alternando jingle meccanici o melodie stile midi a stringhe di numeri e di lettere che si ripetono, apparentemente senza senso. Qualcosa di paradossale e, allo stesso tempo, inquietante.

Ricordo di avere intercettato una di queste emittenti nella mia infanzia, con una vecchia radio di legno a transistor di mio nonno: un suono di campane alternato ad alcuni numeri in inglese che mi lasciarono non poco sbigottito.

Approfondendo oggi la tematica, si scoprono diverse teorie a riguardo delle numbers station: alcuni sostengono che siano trasmissioni di dati cifrati per sistemi di navigazione o telecontrollo, altri che siano messaggi codificati trasmessi dalle agenzie governative o dai servizi segreti alle spie sparse in tutto il globo, altri ancora riconducono il tutto a uno scherzo di buontemponi o perditempo appassionati di misteri ed intrighi. Ciò che è certo è che nessun governo o ente nazionale ha mai apertamente riconosciuto la loro esistenza o il loro utilizzo, benché comprovate testimonianze ne datino la nascita al periodo della prima guerra mondiale, se non agli albori stessi della comunicazione via radio.

A molte di queste emittenti sono stati accostati nomi di fantasia, tratti dai motivetti che ne accompagnano l’inizio delle trasmissioni: ecco allora “Swedish Rhapsody”, dal pezzo composto dal musicista Hugo Halfven, “Cherry Ripe”, che prendeva in prestito le note di una canzone folk inglese del diciannovesimo secolo, e la famosa “The Lincolnshire Poacher”, dall’omonimo motivetto popolare del Regno Unito.

“The Conet Project”, raccolta edita dalla casa produttrice britannica Irdial Disc originariamente nel 1997 è una raccolta delle più famose numbers station mai intercettate dagli appassionati di tutto il mondo: un progetto che si articolò inizialmente su quattro dischi, saliti poi a cinque in occasione dell’uscita della nuova edizione nel 2013 arricchita di foto di apparecchiature ipoteticamente usate dai servizi segreti di oltrecortina per la trasmissione di queste misteriose emittenti.

In linea con la filosofia che ne ha ispirato la produzione, tutte le tracce riconducibili alle numbers station del Conet Project sono disponibili anche in download gratuito dal sito web ufficiale del progetto. Lo scopo: testimoniarne l’esistenza e, se possibile, cercare conferme ufficiali del loro utilizzo e della loro diffusione globale, un messaggio e uno sconfinamento della musica nel mistero che non potevamo non trattare su queste pagine.

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5 COMMENTI

  1. Anche la band degli Wilco utilizzo’ un sampler da questo disco per il loro CD :”yankee Hotel Foxtrot” Il titolo del disco e’ appunto una trasmissione radio in cui si ascolta una voce femminile che ripete queste tre parole e si trova in fondo all’ultimo pezzo (credo)…

  2. In realtà una conferma della loro reale funzione c’è: il caso Atencion! ha dimostrato che sono usate per mandare messaggi criptati col cifrario di Vernam, quindi inattaccabili, alle spie e agli agenti di tutto il mondo.
    Nel 1998, se non erro, vennero catturate delle spie cubane negli Stati Uniti che ricevevano gli ordini dalla madrepatria proprio tramite la number station denominata “Atencion!” e decifravano tramite degli one-time-pad, ovvero delle chiavi di cifratura utilizzabili una volta soltanto.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Numbers_station#Il_caso_Atenci.C3.B3n

  3. l’uso si conosce perfettamente: comunicare con le spie in modo anonimo. i messaggi arrivano sempre a orari precisi, sono spesso ripetuti più volte al giorno, e anche se le sequenze di numeri sono incomprensibili, hanno chiaramente una struttura, che quasi sempre è: sequenza di controllo (numeri ripetuti, solo per indicare l’inizio della trasmissione), una sequenza breve che probabilmente identifica il/i destinatario/i, il messaggio vero e proprio. come già detto da Tarkus, sono impossibili da decifrare senza la chiave, perché le chiavi segrete sono assolutamente casuali e lunghe quanto il messaggio, e ogni chiave viene usata solo una volta e mai più riutilizzata (“one-time pad”)
    di alcune stazioni è stata triangolata l’origine, e sono sempre potenti impianti radio militari (ad esempio il “buzzer” russo, di cui abbiamo anche coordinate e foto satellitari)
    come se non bastasse, sono stati desecretati e tradotti manuali molto precisi del periodo della guerra fredda, che spiegavano alle spie come procurarsi le radio a onde corte, modi e luoghi sicuri per ascoltare e trascrivere i messaggi, come decifrarli, ecc.

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